Lavoro a Bologna: Philip Morris Crespellano cerca tecnici

Philip Morris cerca tecnici. Da uno studio Nomisma, accesso immediato al mondo del lavoro per gli studenti che scelgono una scuola superiore tecnico-professionale

Renzi alla Philip Morris

Nei prossimi anni, il mercato del lavoro bolognese cercherà sempre più laureati . Lo rivela Nomisma che ha analizzato la ricerca sui fabbisogni professionali dell'Emilia-Romagna. Presentata oggi in occasione del secondo evento di ''Growing Seeds Forum'', ciclo di seminari organizzato con il supporto di Philip Morris Italia, la ricerca ha mappato l'offerta formativa della regione Emilia-Romagna, che conta oltre 603 mila studenti iscritti nella scuola (infanzia, primaria e secondaria), quattro atenei e oltre 158 enti di formazione accreditati.

TECNICO-PROFESSIONALE. Rispetto alla media nazionale lo studio evidenzia come sia maggiore il numero di studenti che scelgono nella scuola superiore un indirizzo tecnico e professionale (34,4% e 23,3% del totale studenti iscritti alla scuola secondaria di secondo grado rispetto alla media italiana del 30,5% e 16,6%), formazione che permette un accesso immediato al mondo del lavoro, mentre l''istruzione universitaria è di poco superiore alla media europea (20,1% del totale studenti vs 18,6%). L''incidenza di laureati in materie come scienze, tecnologia, ingegneria e matematica in Emilia Romagna risulta in linea con il dato italiano (21%), mentre in un confronto internazionale l''Italia si posiziona meglio degli Usa, ma in ritardo rispetto soprattutto a Francia e Spagna. Come sottolinea Andrea Goldstein, managing director di Nomisma e curatore della ricerca "l''analisi della ripartizione degli occupati per titolo di studio sottolinea la rilevanza dell''istruzione superiore in Emilia-Romagna": 49% degli occupati in linea con il dato medio europeo. La presenza di laureati o dottori di ricerca è inferiore rispetto al dato medio europeo (il 21% contro il 33%), ma complessivamente in crescita nell''ultimo decennio.

"Lo studio- prosegue Goldstein- evidenzia un gap tra il livello di istruzione conseguito e le effettive esigenze del mercato: da un lato in Italia il 21,1% dei lavoratori e'' troppo qualificato rispetto al livello di istruzione richiesto per la professione svolta, dall''altro il 15% ha un livello di istruzione inferiore rispetto a quello necessario per la propria occupazione". La richiesta di laureati nella provincia di Bologna risulta maggiore rispetto alla media italiana (16% contro 11,5%), mentre l''incidenza in Emilia-Romagna (10,8%) risulta di poco inferiore alle media nazionale. Nel medio periodo (2015-2020), le previsioni anticipano un quadro positivo per i lavoratori più qualificati in termini di istruzione, con un aumento del tasso di occupazione del 20,34%, rispetto a un declino dell''11,3% per i lavoratori meno qualificati. "La ricerca di Nomisma ci invita ancora una volta a riflettere sul fatto che siamo in un territorio, quello emiliano, dove potremmo lavorare con un obiettivo di disoccupazione giovanile a tasso zero", rilancia Tiziana Ferrari, direttore generale di Unindustria Bologna. "In questo scenario, per essere competitivi, bisogna investire sulle persone e su un sistema articolato ed integrato di formazione che permetta sia di affermarsi nei comparti manifatturieri più' avanzati, sia di accrescere la qualità del sistema produttivo e dei servizi evitando di generare fratture nel sistema sociale", conclude l''assessore al Lavoro e all''Istruzione dell''Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi.

PHILIP MORRIS. Il 70% dei neoassunti dalla Philip Morris ha infatti un profilo tecnico nell'ambito del piano di investimenti in corso di realizzazione a Bologna per la produzione della sigaretta del futuro. Lo evidenzia il direttore Risorse umane Simona Robotti, a margine della presentazione della ricerca di Nomisma su ''Formazione e competitività", illustrata nell''ambito del secondo evento di ''Growing Seeds Forum'', il ciclo di seminari organizzato con il supporto della multinazionale del tabacco. "Abbiamo già' inserito 100 persone nel nostro stabilimento pilota", ricorda Robotti.

"Queste persone stanno seguendo, a seconda del loro ruolo un programma di formazione. Stiamo lavorando sulle altre posizioni che abbiamo aperto in linea con i nostri piani", aggiunge la manager, convinta della strategicità'' degli studi tecnici. "Vogliamo invitare i ragazzi ad iscriversi agli istituti tecnici perché pensiamo che la valorizzazione delle scuole tecniche sia fondamentale, soprattutto in un contesto come quello dell''area di Bologna- spiega- tanto è vero che nella maggior parte delle nostre posizioni cerchiamo profili di carattere tecnico. Il 70% dei neoassunti proviene da un indirizzo tecnico e per un 30% si tratta di laureati". nell''ambito del massiccio piano di investimenti in corso di realizzazione a Bologna per la produzione della sigaretta del futuro. Lo evidenzia il direttore Risorse umane di Philip Morris Manufacturiung and technology Bologna, Simona Robotti, a margine della presentazione della ricerca di Nomisma su ''Formazione e competitività", illustrata nell''ambito del secondo evento di ''Growing Seeds Forum'', il ciclo di seminari organizzato con il supporto della multinazionale del tabacco.

"Abbiamo già' inserito 100 persone nel nostro stabilimento pilota", ricorda Robotti. "Queste persone stanno seguendo, a seconda del loro ruolo un programma di formazione. Stiamo lavorando sulle altre posizioni che abbiamo aperto in linea con i nostri piani", aggiunge la manager, convinta della strategicità'' degli studi tecnici. "Vogliamo invitare i ragazzi ad iscriversi agli istituti tecnici perché pensiamo che la valorizzazione delle scuole tecniche sia fondamentale, soprattutto in un contesto come quello dell''area di Bologna- spiega- tanto è vero che nella maggior parte delle nostre posizioni cerchiamo profili di carattere tecnico. Il 70% dei neoassunti proviene da un indirizzo tecnico e per un 30% si tratta di laureati". (agenzia dire)

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