Aperture negozi il 25 aprile e 1° Maggio, Confesercenti: "Abbiamo una proposta equilibrata"

Il direttore provinciale di Confesercenti Loreno Rossi spiega quale potrebbe essere un buon compromesso: "A otto anni dalla liberalizzazione della Legge Monti non possiamo cambiare i nuovi stili di vita, ma possiamo lavorare a favore della piccola distribuzione"

Un tema, quello delle aperture straordinarie delle attività commerciali, che si riaccende in prossimità di alcune festività in particolare: Primo Maggio in testa. C'è chi la vede dal punto di vista familiare e crede sull'esigenza di stare con i propri cari in alcune date importanti e ci sono poi gli imprenditori che puntano a soddisfare la propria clientela assicurando un servizio anche nei giorni "rossi" del calendario. Come sappiamo, fu il governo Monti a introdurre la liberalizzazione totale dell’apertura dei negozi con la legge denominata “Salva Italia”: era il 2011, sono passati otto anni. 

«In otto anni cambiano gli stili di vita delle persone - spiega Loreno Rossi, direttore provinciale di Confesercenti - e di certo non si può pensare di tornare indietro nel tempo e stravolgere le abitudini. Noi eravamo contrari per due ragioni fondamentali: uno, la strada della liberalizzazione delle aperture e degli orari favoriva la grande distribuzione a discapito dei 'piccoli'; due non avrebbe portato a un aumento dei consumi. E infatti così è stato. I consumi si spalmano semplicemente in modo diverso, ma non sono certo aumentati. E oggi il format dell'iper è quello che soffre di più perchè comunque i costi delle domeniche sono alti se, come è, diventano quattro al mese e non più in date straordinarie».

Per "stile di vita" si intende abitudine: se ci si è abituati ad andare a fare la spesa la domenica perchè la domenica i supermercati sono aperti, si tende a voler mantenere le cose come stanno e non retrocedere alle chiusure o alle aperture domenicali solo straordinarie. 

Che fare? «Cerchiamo un punto di equilibrio, un'idea l'abbiamo già»

E quindi anche quest'anno, in occasione di Pasquetta, della Festa della Liberazione e della Festa dei Lavoratori, ci saranno le solite polemiche? Cosa si può cambiare? «Come abbiamo detto, tornare indietro non è possibile. E allora è necessario creare un nuovo punto di equilibrio. Bisogna andare incontro alla piccola distribuzione (che a noi sta particolarmente a cuore) e allo stesso tempo alle esigenze dei clienti».

E come si fa? Proposte valide? «Una proposta di modifica alla legge Monti l'abbiamo. La nostra proposta, che è un compromesso (quell'equilibrio di cui parlavamo) è che ci siamo 12 giorni l'anno "intoccabili". Dodici festività laiche o religiose obbligatorie che includano Natale, Pasqua, Pasquetta, il 25 Aprile e il 1° Maggio.. ». 

C'è il nodo delle zone turistiche. Anche il centro di Bologna oggi è area turistica...«Resterebbero fuori da questo obbligo le zone turistiche, sì. Ma parliamo di aree ben delimitate e con regole che agevolino i piccoli e vigilino sui comportamenti dei grandi. A Bologna solo il centro/centrissimo è considerato turistico ed è lì e solo lì che andrebbe concessa l'apertura alle metrature al di sotto dei 400 metri»

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