Marzocchi Pompe Spa dovrà assumere due lavoratori. Lo ha confermato il Tribunale del Lavoro di Bologna, con sentenza del 2 aprile, rigettando il reclamo avanzato dall'azienda. I due lavoratori, sono ex dipendenti della Mas srl in liquidazione: a seguito della cessione di ramo d’azienda, avvenuto in data 7/11/2011, alla Marzocchi Pompe Spa di Casalecchio di Reno, non erano stati, come gli altri loro colleghi, assunti dall’azienda acquirente. Trattasi di lavoratori con alta professionalità: uno,addetto ad attività di analisi e programmazione e l’altro, impegnato nelle attività di analisi e gestione di problematiche hardware e software.
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Il collegio giudicante ha respinto il reclamo presentato da Mas srl in liquidazione e da Marzocchi Pompe Spa, confermando quanto già sancito nella prima sentenza. L'ordinanza recita, infatti, che “poiché la Mas srl ha ceduto alla Marzocchi il ramo d’azienda inerente l’attività di erogazione di servizi amministrativi, informatici, di ricerca e di selezione del personale, del quale i due lavoratori facevano parte” ne consegue che “la Marzocchi pompe Spa è tenuta a garantire anche la continuità dei rapporti di lavoro nei confronti dei due lavoratori”.
"A proposito del profilo del grave pregiudizio - scrive la Fim Cisl che ha tutelato i due lavoratori - la sentenza, del 2 aprile, condivide quanto affermato in precedenza ovvero che i due lavoratori, attualmente in cassa integrazione straordinaria, subiscono un rilevante danno patrimoniale. Inoltre il collocamento in Cigs, estrania i lavoratori dal mondo produttivo e li colloca in una situazione di assistenzialismo che determina “non solo frustrazione e angoscia per il futuro ma anche perdita di livelli professionali acquisiti, tenendo conto che il settore informatico, di competenza dei due lavoratori, richiede una continua e costante attività di aggiornamento professionale."
“Siamo molto soddisfatti – dichiara Andrea Vignali della segreteria Fim Cisl di Bologna- che insieme al legale ha tutelato la posizione dei due tecnici”. “La sentenza del giudice – prosegue il sindacalista- riporta giustizia a due lavoratori, ma soprattutto sancisce che il protrarsi della cassa integrazione straordinaria, in una situazione dove è evidente il diritto dei lavoratori di essere riammessi nel loro posto di lavoro, è un pregiudizio grave sia nei confronti dei due lavoratori, sia più in generale per lo stesso sistema pubblico”.





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