Nuovo sciopero indetto dalla Cgil bolognese, che, oggi 27 giugno, torna in piazza per ribadire assoluta "contrarietà nei confronti del Disegno di legge in materia di lavoro all'attenzione del Parlamento e contestualmente - sottolinea il sindacato in una nota- si ritiene punitiva nei confronti dei lavoratori la scelta del Governo di porre la fiducia'.
In forma di dissenso, al via sit-in dei lavoratori aderenti dalle ore 16 (disertazione delle ultime due ore di lavoro) davanti la Prefettura in piazza Roosevelt.
DDL SUL LAVORO INIQUO. Senza appello la condanna cigiellina su una legge che reputa "controproducente perché non combatte la precarietà, specie dei giovani, perché mantiene tutte le tipologie precarie nate con il Governo Berlusconi. Nè universalizza le tutele in caso di perdita del lavoro, anzi riduce drammaticamente la durata dei sussidi (chi andava in mobilità aveva fino a 48 mesi di sostegno, con la nuova legge ne avrà solo 18) e non li estende a chi oggi ne è escluso".
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1 Commenti
FeedMario Guido "M.N.D.S.P.I."
"Fronte Unitario dei Lavoratori"
Premetto, e ci tengo in particolar modo, che non sono mai stato a favore del Governo Berlusconi e mai ho aderito o partecipato ad iniziative dei i partiti politici che ne componevano la maggioranza parlamentare, pur tutta via, leggere nell' articolo, che le anomalie, le atipicità, la precarietà contrattuale sia frutto di politiche, esclusivamente berlusconiane, questa è una falsità storica ed oggettiva.
Già il governo Prodi, con la complicità dell' odierno "PD", in collaborazione con i vertici della Cgil, diede inizio alla partita della "contro-riforma" del mondo del lavoro. Maggior flessibilità, sinonimo di precarietà, promozione della contrattualistica individuale rispetto al mantenimento, rafforzamento, del contratti nazionali o collettivi del lavoro, possibilità di ampliare le assunzioni "partita iva", l' appoggio politico delle scelte sulle assunzioni nei confronti del sistema "cooperativo" all' interno delle aziende, etc etc. sono tutte figlie delle politiche neo-liberiste, neo-conservatrici, neo-mercantiliste, della famigerata alleanza "progressista". (stranamente molto reazionaria con i lavoratori).
Quindi, sostenere, così come si sostiene per l' appunto in questo articolo, che siano state esclusivamente "manovre politiche" del centro-destra è una palese ed oggettiva enorme bugia!
E' ora di finirla di prendere in giro i lavoratori! E' ora di dir loro la verità!
Il sindacalismo italiano, i suoi vertici, senza alcuna distinzione, hanno da anni perpetuato politiche approssimative, sicuramente molto concordi con ciò che la casta politica esigeva per mettersi in "riga", per allinearsi completamente alle volontà economico-finaziarie della BCE o comunque dettate dalle scellerate decisioni radical-reazionarie della commissione europea.
Concertazione dopo concertazione, il mondo del lavoro, i lavoratori, si stanno trovando a vivere il periodo storico più buio della compagine lavorativa e sindacale che abbiano mai dovuto sperimentare. Gli operai soprattutto, la classe operaia, di cui tra le altre cose non si parla più!
Cara CgiL, Cisl, Uil, state portando i Proletari, (farà sicuramente effetto, a Voi ipocriti, sentir parlare o leggere termini, quali per l' appunto, "Proletari) ad una situazione politica, sociale ed economica, di "non ritorno". Vostra è in primis la responsabilità oggettiva della condizione attuale del paese e del lavoro in generale. Vostra la complicità, con la casta ed i poteri forti.
Davvero credete che gli Italiani possano ancora credere nelle potenzialità dello strumento "sciopero", per far tornare l' attuale illeggittimo governo sui suoi passi!?
Cari signori, cari Voi, che avete nel sindacato vissuto e creato il Vostro benessere economico alle spalle dei lavoratori, dei precari, dei giovani e meno giovani disoccupati, l' ora della vostra dissoluzione, per far largo a chi veramente crede nella comunità nazionale del lavoro sta arrivando.
Anche Voi, come i partiti politici istituzionali state arrivando al capolinea, i cittadini non vi credono, giustamente e motivatamente, più!
Segretario federale
Mario Guido