Sale slot, nessun accordo: "Qui si chiude"

Dopo l'ultima protesta dei lavoratori delle sale slot sotto le finestre del palazzo della Regione sembrava profilarsi l'ipotesi di un rinvio

Nessuna soluzione "in grado di contemperare le esigenze di salvaguardia della salute pubblica con quelle di tutela dell'occupazione e della libertà economica. Nonostante le precedenti aperture -ad oggi- nessuna proroga alla legge regionale" sulle sale giochi e, dunque, avverte l'avvocato Isabella Rusciano di Astro "se la situazione non muta nei prossimi giorni, lo scenario che si prospetta davanti è facile da immaginare: le aziende chiuderanno e saranno costrette a licenziare".

Dopo l'ultima protesta dei lavoratori delle sale slot sotto le finestre del palazzo della Regione sembrava profilarsi l'ipotesi di un rinvio, ma ora "paradossalmente, la Regione che ha visto celebrare il primo processo contro il gioco illegale, sarà proprio quella che riaprirà le porte al circuito clandestino avendo decretato l'espulsione dell'offerta di gioco lecito. L'Emilia-Romagna resta ormai l'unica regione in Italia a non essersi concessa un momento di riflessione", afferma Rusciano.

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Legge 'taglia sale slot': protesta dei lavoratori del settore sotto la Regione | VIDEO

Astro parla di uno stallo dopo l'incontro dello scorso 3 dicembre tra il presidente Stefano Bonaccini e i rappresentanti del settore, in cui era stata ventilata un'apertura ad una proroga da parte della Regione Emilia-Romagna. Ma non demorde. "Continueremo ad occuparci attivamente del caso Emilia-Romagna. Già il prossimo 15 gennaio verrà presentato lo studio inedito realizzato dalla Cgia Mestre che sarà focalizzato sulla dimensione economica dell'industria del gioco in Emilia-Romagna e che fornirà una proiezione della stessa alla luce della legislazione nazionale e locale". Nella speranza che i dati siano "un supporto fondamentale -soprattutto per la classe politica che si insedierà in Regione dopo le elezioni del 26 gennaio- per mettere a fuoco la situazione del comparto a livello regionale, considerando proprio la delicatissima situazione che, specialmente sul piano aziendale ed occupazionale, si sta registrando oggi sul territorio emiliano-romagnolo", conclude Rusciano. (dire) 

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