Unindustria, inizia l’era Vacchi. Il neopresidente si appella a Merola

Crisi, lavoro precario e futuro dei giovani al centro nell'assemblea generale degli imprenditori svolta ieri a Bologna. Nell'occasione ufficializzato il cambio al vertice. Consensi per il nuovo leader

Cambio al vertice in Unindustria Bologna e ieri, in seno all'assemblea generale degli imprenditori, si sono passati pubblicamente il testimone il presidente uscente, Maurizio Marchesini, e la new entry Alberto Vacchi.

Apprezzamenti per il neoeletto (votato quasi all’unanimità) sono arrivati dai sindacati, facendo sperare che si possa deporre l’antica ascia di guerra, spinosa questione, ribadita nel suo discorso anche da Marchesini, che ha sottolineato come il conflitto tra imprese e sindacato non è mai foriero di risultati positivi. Alle Organizzazioni sindacali il monito dal palco dell’ex leader ha voluto ricordare  che “da questa crisi si può uscire in un solo modo: insieme. Nessuno - puntualizza - deve vincere e nessuno deve perdere. Ma tutti, devono impegnarsi per costruire la Bologna che darà un futuro e un buon lavoro ai nostri figli".

I GIOVANI AL CENTRO. Di una generazione di "giovani scoraggiati che non si riproduce né economicamente né demograficamente" ha parlato Alberto Vacchi, nel suo primo discorso da leader di Unindustria Bologna. Ha denunciato la criticità di un tema, "su cui l'associazione dovrà dedicare tempo e risorse, avviando fin da subito un dialogo con le istituzioni".

Bologna, ha detto ancora Vacchi, parlando alla platea con in prima fila la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, "vuole essere in prima linea". Unindustria Bologna, ha assicurato Vacchi a Marcegaglia, "é a tua completa disposizione per sperimentare nuovi modelli contrattuali e di relazioni che possano essere una soluzione a questo problema".

L’APPELLO A MEROLA. Vacchi ha salutato il sindaco Virginio Merola, da poco eletto. A lui il compito di "tracciare la via". Da parte degli industriali il suggerimento è di "sfruttare le migliori risorse: posizione geografica e cultura manufatturiera". Il vero sostegno, gli imprenditori lo aspettano, ha detto poi, "dalla nostra Regione". Definito "il governo centrale a noi più vicino che più volte si è contraddistinto in buone pratiche e buona amministrazione". Non c'é, invece, per Vacchi, l'appoggio agli industriali da parte dello Stato: "Nel nostro caso - ha detto - il tassello mancante è proprio rappresentato dallo Stato, soprattutto nella pianificazione della politica industriale del paese".
 

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