ON TO POP, Contemporary Concept: i maestri della Pop Art in mostra a Bologna

  • Dove
    Spazio dueunodue
    Via Galliera, 2
  • Quando
    Dal 19/04/2019 al 18/05/2019
    martedì a sabato ore 10:30 – 13:30 | 15:30 – 19:00 domenica su appuntamento
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Bologna celebra con una mostra internazionale i maestri della Pop Art, che dagli anni Cinquanta ad oggi hanno catapultato le città di New York e Londra al centro del mondo.

Con la mostra ON TO POP, Contemporary Concept, in collaborazione con Deodato Arte, vuole ripercorrere coi i loro protagonisti l’arte che parla un linguaggio che tutti conoscono: quello dei mass media, della pubblicità, della televisione e del cinema, ovvero il linguaggio per immagini tipico della società dei consumi. Un’arte che svela e denuncia lo smarrimento dell’uomo di fronte a una civiltà che impone desideri sempre nuovi e sogni sempre più amplificati.
La mostra si terrà presso lo spazio dueunodue a partire dal 18 aprile 2019, e presenterà un’ampia rappresentazione del movimento dalle sue origini fino ad oggi. Questo percorso riunisce circa 50 opere realizzate con tecniche diverse, tra cui pittura, scultura, disegni, stampe, fotografie e film. Capolavori di artisti come Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Banksy, Keith Haring, ed artisti attuali come Obey, Mr. Brainwash e Mr. Savethewall.
Il nostro sviluppo nell’attuale società capitalistica ci ha portati a diventare “HOMO IMAGO”: la nostra identità è legata al modo in cui siamo rappresentati nelle immagini. Le persone sono al giorno d’oggi un’immagine. Lo sviluppo dei social network come Facebook, Instagram e Twitter, che sono inondati di immagini, dimostra questo punto di vista.
La Pop art, forse più di qualsiasi altro movimento artistico, ha anticipato questa deriva, offre confronti e illustra la persistente importanza delle immagini nella nostra società contemporanea: ne emerge che la Pop art non si è mai arrestata.
L'ambizioso progetto di questa mostra introduce diverse prospettive sul movimento e invita a una nuova comprensione di un periodo che ha drammaticamente influenzato gli sviluppi artistici del successivo mezzo secolo.
I visitatori saranno accolti in galleria da Andy Warhol con la più famosa, opera della Pop Art “Marilyn Monroe” (1962) in quel momento Warhol divenne estremamente entusiasta della stampa serigrafica fotografica. Questa tecnica sarebbe diventata in seguito lo stile definitivo di Warhol: era semplice, rapida e si potevano effettuare più volte leggere modifiche alla foto. È difficile da immaginare, ma fu per pura coincidenza che Warhol decise di ritrarre Marilyn Monroe. Lei morì quello stesso mese ed il suo bel viso, così come la sua fama, sembravano perfetti per quella stampa ripetitiva e per quelle opere d'arte simili ai cartoni animati. E aveva ragione!
A seguire un’altra opera icona di Roy Lichtenstein con Shipboard Girl (1965) una delle prime stampe pop art di Lichtenstein, quando ha adottato questo stile. Lavorava negli anni '40 e '50 in uno stile più astratto, uno stile che era più comune in America a quel tempo, e non fu fino all'inizio degli anni '60, quando tornò a New York che sviluppò in questo stile di fumetti che usa questo dot pattern, noto come punto Benday, per creare le sue scene. Questa stampa è stata descritta come tra quelle che "non abbassano l'arte al livello del fumetto ma alzano il livello del fumetto al livello dell'arte alta".
Lavori Iconici che hanno contribuito a definire la Pop Art americana, un tipo molto diverso di arte "di tipo americano", che alla fine degli anni '60 aveva eclissato il predominio dell'Espressionismo Astratto sulla scena di New York. 
Queste due opere (insieme alle opere Banksy e Keith Haring) saranno a confronto con i lavori di Obey, Mr. Brainwash e Mr. Savethewall ancora oggi protagonisti attuali della scena internazionale, testimoni della nuova società e della nuova arte che la rispecchia e che prende il nome di Pop Art. 
On To Pop è organizzato da Contemporary Concept e Deodato Arte 

