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Crisi La Perla, ancora proteste sotto la Regione: presto il tavolo a Roma

Il presidente Bonaccini ha incontrato le lavoratrici: "Non vi dico abbiate fiducia, perchè diventa quasi ridicolo, ma lottiamo insieme e proviamo a portare a casa qualcosa"

 

Tornano a protestare le lavoratrici e i lavoratori de La Perla, che questa volta, si sono date appuntamento sotto le finestre della Regione, dove è in corso il primo incontro istituzionale tra azienda e sindacati.

Stefano Bonaccini questa mattina ha incontrato i manifestanti confermando l'arrivo della convocazione del tavolo di crisi del ministero dello Sviluppo economico per l'8 ottobre (lo stesso giorno a Roma si discuterà la vicenda di Mercatone Uno, il giorno dopo quella di Industria italiana autobus).

A giugno scorso la direzione aziendale della storica azienda di lingerie, aveva annunciato oltre 100 esuberi, quando sono anche partiti scioperi e stato di agitazione. 

La Perla, lavoratrici in sciopero contro esuberi\VIDEO

"Se vengono convocati immediatamente i tavoli, è un bel segnale. Ci sono due giorni di trattative a oltranza per voi e per i vostri colleghi. Noi stiamo cercando di fare quello che vi avevamo detto. Da soli non abbiamo non dico la forza, perchè quella la si può trovare, non abbiamo gli strumenti normativi per fare da soli", spiega Bonaccini.

"Noi siamo con voi, stiamo cercando di interloquire con l'azienda e con il governo per fare in modo che si tengano i tempi, le convocazioni, le procedure. Cerchiamo di portare a casa il risultato. Non vi dico abbiate fiducia, perchè diventa quasi ridicolo. Dico: lottiamo insieme e proviamo a portare a casa qualcosa", esorta il presidente della Regione.

"Noi stiamo provando a mettere in campo tutte le idee possibili. Mi piacerebbe arrivare all'8 ottobre con la vicenda quasi chiusa. Magari con qualche cosa da aggiungere, ma con fra parte del lavoro fatto", aggiunge l'assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, che ha incontrato i lavoratori assieme a Bonaccini. "Serve la volontà da parte dell'azienda. Noi siamo disponibili a mettere risorse, ma devono garantire occupazione e chiarire il piano industriale. Noi daremo tutto il possibile. Certo, questa vicenda è pesa", conclude Costi prima di entrare in assessorato per partecipare al tavolo.

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