Nessun accordo sui licenziamenti: i lavoratori La Perla si fermeranno di nuovo

"All'incontro si sono presentati ancora una volta senza piano industriale"

Braccio di ferro tra dirigenza, sindacati e lavoratrici de La Perla, la storica azienda bolognese di lingerie di lusso. L'accordo ancora non c'è, i sindacati non intendono mollare se non si arriverà a una soluzione che eviti i 126 licenziamenti annunciati a fine luglio.

Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil hanno preso in considerazione a disponibilità dell'azienda di verificare la praticabilità della proposta dei rappresentanti dei lavoratori: via gli esuberi, si attivino, come peraltro previsto dall'accordo firmato ad aprile del 2018, gli ammortizzatori sociali (contratto di solidarietà o cassa integrazione straordinaria) per riorganizzazione complessa, affiancancandoli a un piano concordato di esodi volontari. Al momento però non c'è nessun impegno, forse solo buona volontà.

Il tavolo è ancora aperto, ma anche lo stato di agitazione con l'idea di proclamare uno sciopero di otto ore in occasione della convocazione delle parti al ministero dello Sviluppo economico. Un incontro che ora i sindacati sollecitano con forza, perchè il tempo scorre e resta un mese (dal 12 settembre) per arrivare ad un accordo. Insomma, dopo l'incontro finito in un nulla di fatto di venerdì scorso, anche la ripresa, questa mattina, del faccia a faccia con i manager lascia i dipendenti dello stabilimento di via Mattei senza certezze, tanto che hanno deciso di tornare a incrociare le braccia.

La Perla: "Donne sull'orlo di una crisi, non molliamo"

"All'incontro di venerdì si sono presentati ancora una volta senza piano industriale e senza spiegare in modo dettagliato come vogliono realizzare il piano di rilancio dell'azienda. Noi ci siamo dichiarati assolutamente insoddisfatti, perche' su un tema fondamentale le informazioni ci vengono date a rate e senza documentazione", lamenta Roberto Guarinoni della Filctem. "La prima fase del confronto tra sindacati e azienda si chiude senza accordo e il no alla sospensione della procedura di mobilità ci porta a mantenere lo stato di agitazione. Dunque, il confronto è ancora in una fase conflittuale. Ora ci aspettiamo che arrivi la convocazione dal ministero e che il governo metta l'azienda di fronte a una scelta", scandisce Guarinoni, spiegando che le parti si rivedranno l'11 o il 12 per stilare il verbale da inviare a Roma. "Finchè c'è uno spiraglio di trattativa, noi continueremo a trattare, fino all'ultimo. Il 12 settembre parte l'ultimo mese a disposizione per trovare un accordo. Un accordo che serve anche al rilancio dell'azienda. Senza, si entrerebbe in una fase di conflitto permanente che non giova a nessuno", avvisa il sindacalista, riassumendo la posizione unitaria di tutte le sigle e dei lavoraratori. "Valutiamo positivamente l'apertura di oggi, è un messaggio di dialogo, anche se non ancora la soluzione al problema", conclude. (dire)

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Il figlio di Vasco Rossi Lorenzo si è sposato: tutta la felicità in una foto

  • Cerca di fuggire dalla gazzella dei carabinieri con l'apecar: è ubriaco

  • Castenaso: morto Dino, il re della pasticceria

  • Tre appartamenti all'asta in via Amendola: il bando Invimit scade il 20

  • Incidente in via del Gomito, morto ciclista di 25 anni

  • Ludopatia e chiusura centri scommesse: "Costretto a licenziare, ora disoccupato anche io"

Torna su
BolognaToday è in caricamento