LE ORIGINI DEL MOVIMENTO 
Le origini specifiche della pop art vanno ricercate nella crisi attraversata dall’arte non figurativa e in particolare dall’espressionismo astratto, crisi che portò la più giovane generazione di artisti alla ricerca di una nuova espressione figurativa che attingesse nuova linfa dalle forme della vita quotidiana. Le immagini prodotte dal cinema, dalla televisione e dalla pubblicità, gli oggetti commerciali di una società consumistica e i nuovi idoli creati dai mass media divennero i protagonisti e i materiali espressivi di questa nuova forma artistica.
Il primo esempio di pop art fu realizzato dal pittore inglese Richard Hamilton nel 1957, mentre i capiscuola della pop art. americana furono Jasper Johns e Robert Rauschenberg.
LICHTENSTEIN deve la sua notorietà alle opere che si riferiscono al mondo dei fumetti. Lui non utilizzava tecniche meccaniche e i suoi puntini sono realmente dipinti uno ad uno. Era l’opposto del provocatore e strabordante Andy Warhol e infatti era l’artista meno inserito nell’ambiente culturale di New York. Come scrive la biografia sul sito della fondazione a lui intitolata, “era troppo riservato per entrare in contatto con loro”. Dove “loro” si riferisce ai principali protagonisti dell’arte di quel periodo. 
Nonostante i successi, la critica ebbe per molto tempo un atteggiamento diffidente verso l’arte di Lichtenstein che molti anni dopo i primi successi affermò. “Nei primi quadri stavo cercando quel tipo di pubblicità da due soldi che si trova sulle Pagine Gialle. Sono state una grande fonte di ispirazione per me”.

WARHOL è l’artista più famoso e importante, del XX secolo, insieme a Pablo Picasso. Ha celebrato l’occidente utilizzando in modo nuovo la fotografia e mischiando l’immagine pubblicitaria e l’arte rendendole una cosa sola. La sua idea di arte corrispondeva ad un messaggio nuovo da trasmettere, che potesse parlare lo stesso linguaggio dell’uomo moderno, sempre di corsa e alla ricerca di oggetti che potessero riempire i vuoti della sua esistenza frenetica. Warhol ha trasformato l’arte in prodotto di consumo, svuotandolo di significato e modificando il concetto di unicità dell’opera d’arte. 

KEITH HARING è uno dei maggiori artisti pop di sempre, emblema dell’arte visuale post-pop art, ma è stato molto di più. I suoi disegni da bambino, come molti li hanno definiti, racchiudono tutti i principi fondanti della vita umana: l’amore, la morte, la vita, la paura, la pace. I suoi Radiant babies (omini che irradiano) e i Barkings dogs (cani che latrano), immersi in un flusso grafico che ha creato un linguaggio visuale inedito e inconfondibile, hanno invaso gli spazi pubblici di molte città del mondo. Con il trasferimento a New York a vent’anni, Haring ha iniziato a dare forma a quella che sarebbe stata la sua idea di arte. La sua filosofia può essere riassunta con due parole:“popular art”, un tipo di arte che deve essere per tutti. Nessun privilegio o business milionario: Keith Haring voleva che chiunque potesse godere della sua arte e nell’arco della sua breve vita ne ha dato dimostrazione molte volte. Alcuni amici lo rimproverano per la facilità e la naturalezza con cui si offriva di disegnare gratuitamente sulle magliette dei bambini che lo fermavano per strada e sui motorini dei suoi fan, spargendo i propri meravigliosi omini nel mondo, senza chiedere nulla in cambio. Possiamo perciò dire che Keith Haring abbia disegnato un po’ su tutto: dagli iniziali disegni con il gesso bianco sulla carta nera incollata sui manifesti pubblicitari nelle stazioni della metropolitana di New York alle magliette dei suoi fan, dal metallo e i materiali di recupero ai muri delle grandi città. I colori che contraddistinguono maggiormente i suoi lavori sono il giallo, il verde, il blu e il rosso, sempre delimitati da una spessa linea nera o bianca. Nessun riflesso e nessun gioco di luci e contrasti: solo la forza di una figura che domina la scena. Le sue opere sono lo specchio del suo essere artista a 360 gradi: cresciuto con i fumetti, influenzato da Picasso e dall’arte di strada, Haring è molto di più di un graffitista o di un decoratore. I soggetti delle sue opere sono estremamente vari: personaggi dei cartoni animati e dei fumetti, i“radiant-boys”, gli omini stilizzati che si abbracciano, si baciano e vivono. Un racconto della quotidianità di ognuno di noi, celebrata attraverso un flusso artistico costante.

