Crisi Magneti Marelli: preoccupa la sorte di 1.200 lavoratori di Bologna e Crevalcore

'Continua ad essere incomprensibile che mentre i lavoratori hanno retribuzioni inferiori a quelle degli altri metalmeccanici, FCA redistribuisce il dividendo agli azionisti'

Si stanno svolgendo le assemblee sindacali della Fion negli stabilimenti Magneti Marelli di Bologna e Crevalcore, su tutti i turni di lavoro "per informare le lavoratrici e i lavoratori sulla rottura registrata al tavolo nazionale di trattativa con FCA - Fiat Crysler Automobiles, confermando come sia fuori dal Contratto Nazionale dei metalmeccanici sia “il problema dei problemi”, in una situazione in cui gli stabilimenti italiani del gruppo sono interessati, anche in maniera pesante (da Pomigliano a Cassino fino a Mirafiori passando per la VM di Cento) dal ricorso agli ammortizzatori sociali, mentre negli Stati Uniti la stessa FCA investe e realizza nuova occupazione", scrive il sindacato in una nota.

La Fiom ha scritto ai parlamentari bolognesi per chiedere attenzione sul futuro dei lavoratori degli stabilimenti di Bologna e Crevalcore: "Le assemblee sono servite per dare sostegno alla richiesta, avanzata in modo formale dalla Fiom nazionale, della convocazione di un incontro informativo e di confronto sul futuro occupazionale e contrattuale dei lavoratori che, a vario titolo, sono impiegati presso i centri ricerca, logistica e produzione della Magneti Marelli in Italia'", spiega il sindacato, preoccupato in particolare del destino dei 1.200 lavoratori, operai e impiegati, occupati tra Bologna e Crevalcore. 

Vista l’annunciata e imminente cessione di Magneti Marelli al gruppo giapponese Calsonic Kansei, per la Fiom "l’uscita da FCA deve anche significare l’uscita dal CCSL (contratto specifico e separato). Continua ad essere incomprensibile che mentre i lavoratori della Magneti Marelli hanno retribuzioni inferiori a quelle degli altri metalmeccanici, FCA redistribuisce il dividendo agli azionisti".

 

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