Riders licenziati, Cgil: "Si rischia effetto domino, a rischio in mille"

Domina l'incertezza mentre è in discussione un decreto legge sul tema. Una delle più grandi piattaforme ha revocato l'appalto a un intermediario e i ciclofattorini sono di fatto tornati al cottimo

Se ai casi di Firenze e Bologna seguissero altre decisioni di Just eat di tagliare gli accordi con le aziende per le consegne a domicilio, i posti a rischio tra i ciclofattorini si impennerebbero dai 100 del capoluogo toscano e dai 40 sotto le Due torri a "500-mille".

A temere un effetto domino è la Cgil non nascondendo la sua preoccupazione anche perché, in questi casi, trattare con le piattaforme digitali è difficilissimo. I sindacati, infatti, "non vengono informati" e i lavoratori rassicurati sul fatto che verranno riassorbiti direttamente da Just eat hanno solo garanzie verbali.

Inoltre, se prima avevano almeno le 'tutele' dei contratti di collaborazione, una volta alle dipendenze di Just eat si ritrovano in un sistema che usa "il lavoro autonomo e occasionale come canale per le assunzioni".

A spiegarlo, ospite su una tv locale, è Tania Scacchetti, ex numero uno della Camera del lavoro di Modena e ora nella segreteria nazionale. A Firenze le categorie della Cgil, Nidil e Filcams, hanno certo di discutere con l'azienda che però "non si sente in obbligo" di sedersi al tavolo, e dunque ora sotto le Due torri "valuteremo se tentare un approccio" con Just eat, auspicando, dice Scacchetti, una "disponibilità ad un approccio di interlocuzione per salvaguardare i posti di lavoro".

Scacchetti non nasconde che sia una strada in salita perché appare evidente il "tentativo delle imprese di superare i vincoli" per le aziende che si stanno discutendo in Parlamento a tutela dei ciclofattorini, e lo stanno facendo "frammentando un lavoro già fortemente frammentato e quindi cercando di applicare le tipologie contrattuali con minori diritti e più facilità di risoluzione".

La Cgil vuole invece inserire i riders nei contratti nazionali di lavoro, ma per farlo si torna sempre al 'punto di partenza', occorre che le aziende "escano dalla loro autoreferenzialità e aprano una discussione su un tipo di lavoro che non può essere privo delle elementari tutele, a partire da un compenso dignitoso e dalla sicurezza sul lavoro", conclude Scacchetti.

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Intanto è iniziato l'esame degli emendamenti al dl cosiddetto Salva Imprese, e uno degli argomenti  è proprio il correttivo alla disciplina di impiego dei riders.

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