Edward Hopper: dal 25 marzo 2016 la mostra a Palazzo Fava

Edward Hopper: dal 25 marzo 2016 l'attesissima mostra a Palazzo Fava - Palazzo delle Esposizioni. 

C’è chi lo ritiene un narratore di storie e chi, al contrario, l’unico che ha saputo fermare l’attimo - cristallizzato nel tempo - di un panorama, come di una persona. È stato lo stesso Edward Hopper (1882-1967) - il più popolare e noto artisti americano del XX secolo - uomo schivo e taciturno, amante degli orizzonti di mare e della luce chiara del suo grande studio, a chiarire la sua poetica: “Se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe alcun motivo per dipingere”.

La mostra che apre dal 25 marzo al 24 luglio 2016 a Palazzo Fava - Palazzo delle Esposizioni di Bologna, prodotta e organizzata da Arthemisia Group, unitamente a Fondazione Carisbo e Genus Bononiae. Musei nella Città e con il Comune di Bologna e il Whitney Museum of American Art di New York, dà conto dell’intero arco temporale della produzione di Edward Hopper, dagli acquerelli parigini ai paesaggi e scorci cittadini degli anni ‘50 e ‘60, attraverso più di 60 opere tra cui celebri capolavori South Carolina Morning (1955), Second Story Sunlight (1960), New York Interior (1921), Le Bistro or The Wine Shop (1909), Summer Interior (1909), interessantissimi studi (come lo studio per Girlie Show del 1941) che celebrano la mano di Hopper, superbo disegnatore: un percorso che attraversa la sua produzione e tutte le tecniche di un artista considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento.
Prestito eccezionale è il grande quadro intitolato Soir Bleu (ha una lunghezza di circa due metri), simbolo della solitudine e dell’alienazione umana, opera realizzata da Hopper nel 1914 a Parigi.

L’esposizione è curata da Barbara Haskell - curatrice di dipinti e sculture del Whitney Museum of American Art - in collaborazione con Luca Beatrice. Il Whitney Museum ha ospitato varie mostre dell’artista, dalla prima nel 1920 al Whitney Studio Club a quelle memorabili del 1960, 1964 e 1980. Inoltre dal 1968, grazie al lascito della vedova Josephine, il Museo ospita tutta l’eredità dell’artista: oltre 3.000 opere tra dipinti, disegni e incisioni.

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Commenti (2)

  • Molto bello. Sarebbe anche bello conoscere il bilancio di queste belle mostre, quanto ci mette il pubblico e chi intasca.

    • Avatar anonimo di Marcello
      Marcello

      Francamente quando si parla di cultura, pensare al bilancio fa rabbrividire. Sia ben chiaro, non sono per lo spreco e per le truffe, ma arte, musica, cultura sono quello che ci hanno reso il paese più bello del mondo. Spendere, pubblico o privato che sia, per permetterci di mantenere questo posto nel mondo ci deve rendere ORGOGLIOSI. I conti facciamoli fare agli altri, ai ragionieri. Gli sprechi veri non sono per la mostra di HOPPER ma per "fittonare la torre", per mantenere assessori e politicanti INDEGNI, 

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