Truffa Concessionario Bmw: finte vendite usato per intascare bonus

Nel mirino Vanti Group: a processo per 'ingiusto profitto' di 600.000 euro del bonus che Bmw Italia dava ai concessionari per lo 'smaltimento' della auto usate. L'accusa è di truffa aggravata, coinvolte 9 persone

Bufera intorno alla Vanti Group, il primo concessionario Bmw della provincia di Bologna, dove si indaga per truffa. Il concessionario avrebbe finto la vendita di auto usate per intascare il relativo bonus di Bmw Italia, elargito per favorirne lo smaltimento.

Il Pm Antonello Gustapane ha chiesto il rinvio a giudizio per le ipotesi di truffa aggravata, falso in registri e notificazioni, falso ideologico, emissione di fatture inesistenti, a carico del procuratore della Vanti Group (e amministratore unico della Autec spa, concessionaria Renault) e del presidente del Cda Vanti.
Con loro il magistrato ha chiesto il processo anche per altre sette persone, il direttore amministrativo della Vanti, cinque procuratori speciali dello stesso gruppo e uno dell'Autec. Sono accusati non di truffa, ma, a seconda dei casi, degli altri reati ipotizzati. L'udienza preliminare è già stata fissata dal Gup Bruno Giangiacomo per il 27 luglio prossimo.

CONTROLLO GUARDIA DI FINANZA. La vicenda è emersa durante una verifica fiscale della Guardia di Finanza: secondo l'accusa dal 2005 al 2008 Vanti sarebbe riuscita a procurarsi quello che viene definito 'ingiusto profitto' per 600.000 euro del bonus che la Bmw Italia dava ai concessionari per lo 'smaltimento' della auto usate. Lo avrebbe fatto, sempre per l'accusa, facendo fittizi passaggi di proprietà dalla Vanti all'Autec, che, appunto, è dello stesso gruppo.

In realtà, secondo le indagini, le macchine non si muovevano neanche ma venivano emesse le fatture, venivano fatti i relativi passaggi di proprietà e le relative annotazioni sui registri obbligatori di Ps sul carico-scarico. Da questo discende poi il reato di falsità in registri e notificazioni e di falsità ideologica. Infine c'é il reato di false fatturazioni, emesse per operazioni inesistenti, favorendo così l'evasione dell'Iva ad alcune società.

Come persone offese figurano la Repubblica Italiana e l'amministratore delegato di Bmw Italia. Bmw Italia non ha presentato denuncia ma la truffa aggravata è perseguibile d'ufficio. "Siamo estranei alle ipotesi di reato e siamo sicuri di poterlo dimostrare - ha detto l'avvocato Gino Bottiglioni, che difende uno dei procuratori - Andiamo all'udienza preliminare convinti di potere dimostrare fino in fondo la nostra estraneità ai fatti".

(fonte ANSA)

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