Magneti Marelli, sede Bologna e Crevalcore: siglato l'accordo per la cassa integrazione

"Tutela i lavoratori", secondo Fiom Cisl, che però non nasconde le proprie preoccupazioni, seppur prende le distanze dallo sciopero indetto nel sito di Bologna

Lunedì 7 ottobre, a Bologna,  e giovedì 10 ottobre , a Crevalcore, si sono svolti gli esami congiunti tra i rappresentanti sindacali e la Magneti Marelli SpA a proposito della cassa integrazione ordinaria annunciata per i due siti industriali e sono stati siglati gli accordi. "La richiesta degli ammortizzatori nasce, così ha motivato l'azienda,  dalla necessità di ridurre le ore lavorative a causa di cancellazioni e rinvii di progetti da parte di alcuni principali clienti, per Bologna e da un calo di volumi a Crevalcore". Lo rende noto Fim Cisl, dettagliando quanto prevedono gli accordi.

Si parte dalla garanzia dell’anticipazione delle spettanze a carico Inps da parte dell’azienda, una media settimanale di 1,5 giorni di cassa integrazione per Bologna, una settimana in ottobre e una in novembre per Crevalcore. Inoltre per entrambi gli stabilimenti: è stato stabilito tra le parti che nel caso in cui dovessero variare le condizioni previste e si ipotizzasse un superamento della cigo per un periodo superiore a 10 giorni sia subito attivata la  Commissione Sistemi di produzione, prevista dal CCSL, per garantire la maturazione dei ratei ferie/par e TFR e si è, altresì, convenuto che in caso di richiamo al lavoro da cigo il preavviso minimo sia di 24 ore.

"Riteniamo - dichiara la Fim - di aver fatto quello che un sindacato responsabile deve fare, ovvero garantire ai lavoratori, attraverso l’accordo a seguito dell'esame congiunto con l’azienda, le migliori condizioni rispetto a possibili scenari che si potrebbero verificare senza il vincolo, per l’azienda, di un accordo".

"Non nascondiamo - prosegue la sigla dei metalmeccanici Cisl - una seria preoccupazione sulla situazione aziendale che sta subendo pesantemente le incertezze legate all’imminente transizione dai motori a scoppio a quelli elettrici e la contrazione dei volumi di un settore come quello dell’automotive che è a un bivio e deve capire quale direzione prendere. Per questo motivo abbiamo, attraverso le segreterie nazionali, inoltrato una richiesta ufficiale al Gruppo Marelli per fissare quanto prima un incontro per approfondire la situazione industriale e le strategie aziendali".

"Esprimiamo, seppur nel riconoscimento dell’assoluta e piena legittimità, la nostra perplessità- conclude la Fim - a proposito dello sciopero indetto nel sito di Bologna, da parte della Fiom, visto che in condizioni analoghe in altri stabilimenti del gruppo (Venaria) non sono state proclamate agitazioni sindacali e visto che a Crevalcore anche la Fiom ha siglato l'accordo. Siamo molto soddisfatti invece dell'attenzione dimostrata dalle istituzioni. Comune di Bologna ci ha convocato, infatti, per un’udienza conoscitiva sulla situazione aziendale, Regione Emilia Romagna ha seguito con attenzione la vicenda e al Ministero dello Sviluppo Economico si terrà, venerdì 18 ottobre, un Tavolo sull'automotive".
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