"Il Vangelo secondo Matteo Z": il docufilm sul Cardinale Matteo Maria Zuppi

Il 5 dicembre alle 21.00 al cine-teatro Antoniano il docufilm di Emilio Marrese sul Cardinale Matteo Maria Zuppi.  IL VANGELO SECONDO MATTEO Z.Professione Vescovo è diretto da Emilio Marrese e prodotto da Luigi Tortato per Sì Produzioni, disponibile in edizione dvd a partire da metà dicembre.

SINOSSI

L’Arcivescovo di Bologna, Sua Eminenza cardinale Matteo Maria Zuppi – ma preferisce essere chiamato don

Matteo –, è uno che gira in bici e vive in una casa di riposo per preti, uno che cita Alda Merini e San Francesco, il Vangelo e la Costituzione, Giovanni XXIII e Guccini.  E’ stato il primo vescovo di Bologna a parlare sul palco del Primo Maggio, a entrare in un centro sociale, a dialogare con la comunità Lgbti, e a far ballare i profughi nella basilica di San Petronio, durante la messa per il Santo Patrono.

Nato nel 1955 a Roma è definito un vescovo di strada:  formatosi nelle borgate capitoline e nella Comunità di Sant’Egidio, esperto in mediazioni internazionali, è stato membro delle commissioni di pace Onu in Mozambico e in Burundi. Creato Cardinale  - unico italiano - da Papa Francesco il 5 ottobre 2019, ne incarna la politica riformatrice. Crede nel dialogo interreligioso, nell’Europa e nello Ius Soli, crede in una Chiesa “che abbatte i muri e costruisce portici” contro quella “che mette i cambiamenti sui binari morti”.

Il regista Emilio Marrese – giornalista, scrittore e documentarista - racconta dalla sua visuale laica il frenetico lavoro quotidiano di don Matteo accanto agli “ultimi”  e la visione che lo ispira, restituendone tutta la carica di umanità, simpatia e leggerezza che ne caratterizza le relazioni col prossimo.

La voce di don Matteo, stimolata anche dalle provocazioni funamboliche dell’attore Alessandro Bergonzoni in un dialogo intimo, spiega nell’arco di una sua giornata tipo, ricca di incontri e momenti privati o pubblici,  perché “non esiste un’emergenza immigrazione”, perché “l’uomo nel benessere è un animale che non capisce”,, perché “anche Gesù era un sindacalista”, perché “il clericalismo è una distorsione che produce abusi”, perché la Chiesa “deve cambiare prospettiva”, perché “la politica senza spirito né morale è pericolosa”, perché “il contrario della paura non è il coraggio ma l’amore”.

“Se vedo un uomo o un bambino in mare mi butto a salvarlo. Punto. Perché sono italiano e credo nella Costituzione” (Matteo Maria Zuppi)

L’Arcivescovo di Bologna, Sua Eminenza Cardinale Matteo Maria Zuppi – ma preferisce essere chiamato appunto donMatteo – è uno che gira in bici e vive in una casa di riposo per Preti, uno che cita Alda Merini e San Francesco, il Vangelo e la Costituzione, Giovanni XXIII e Guccini.  E’ stato il primo vescovo di Bologna a parlare sul palco del Primo Maggio, a entrare in un centro sociale, a dialogare con la comunità Lgbti e a far ballare i profughi nella basilica di San Petronio durante la messa per il Santo Patrono.
Nato nel 1955 a Roma è definito  prete, ma nel suo caso anche vescovo, di strada:  formatosi nelle borgate capitoline e nella Comunità d iSant’Egidio, esperto in mediazioni internazionali, è stato membro delle commissioni di pace Onu in Mozambico e in Burundi.     
Creato Cardinale  - unico italiano - da Papa Francesco il 5 ottobre 2019, ne incarna la politica riformatrice. Crede nel dialogo interreligioso, nell’Europa e nello Ius Soli, crede in una Chiesa “che abbatte i muri e costruisce portici” contro quella “che mette i cambiamenti sui binari morti”.

Nel film la voce di don Matteo, stimolata in alcuni momenti anche dalle provocazioni funamboliche dell’attore Alessandro Bergonzoni,  ci accompagna nell’arco di una sua giornata tipo, ricca di incontri e momenti privati o pubblici. Occasioni nelle quali spiega  perché “non esiste un’emergenza immigrazione”, perché “l’uomo nel benessere è un animale che non capisce”, perché “anche Gesù era un sindacalista,  perché “il clericalismo  è una distorsione che produce abusi ”, perché la Chiesa “deve cambiare prospettiva”, perché “la politica senza spirito né morale è pericolosa”, perché “il contrario della paura non è il coraggio ma l’amore”.
 E a suggello di questa giornata ideale attraverso le strade e le istituzioni bolognesi, davanti a una platea di boy scouts Don Matteo chiarisce con estrema sintesi la sua visione su temi controversi della nostra attualità:
“Se vedo un uomo o un bambino in mare mi butto a salvarlo. Punto. Perché sono italiano e credo nella Costituzione” 
 

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