Lavoro: lasciano sempre più le neo-mamme. Lepore lancia il questionario

L'assessore pone una serie di domande per sondare l'impatto dell'emergenza sulle famiglie e sui carichi di cura a Bologna: “Il covid ha scavato ancora di più i divari esistenti”

“Ho letto un dato drammatico: già nel 2019 si sono dovute dimettere dal lavoro oltre 37.611 neo mamme. I papà che hanno lasciato il posto sono invece stati 13.947”. Lo scrive sui social l’assessore Matteo Lepore che sottolinea: “Durante l’emergenza, un profondissimo silenzio su questioni come la gestione dei figli con le scuole chiuse o lo smart-working visto dalla prospettiva femminile hanno evidenziato la tendenza a dare per scontato che sarebbero state comunque le donne a caricarsi il peso del lockdown. Più sacrificabile economicamente il loro lavoro più accettabile che sarebbero state loro a fermarsi per davvero?”

L'assessore propone dunque un breve questionario per capire meglio l'impatto dell'emergenza COVID sulle famiglie e sui carichi di cura a Bologna.

Infatti secondo i dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, fra le motivazioni delle dimissionie/o risoluzioni consensuali addotte dalle lavoratrici, la più ricorrente è rimasta la difficoltà di conciliare l’occupazione lavorativa con le esigenze di cura della prole, registrata in 20.730 casi (20.212 nel 2018), in percentuale pari a circa il 35% del totale. L’assenza di parenti di supporto, il costo elevato per l’assistenza al neonato (asilo nido o baby sitter) o il mancato accoglimento al nido sono i motivi che hanno indotto soprattutto le mamme a lasciare la propria occupazione

Anche Lepore nei mesi del lockdown ha “ritrovato il valore del tempo, in particolare ho passato la quarantena in casa con mia figlia e la mia compagna. La cosa più importante per me è stata proprio questa, il confronto tra una donna e un uomo che si sono guardati negli occhi domandandosi con sincerità ogni giorno che cosa fossero l’equità e il rispetto nella pratica quotidiana della vita familiare e lavorativa, cosa possiamo fare insieme per offrire ai nostri figli una vita più felice”, ma, sottolinea “il covid ha scavato ancora di più i divari esistenti e creati di nuovi, ma il dominio del maschile sul femminile in questo mondo è ancora una delle ingiustizie più gravi contro la quale battersi a partire dai propri comportamenti individuali”.

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