Philip Morris: a Crespellano la prima fabbrica al mondo di 'sigarette a basso rischio':

Impiegherà 600 persone e produrrà fino a 30 miliardi di pezzi l'anno ma di sigarette "a potenziale rischio ridotto". L'azienda ha speso centinaia di milioni di dollari per il prototipo, prodotto in anteprima nello stabilimento pilota di Zola Predosa

Sorgerà a Crespellano, una nuova fabbrica, ma di sigarette definite "a potenziale rischio ridotto", come riferisce il Salvagente.

Impieghera a regime 600 persone, e produrrà fino a 30 miliardi di pezzi all'anno. Ad annunciarlo è stata la stessa Philip Morris, il più grande produttore mondiale del settore (16% del mercato globale e marchi del calibro di Marlboro, Chesterfield e L&).

Ma la sigaretta di Crespellano non brucerà e non farà fumo, ma conterrà tabacco e nicotina. Avrà marchi noti, come Marlboro e Cesterfield, e, stando alle intenzioni del produttore, potrà persino essere fumata in pubblico.

INVESTIMENTO DA 500 MILIONI. Il colosso ha annunciato che sarà la prima fabbrica al mondo per la produzione di prodotti di questo tipo. La nuova sigaretta, per quanto si sa, ha la caratteristica di contenere tabacco riscaldato, e - dicono i produttori - produce meno danni di una sigaretta tradizionale.

Secondo l'agenzia Bloomberg Usa, si tratterebbe di una sigaretta che sostituisce il riscaldamento alla combustione del tabacco, generando vapore anziché fumo. Un funzionamento che ricorda quello delle e-cig (sigarette elttroniche), con la differenza che in questi prodotti è contenuto tabacco "vero". Secondo la Philip Morris ciò comporterebbe un abbassamento reale del rischio di malattie respiratorie come il cancro. L'azienda, sempre secondo Bloomberg, sta ancora attendendo l'ok delle autorità regolatorie, che dovranno dire se i nuovi dispositivi, che utilizzano la tecnologia degli aerosol, potranno essere immessi sul mercato.

L'azienda ha già speso centinaia di milioni di dollari per il prototipo, sarà prodotto in anteprima in uno stabilimento pilota, già esistente nella provincia di Bologna a Zola Predosa, dove si trova anche Intertaba, società che produce filtri dal 1963, e che da tempo appartiene alla multinazionale del tabacco. Dalla fabbrica mignon usciranno le prime copie del prodotto in attesa del lancio sul mercato previsto per il 2015.

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