Cambio ai vertici Confindustria Emilia: Vacchi esce, Caiumi nuovo presidente

Torna nel gruppo Ima lo storico presidente degli industriali bolognesi e poi emiliani. Al suo posto Valter Caiumi

Valter Caiumi FOTO DIRE

"Abbiamo avuto la fortuna di lavorare insieme con Vacchi, è stato un passaggio veloce. Le mie linee guida future? Noi tocchiamo oltre 100 Paesi nel mondo, parliamo spesso di export e dobbiamo sicuramente esportare molto di più".

Sono le prime parole di Valter Caiumi da presidente di Confindustria Emilia, ricevendo il testimone da Alberto Vacchi stasera in assemblea a Zola Predosa, nel bolognese. Caiumi, 56enne, modenese della zona di Carpi, e' presidente del Gruppo Voilap, che controlla Emmegi e Elumatec ed è leader mondiale nella progettazione e produzione di sistemi di lavorazione per alluminio, pvc, profili in acciaio e vetro. Il gruppo impiega 1.500 dipendenti nel mondo e ha raggiunto nel 2018 un fatturato consolidato di oltre 300 milioni di euro, il 90% del quale realizzato all'estero. Ma ora Caiumi si concentra su tutto il bacino industriale di Bologna-Modena-Ferrara, e sprona: "Il nostro territorio dev'essere aperto e dotato di infrastrutture, abbiamo bisogno di situazioni certe sotto tutti i punti di vista. E dobbiamo comunicare in modo convergente".

Intanto, Caiumi osserva subito la congiuntura economica che sta frenando la crescita dell'Emilia-Romagna, senza allarmarsi: "Siamo in attesa dei dati, direi che ci sono luci e ombre. Ci sono settori che stanno ancora performando molto bene e continueranno a farlo, e qualcuno che invece sta segnando un po' il passo. In questo momento sono prudente per fare una valutazione ma fiducioso, sono convinto che l'Emilia abbia delle possibilità davvero distintive. Siamo in un territorio unico e lo dobbiamo sapere".

Nel frattempo, Caiumi, di nuovo, tiene aperta la porta agli industriali di Reggio Emilia, che non hanno scelto di integrarsi con i 'cugini' emiliani dell'area centrale: "Devo dire che con la nostra fusione abbiamo portato a casa molti risultati, a partire dal progetto filiera. Quando arriverà il momento giusto per loro- tende la mano Caiumi su Reggio- la porta sicuramente si aprira'. Magari hanno bisogno di pensarci ancora un po'. Credo che prima o poi ci ritroveremo"

"Da domani? Ovviamente da domani mi occupo totalmente di Ima, c'è tantissimo da fare e ci sono tantissime opportunità di crescita. Se mi ricandido a Confindustria nazionale? Assolutamente no...". Si congeda con un sorriso lo storico presidente uscente di Confindustria Emilia, Alberto Vacchi. Dunque, il numero uno di Ima spa conferma di non volerne più sapere di corse nazionali dentro Confindustria, dopo la partita persa di poco con Vincenzo Boccia tre anni fa.

In ogni caso, Vacchi è convinto di lasciare in buone mani l'associazione emiliana nata dalla fusione industriale di Bologna, Modena e Ferrara. "Confindustria Emilia è in ottima salute ed ha delle possibilità di crescita ulteriori. Farla nascere è stata la scelta più corretta- rivendica Vacchi- per fronteggiare una dinamica economica completamente fuori dalle regole tradizionali a cui eravamo abituati per decenni. In un mondo complicato come quello che stiamo vivendo, mettere insieme associazioni territoriali così forti, per riuscire a rispondere con la logica delle filiere, è uno dei modi per riuscire a essere più competitivi sul mercato".

Proprio sulle filiere, il 'pallino' di Vacchi soprattutto negli ultimi anni, continua l'ormai ex numero uno di Confindustria Emilia: "La logica delle filiere è una logica che fotografa in maniera abbastanza corretta le grandi peculiarità che il territorio emiliano ha, tra rapporto virtuoso con le istituzioni e una grande solidarietà sociale reciproca". È come se si fosse in presenza, quindi, di "una sorta di azienda orizzontale che fronteggia i mercati e che molte volte è molto più competitiva rispetto ad altre realtà d'oltralpe", puntualizza infine Vacchi. (Lud/ Dire)

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