Nuove fiere in città, i sindacati sul personale: "Allora ci vogliono più lavoratori fissi"

Ieri l'annuncio del Salone Nautico di Bologna, oggi le considerazioni di Usb, che chiede una rivisitazione degli 80 tempo indeterminati

Nuove fiere arriveranno a Bologna e si pensa al personale. L'approdo di nuove manifestazioni nel quartiere fieristico (cinque-sei tra 2020 e 2021) e' una buona notizia, ma spinge i sindacati a chiedere una revisione dei numeri dell'accordo sottoscritto a giugno sulla riorganizzazione del personale. Se aumentano i metri quadrati e le ore di manifestazione, anche il numero dei lavoratori 'fissi' deve crescere, e' la tesi di Usb, che 'inchioda' l'expo alla disponibilita' data di fronte alle commissioni comunali Affari generali e Attivita' produttive dal direttore generale, Antonio Bruzzone.

"L'accordo di giugno prevede che tra un anno si faccia il punto sulle ore lavorate dagli stagionali: se dovessimo riscontrare un'esplosione del ricorso ai lavoratori a tempo determinato, allora e' giusto che ci sia una rivisitazione degli 80 tempo indeterminati", apre Bruzzone, che in commissione ha illustrato anche i dati positivi dell'ultima semestrale approvata dal cda. L'intesa sottoscritta a giugno scorso fissa un monte ore minimo per i part-time a tempo indeterminato sotto il quale non si potra' andare: 70.000 ore annue e 80 persone.

Dall'1 settembre dell'anno prossimo, se si scendera' sotto quella soglia, l'expo assumera' nuovo personale dalla lista dei tempi determinati, assicurando un monte orario minimo di 1.000 ore. In ogni caso, i tempi determinati non potranno essere piu' dei tempi indeterminati. Domani scadono i termini per iscriversi nella lista dei tempi determinati stagionali dalla indeterminato scendera' sotto la soglia delle 80 unita'. Puo' dare la propria disponibilita' chi negli ultimi tre anni ha lavorato in quartiere almeno per 500 ore. Gli iscritti al momento sono 63. Secondo i lavoratori, pero', questi numeri sono gia' oggi insufficienti. "Anche per il Cersaie eravamo in pochi", Denuncia Carmen Bevilacqua del consiglio di azienda.

"Se le nuove manifestazioni fossero entrate nella trattativa, le cose sarebbero state diverse. Fare piu' fiere significa aumentare la platea dei tempi determinati. Per questo, l'accordo sui numeri rischia di essere vecchio. Se continua trend di allargamento delle fiere, i numeri vanno rivisti se vogliamo fare della Fiera un modello", sostiene Fabio Perretta dell'Usb, che subito raccoglie l'apertura di Bruzzone a ridiscutere le cifre il prossimo anno. "Siamo l'unica Fiera italiana a non utilizzare personale interinale", rivendica il manager, che conferma la disponibilita' della societa' ad arrivare ad un accordo di sito sull'utilizzo degli appalti, come sollecitato anche da Stefano Biosa della Filcams-Cgil.

Resta la posizione di netta contrarieta' di Sgb, che continua ad accusare la Fiera di voler precarizzare il lavoro in quartiere utilizzando lo strumento della stagionalita'. "Bisogna lavorare ancora, ma finalmente ci sono risultati positivi dell'azienda e un clima costruttivo con i sindacati, che ovviamente pongono ancora punti di lavoro", tira le somme l'assessore al BIlancio, Davide Conte. "La Fiera ha finalmente un andamento economico strutturalmente positivo. Questo ci offre l'opportunita' di ragionare insieme su come migliorare la qualita' dell'attivita' e soprattutto qualita' del lavoro sia dei dipendenti della Fiera che di quelli degli appalti", conclude. 
 

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