Saeco-Philips, metà del personale in esubero: "Per la montagna è un massacro"

L'azienda, che ha sede in Appennino, annuncia 243 esuberi. E' allarme. Sel pronta ad un'interrogazione in Parlamento. Cisl: "Siamo stanchi di queste multinazionali che continuano a intervenire in questo modo sul mercato del lavoro". Fim e Fiom invocano l'intervento della Regione

il segretario della Cisl, Alessandro Alberani

Si levano le prime reazioni all'indomani dell'annuncio di 240 lavoratori in esubero (su 550 dipendenti) alla Saeco, la storica azienda che produce caffè a Gaggio Montano, acquisita nel 2009 dal gruppo multinazionale Philips.

Sel annuncia una interrogazione in Parlamento sulla vicenda. "E' quanto mai necessario comprendere le cause del perchè la Saeco presenti tali difficoltà operando in un settore in forte espansione sul mercato e lavorare per creare le condizioni di una ripresa", scrive in una nota il deputato vendoliano Giovanni Paglia. "Nei giorni scorsi- ricorda- già molti dipendenti hanno manifestato davanti ai cancelli per chiedere conto circa la situazione dell'azienda. Nonostante infatti l'acquisizione della Saeco da parte del gruppo multinazionale Philips, che nel 2009 era nata sotto i migliori auspici, l'azienda oggi versa in difficoltà".
"La continua diminuzione della produzione di macchine per il caffè, lo spostamento in Romania di buona parte della produzione e l'uso massiccio della cassa integrazione- sottolinea ancora Paglia- sono elementi quanto mai significativi".

"Un bel regalo di Natale", commentano Marino Mazzini della Fim Cisl Stefano Zoli della Fiom Cgil. Il pesante intervento sull'organico sarebbe, secondo il management Philips, una scelta obbligata per mantenere in equilibrio economico-finanziario l'azienda, che nell'ultimo periodo ha subito un drastico calo dei volumi produttivi. "Per noi è  inaccettabile- sbottano i sindacati- Philips ha già chiuso tre stabilimenti e ridotto del 50% la forza lavoro negli ultimi 5 anni", passando da oltre 1.000 agli attuali 550 lavoratori. Lavoratori che, appena appresa la notizia, sono usciti spontaneamente dalla fabbrica e domani si riuniranno in assemblea per avere un resoconto dettagliato della trattativa e decidere il da farsi.

"Per la montagna rischia di essere un massacro- è il timore di Mazzini e Zoli- in gioco c'è la tenuta del tessuto sociale dell'intera vallata". Per questo si invoca già un intervento della Regione.

"Parlerò nelle prossime ore con il presidente Bonaccini- annuncia il segretario della Cisl, Alessandro Alberani- perchè la Regione deve intervenire da subito e fare pressione sul ministero dello Sviluppo economico. La vallata è in subbuglio, sotto choc". Duro l'affondo nei confronti di Philips. "Siamo stanchi di queste multinazionali che continuano a intervenire in questo modo sul mercato del lavoro, facendo ricadere le loro responsabilità su lavoratori e famiglie", scandisce Alberani.  

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