Moda, l'ex patron La Perla lancia "Fashion Research Italy"

Un polo didattico, espositivo e archivistico dedicato alla formazione, all’innovazione e alla valorizzazione dell’heritage del settore moda

Ph. Massimo Paolone per FRI

Un polo didattico, espositivo e archivistico dedicato alla formazione, all’innovazione e alla valorizzazione dell’heritage del settore moda. Al civico 12 di via del Fonditore prende vita la sede della Fondazione no-profit Fashion Research Italy (FRI), centro didattico e d’innovazione, polo espositivo e archivistico, dedicato alla valorizzazione di un settore chiave del sistema economico-produttivo: la moda.

Fondata da Alberto Masotti, ex patron de La Perla, negli spazi rinnovati della storica sede del Gruppo, FRI si prepara ad aprire le porte il 21 ottobre. Oggi sono state presentate in anteprima le sue due icone-simbolo: la Statua di Donna e la Passerella multimediale per la riproduzione di sfilate virtuali, che rappresentano concretamente la filosofia della Fondazione.
 
FRI ha l’obiettivo “di esercitare un ruolo “limbico”, di supporto e di coordinamento dei vari attori del comparto moda che di volta in volta animeranno la Fondazione stessa, al fine di elaborare strade innovative da percorrere insieme”. La mission di FRI è quella di supportare il comparto nell’era della smaterializzazione dei beni innescata dalla rivoluzione digitale attraverso la formazione di professionisti e imprenditori di oggi e di domani. La formazione, infatti, rappresenta uno degli asset fondamentali per garantire la competitività delle piccole e medie imprese del settore.
«La manifattura e il sapere artigianale – spiega Alberto Masotti, Presidente della Fondazione Fashion Research Italy – devono cogliere nuove opportunità di crescita attraverso l’innovazione, la ricerca, la formazione, la memoria e l’internazionalizzazione: la moda deve trasformarsi in moda 4.0».

PASSERELLA MULTIMEDIALE. Ideata per permettere la creazione e la fruizione di sfilate di moda virtuali, è uno strumento di alta tecnologia, che potrebbe modificare la fruizione delle collezioni moda da parte del pubblico, degli addetti ai lavori, dei buyer. L’allestimento multimediale, curato da Videoworks, si articola in 8 monitor 85” (200cm x 118cm) Samsung posizionati in modalità portrait – in modo da essere visibili come un unico lungo schermo da oltre 16 mln di pixel – e da un potente sistema di diffusione sonora digitale ad alta definizione da circa 1.000 watt. È la prima installazione al mondo di questo tipo per dimensioni e tipologia di video. 
 
«È un esempio di digitalizzazione e smaterializzazione – spiega Masotti –. Fashion week e fiere di settore potrebbero dotarsi della Passerella multimediale per contenere i costi e l’impatto ambientale e i brand emergenti potrebbero farsi conoscere con sfilate virtuali nelle città e negli eventi di riferimento, da Mosca a New York, da Milano a Shanghai, o approcciare mercati nuovi o più difficilmente raggiungibili».

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Commenti (2)

  • sarebbe meglio che facesse rientrare le fabbriche in italia che e' meglio....

    • Hai ragione. Non vorrei ci fossero dei soldi pubblici, tipo dell'università. Come schiavista Masotti e stato sicuramente degno degli antichi romani. Quante donne ha sfruttato e poi licenziato. ...

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