Persone a rischio povertà, 60 mila in città: 'Reddito di solidarietà non basta'

L'assessore al Welfare Giuliano Barigazzi commentando i dati: "Ci dobbiamo occupare di quella grande fascia che è fuori da queste misure, perchè sono due ambiti completamente diversi"

Le persone a rischio povertà a Bologna sono 60 mila e sono ben 140 mila quelle nell'intera area metropolitana, dati alla mano (Eurostat): dunque il reddito solidarietà non basta? Da solo pare di no, visto che ci sarebbe una vasta fascia di persone che è fuori da questa misura. 

Per questo, dopo il Res per chi è in condizioni di indigenza assoluta, ora serve uno sforzo per chi e' in una situazione di poverta' relativa. A dirlo è Giuliano Barigazzi, assessore al Welfare del Comune di Bologna, rispondendo oggi in aula alle interrogazioni di Simona Lembi (Pd) e Paola Francesca Scarano (Lega). "Le politiche di welfare che dal Comune vogliamo fare dovrebbero andare in quella direzione- afferma Barigazzi- ci dobbiamo occupare di quella grande fascia che e' fuori da queste misure, perche' sono due ambiti completamente diversi".

L'assessore rilancia quindi la sua idea di una "cabina di regia del welfare cittadino" e spiega di aver chiesto a tutti i Quartieri di prevedere, nei piani di zona, delle misure contro la poverta' relativa. "E' un tema che si risolve non solo con dei redditi ad hoc, ma con politiche integrate per il lavoro, per la scuola, di supporto alle famiglie e sociali", sostiene Barigazzi, che lamenta come finora il welfare abbia avuto invece il "limite di settorializzare" queste politiche. E invece, "dobbiamo iniziare ad aggredire il fenomeno della poverta'", in particolare "in un ambito di impoverimento del ceto medio. La poverta' di cui parlo io e' una poverta' educativa spesso- continua l'assessore- dei minori, della donna singola, dell'uomo singolo che si separa", ma e' anche "una poverta' della famiglia nel suo insieme".

Quanto al reddito di solidarieta' dell'Emilia-Romagna, loda in ogni caso Barigazzi, "ha il merito di estendere le misure del Governo" per il contrasto alla poverta' assoluta. Uno strumento che, "e' evidente, riflette la composizione sociale", sottolinea l'assessore, facendo riferimento al numero di domande presentate da famiglie di origini straniere. Essendo le piu' colpite dalla poverta', fa notare Barigazzi, il Res "ci riporta a una fotografia della societa' cosi' com'e'". La misura, comunque, "non ha un numero massimo di domande ammissibili- ricorda l'assessore- e cio' fa si che il numero di beneficiari stranieri non limiti il numero di quelli italiani. E viceversa".

Sul Res va invece all'attacco Scarano. "E' stata una scelta vergognosa- accusa la leghista- e che evidenzia lacune, perche' si occupa solo dei poveri assoluti, veri o presunti che siano, mentre i nuovi poveri non ricevono sussidi. E' gravissimo che ancora oggi non ci siano servizi per loro". Preoccupazione viene espressa anche da Lembi, che richiama i dati sui redditi 2015 dei bolognesi presentati a Palazzo D'Accursio nei giorni scorsi, sottolineando che "le donne sole sono il soggetto piu' povero a Bologna", che "aumenta la forbice tra i piu' ricchi e i piu' poveri" e che "la fascia dei 30enni si e' molto impoverita rispetto ai coetanei di 15 anni fa".

(agenzia DIRE)

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