Vendita La Perla, fondo olandese incontra sindacati: 'Il cuore rimane qui'

Il gruppo dell'intimo, venduto a sorpresa al fondo Sapinda aveva colto di sorpresa i sindacati. Ieri sera il faccia a faccia

Investimenti a lungo termine, Salvaguardia del sito produttivo di Bologna, rilancio del marchio. Il primo faccia a faccia con Sapinda, cui Silvio Scaglia nelle scorse settimane ha ceduto La Perla, è servito, almeno in parte a dissipare i dubbi dei rappresentanti dei lavoratori, i primi ad essere rimasti spiazzati dall'entrata in scena a sorpresa del fondo olandese.

"Il primo messaggio del fondo è stato un messaggio positivo non c'è dubbio: investimento a lungo termine, il cuore dell'impresa qua, volontà di investire. Vediamo in cosa si traduce", apre Roberto Guarinoni della Filtcem-Cgil al termine dell'incontro che si è svolto questo pomeriggio nella sede di via Mattei del marchio bolognese delli''intimo di lusso.

"Sapinda Holding ha dichiarato che l'investimento in La Perla è a lungo termine, e che Bologna è il perno centrale della strategia di consolidamento e di crescita a cui saranno impulso attraverso la tutela del Made in Italy", riferiscono i sindacati, che ora attendono la presentazione, nel giro di un mese e mezzo circa, del piano industriale. Allora sarà veramente chiaro quali sono le intenzioni degli investitori e su quali leve sin intende agire per rimettere in carreggiata l'azienda

I sindacati, dunque, rimangono prudenti, ma Sapinda, al primo incontro, sembra aver fatto una buona impressione. "Il fondo si è presentato con un'impostazione industriale, parlando di un investimento a lungo termine, un approccio che ci piace. Certamente bisognerà rimettere mano ai conti dell'impresa e questo comporterà una discussione più complicata, ma ce l'aspettiamo", mette le mani avanti Guarinoni.

"Ci hanno detto che c'è un problema molto forte di costi all'estero legato ai negozi, ma lo sapevamo. Ci hanno anche detto che questa è un'impresa di intimo, lingerie, corsetteria e mare, che questa è la forza di questa impresa e su questo puntano, considerando il resto come un'opportunità da valutare", riferisce ancora l'esponente della Filctem.

"Per la primavera estate del 2019 il progetto c'è già, quindi non c'è alcun ritardo. Per quanto riguarda invece l'attività di produzione dell'autunno-inverno di quest'anno hanno assicurato che metteranno in campo tutte le risorse per mantenere il fatturato, perché il ritardo lì effettivamente c'è ed è forte", conferma Guarinoni.

Per far ripartite la produzione a pieno ritmo, i nuovi proprietari hanno già iniettato nuove risorse. "Hanno riferito di aver già cominciato a finanziare l'impresa in modo che posa riprendere l'attività a pieno regime. E stanno già intervenendo anche sui fornitori", aggiunge il sindacalista. "Hanno ribadito che l'intervento del fondo su La Perla è legato al fatto che qui c'è il made in Italy. Che per La Perla significa made in Bologna. Per loro ricchezza dell'azienda è qui", insiste Rossana Carra segretaria generale Femca-Cisl. "Restiamo prudenti in attesa di verificare il piano industriale, però l'atteggiamento e le dichiarazioni di oggi rassicurano sul voler valorizzare il sito di Bologna", conclude Mariangela Occhiali della Uiltec Uil. (VOR/DIRE)

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