Massimo Volume, la prima data a Bologna: la città che li ha visti nascere e crescere

A sei anni di distanza da Aspettando i barbari, i Massimo Volume sono ritornati con un nuovo album, Il Nuotatore, il primo realizzato "in trio" dal nucleo storico della band (Egle Sommacal, Emidio Clementi, Vittoria Burattini).  

Un ritorno sulle scene importante e atteso e che porta con sé anche un carico di novità: nuova etichetta, la 42 Records (I Cani, Cosmo, Colapesce, Andrea Laszlo De Simone, Any Other, Giardini di Mirò e tanti altri), e primo tour nei teatri italiani. La prima data è proprio a Bologna, la città che li ha visti nascere e crescere, il 20 febbraio 2019 al Teatro Auditorium Manzoni. 

“Il Nuotatore” è un album che scava proprio nell'essenza del loro suono, mai così volutamente scarno, minimale, eppure molto caldo e pieno, grazie anche alla produzione di Giacomo Fiorenza. Tutto quello che si ascolta è stato realizzato con la voce, il basso, la batteria e le chitarre (tante chitarre). Non c’è l’ausilio dell’elettronica, non ci sono sintetizzatori o tastiere, nessun trucco. Solo i Massimo Volume al loro meglio e nella forma più pura. Pura come l’acqua in cui il nuotatore (come l’omonimo racconto di John Cheever) sguazza e che caratterizza sia dal punto di vista concettuale che testuale l’intero disco. Un elemento indomabile capace di travolgere tutto quello che trova, ma anche come sostegno che ci permette di restare a galla in questo mare densissimo che chiamiamo vita. Il nuotatore è un disco pieno di storie e di personaggi, ben rappresentato dalla spiaggia affollata ritratta in copertina da Luciano Leonotti, abilmente manomessa da Marcello Petruzzi, e che mostra una folla di solitudini ben assortite. Un racconto diviso in nove tracce e che mischia l’auto-biografismo alla narrazione pura, passato e presente, il tempo e lo spazio.

I Massimo Volume sono una colonna della musica italiana. Si sono formati nel 1991 a Bologna e hanno all’attivo sei dischi: Stanze (Underground records, ’93); Lungo i bordi (Wea, ’95); Da qui (Mescal, ’97); Club Privé (Mescal, ’99); la colonna sonora sonora del film Almost blue (Cecchi Gori 2001) di Alex Infascelli e il live Bologna nov. 2008 (Mescal, 2009), Cattive Abitudini (LA Tempesta, 2010), Aspettando i barbari (La Tempesta, 2013). Nel 2008 per il Museo del Cinema di Torino hanno rimusicato il film La caduta di casa Usher di Jean Epstein, portando poi il progetto anche in tour.

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