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Più parità di genere sul lavoro, da stipendi a carriera: nasce intesa pubblico-privato

Siglato un protocollo tra Città metropolitana e la rete CapoD di cui fanno parte nove aziende del territorio

 

Stop a discrimazioni e stereotipi di genere nei luoghi di lavoro. Le nove imprese della Rete CapoD (comunità di aziende per le pari opportunità) siglano un patto con la Città metopolitana per promuovere le buone pratiche in tema welfare e parità di genere.

Parità salariale, percorsi di carriera uguali agli uomini, lavoro da casa, flessibilità di orari con attenzione alla maternità e al rientro. Questi i punti principali del protocollo, con il quale la Città metropolitana si impegna, tra l'altro, a un finanziamento di 50mila euro per i prossimi tre anni. L'obiettivo è fare scuole e portare sempre più aziende verso questa strada, soprattutto quelle piccole che spesso non hanno risorse per farlo. 

Buone pratiche

Della rete fanno parte l'Aeroporto di Bologna, Ima, Bonfioglioli, Tper, Caab, Emil Banca, Crif, Philip Morris e Lamborghini. L'obiettivo principale di CapoD è quello di realizzare progetti per la promozione della parità uomo-donna sul lavoro, con particolare attenzione alle piccole e medie.

La scelta del nome è ricaduta su CapoD perché esprime sia la voglia di ripartire da un punto, da un capo già consolidato di esperienze delle singole aziende per generalizzare all’insieme delle aziende presenti nel territorio metropolitano le buone pratiche di pari opportunità.

Azioni e obiettivi: fare delle pari opportunità una componente della missione stessa delle aziende; creare occasioni di confronto e networking fra le aziende aderenti e il contesto del territorio, sviluppando sinergie e progetti comuni; sviluppare i temi di responsabilità sociale e di welfare, coinvolgendo progressivamente anche le piccole e medie imprese; promuovere attività di sensibilizzazione in materia di pari opportunità partecipando ad eventi, manifestazioni, convegni; facilitare l’accesso agli aderenti ai fondi comunitari, nazionali e regionali, nonché l’accesso ad agevolazioni fiscali, finanziarie e ad altri contributi per progetti in materia di pari opportunità; favorire processi formativi e la diffusione di buone pratiche sul tema delle pari opportunità anche in altre aziende con caratteristiche dimensionali diverse.

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