Mostra di Marco Tirelli 'Sculptures and drawings'

Dopo l’ultima personale del 2009, Marco Tirelli torna a Bologna con due mostre personali dal titolo Sculptures and Drawings: la OTTO Gallery presenta, contemporaneamente nei propri spazi espositivi e nella sezione Solo show di Artefiera 2016, due mostre che dialogano l’una con l’altra e mettono in scena disegni, pitture e sculture realizzati per l’occasione, con l’intento di dare vita a un laboratorio sperimentale intorno all’immaginario dell’artista romano.

Il primo appuntamento è in Artefiera, nella sezione Solo show, dalle ore 17.00 alle 21.00, con uno stand interamente dedicato all’opera di Marco Tirelli, per continuare poi con l’inaugurazione in galleria, dalle ore 19.30 in poi.

Le due mostre raccontano il personalissimo immaginario di Marco Tirelli attraverso opere diverse, in particolare sculture e disegni che rivelano immagini in equilibrio sottile, oggetti, architetture appartenenti a uno spazio del pensiero e del vissuto dell’artista, e che mettono in scena un archivio mentale di forme che è spazio del tutto interiore.                                                                                                                                                                                                                         Le mostre presentano opere realizzate a partire da tecniche differenti, dalle tradizionali alle più sperimentali, come quelle che includono l’uso di materiali trovati e combinati per acquisire nuove configurazioni nelle opere. L’intento sotteso è quello di mostrare alcune istantanee scultoree: tracce e percorsi utili a disvelare l’universo interiore dell’artista.                                                                                                                                                                                                                  In mostra ciascun lavoro rimanda a un altro e ciascun elemento nasce in relazione all’altro, per aprire varchi a un possibile viaggio esistenziale, segnato da opere viste come modelli metafisici o “camere di echi”, come le ha definite Valerio Magrelli. Le forme del pensiero si concretizzano nelle forme delle immagini, componendo un’intera mappa concettuale e emozionale che segna un passo ulteriore verso la costruzione di quel Teatro della Memoria, di ispirazione tardo-rinascimentale, che Tirelli vede come un’immagine mentale in cui si raccolgono le fasi della sua esistenza, del suo attraversare il mondo.                                         Il risultato è un complesso autoritratto interiore, sempre in equilibrio labile tra illusione e realtà, memoria e possibilità.

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