Servizi funerari, lotta alla corruzione con accreditamento imprese e controlli più rigidi

Rivoluzione per le attività del settore nelle strutture sanitarie di tutta l'Emilia-Romagna. Una direttiva a cui i soggetti interessati hanno sei mesi di tempo per adeguarsi

Assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi

Controlli piu' rigidi, ingressi tracciati, accreditamento delle imprese e requisiti minimi per personale e mezzi. Nel gennaio scorso con l'esplosione a Bologna del caso 'Mondo sepolto', che scoperchio' un vero e proprio racket delle pompe funebri, la Regione Emilia-Romagna aveva gia' varato alcune norme per stringere le maglie, come l'obbligo del badge per gli addetti ai servizi e la creazione di nucleo ispettivo regionale. A quasi un anno di distanza, ora la Giunta vara una vera e propria rivoluzione per queste attivita' nelle strutture sanitarie di tutta l'Emilia-Romagna. Una direttiva a cui i soggetti interessati hanno sei mesi di tempo per adeguarsi.

"La lotta alla corruzione deve essere una priorita' e per noi lo e'- affermano il presidente Stefano Bonaccini e l'assessore regionale alla Sanita', Sergio Venturi- abbiamo quindi previsto un meccanismo di accreditamento, concordato con le associazioni di rappresentanza delle imprese funebri, con l'obiettivo di assicurare trasparenza sulla presenza di persone all'interno delle strutture sanitarie". Questo, continuano Bonaccini e Venturi, "ci consentira' di effettuare controlli serrati per prevenire il ripetersi di episodi, come e' accaduto nei mesi scorsi, assolutamente inaccettabili. La sofferenza estrema di tutti coloro che hanno appena perso una persona cara non puo' essere calpestata da chi ne approfitta con atti criminosi. Abbiamo disposto un nuovo strumento che va a modificare, rendendola ancora piu' stringente, la normativa regionale gia' vigente sul tema. Con questa direttiva vogliamo anche rispondere alle difficolta' espresse dai Comuni, sia in fase di verifica della sussistenza dei requisiti per lo svolgimento dell'attivita', sia in fase di vigilanza".

Con l'accredimento delle aziende funerarie, la Regione conta di "identificare in maniera tracciabile le imprese e gli operatori funebri che accedono alle camere mortuarie". Gli addetti non potranno svolgere attivita' che riguardano il funerale al di fuori delle camere mortuarie e dei locali di servizio. Le strutture sanitarie dovranno regolare le attivita' delle imprese individuando apposite fasce orarie in cui e' concesso l'accesso. Il personale della struttura sanitaria inoltre dovra' sempre avere una copia del mandato a operare da parte dei familiari del defunto.

Ogni ingresso alle camere mortuarie sara' tracciato e verificato tramite badge. Il sistema consentira', inoltre, di verificare in tempo reale eventuali concentrazioni sospette nell'assegnazione dei funerali alle stesse imprese. I nominativi delle aziende accreditate saranno disponibili sul sito della Regione. La direttiva della Giunta Bonaccini prevede poi l'obbligo della 'Scia' (Segnalazione certificata di inizio attivita') anche per l'apertura delle sedi secondarie delle imprese, in modo da renderle controllabili. Per quanto riguarda i requisiti minimi, le aziende funerarie dovranno disporre di almeno quattro operatori, rispettare gli standard previsti dalla normativa antimafia e individuare una persona che svolga le funzioni di responsabile dell'attivita'. (agenzia Dire)

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