Fabrizio Bosso e Paolo Silvestri insieme per il Bologna Jazz Festival

Saranno la tromba di Fabrizio Bosso e l’ensemble diretto da Paolo Silvestri a inaugurare le grandi produzioni teatrali dell’edizione 2018 del Bologna Jazz Festival: in tutto cinque appuntamenti legati dal filo conduttore dei larghi organici orchestrali incastonati nel lungo cartellone della kermesse musicale, che durerà sino al 25 novembre. L’omaggio alle musiche di Duke Ellington pensato da Bosso e Silvestri che andrà in scena martedì 30 ottobre alle ore 21:15 al Teatro Arena del Sole mette infatti sul palco un numero non indifferente di musicisti: la ritmica del quartetto ufficiale di Bosso (Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, Nicola Angelucci alla batteria) e una ricca sezione di fiati con Claudio Corvini, Fernando Brusco (trombe), Mario Corvini (trombone), Gianni Oddi (sax alto), Marco Guidolotti (sax baritono) e Michele Polga (sax tenore e soprano).

Il Bologna Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Bologna in Musica con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Gruppo Unipol, TPER, Città Metropolitana di Bologna, Bologna Città Creativa della Musica UNESCO, del main partner Gruppo Hera e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori.

Fabrizio Bosso ci ha abituati a un continuo rinnovamento dei suoi progetti musicali: una varietà di contesti, partner e programmi nella quale il suo stile emerge comunque sempre in tutta la sua essenzialità. Un timbro cristallino, controllo immacolato degli acuti più irraggiungibili (per non dire di note basse che non si immaginava potessero appartenere a una tromba), fraseggi dal respiro romanzesco, sbalzi dinamici e scarti di ritmo pensati per dare una profonda espressività a ogni passaggio.

Tutto ciò è ben evidente nei suoi gruppi di taglio latineggiante (i Latin Mood), in quelli più groovy (lo Spiritual Trio) come in quelli squisitamente cameristici (una ampia varietà di duetti: Antonello Salis, Luciano Biondini, Julian Oliver Mazzariello). Ma è innegabile che il suono della sua tromba e il suo stile improvvisativo sembrino tagliati su misura per il jazz più classico. Si spiega dunque facilmente perché “Duke” abbia immediatamente folgorato gli appassionati sin dal suo primo apparire, nel 2015. Sia il disco e la sua ricreazione live trasportano Bosso in una dimensione sonora lussureggiante, con tanto di ensemble di fiati a sostegno del suo quartetto stabile. Soprattutto, il programma arrangiato da Paolo Silvestri mette a disposizione di Bosso una sorta di the best of Duke Ellington: musica di intramontabile bellezza che pare cucita addosso a Fabrizio come lo era, in origine, alle strabilianti trombe dell’orchestra del Duca (Cootie Williams, Ray Nance, Cat Anderson, Clark Terry…).

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