OBEY al secolo Shepard Fairey, il suo nome ha fatto il giro nel mondo nel 2008 grazie al manifesto elettorale in favore di Barack Obama, che apparve sui muri di tutta l’America annunciando semplicemente Hope, speranza. Da quel momento il quarantenne, proveniente da lunghe esperienze di Street art, s’è conquistato un posto nel panorama artistico internazionale. I paragoni si sprecano, uno su tutti, quello con Andy Warhol al quale in effetto l’accomunano diversi fattori: il concetto di ripetizione che si reitera nei multipli d’artista serigrafati, intanto, ma anche la necessità di moltiplicare la propria presenza in vari settori economici e mediatici. Assieme a Banksy, Obey è senz’altro la figura più conosciuta dell’Urban art, e come l’artista britannico riesce ad attirare in egual misura tifosi e detrattori del suo lavoro. Ormai saldamente inserito nel circuito delle gallerie, oggetto di numerose e importanti acquisizioni pubbliche museali, continua a far parlare di sé, a investire i suoi proventi in nuove iniziative artistiche e benefiche e ad essere una figura di punta della controcultura americana, l’unica probabilmente a finire in carcere nello stesso anno in cui riceve un pubblico ringraziamento da parte del Presidente degli Stati Uniti. Senz’altro un uomo in grado di far emergere le contraddizioni più evidenti del “sistema”.
BANKSY è un artista e writer inglese, considerato uno dei più famosi street-artist al mondo, la cui vera identità (Banksy è in realtà uno pseudonimo) rimane ancora sconosciuta. Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l'etica. Sono note anche le sue attività di attivista politico e regista. La street art di Banksy è di natura satirica e sovversiva. Grazie alle sue opere, create con la tecnica degli stencil, egli è stato in grado di far avvicinare il grande pubblico al mondo dell’arte contemporanea grazie all’immediatezza dei messaggi presenti nelle sue opere. L’anonimato dell’artista Banksy ha contribuito alla creazione del mito legato alla sua immagine. Nel 2010 Banksy ha prodotto anche un documentario, Exit through the Gift Shop, nel quale compare sempre con il volto oscurato e la voce contraffatta mentre racconta la storia di Thierry Guetta, un francese che si trasforma nel famosissimo street artist noto con il nome di Mr. Brainwash. Il successo del film diretto da Banksy che vede Mr Brainwash come protagonista della narrazione ha fatto immaginare a molti che lo stesso Mr Brainwash sia Banksy. Altre voci invece ipotizzano che Banksy sia Robert dei Massive Attack. In concomitanza con l’uscita del documentario in America, l'artista iniziò a tappezzare le principali città americane con le sue opere, le quali trattano di tematiche impegnative ma lo fanno attraverso immagini concrete e immediatamente comprensibili. famose inserendovi però particolari assolutamente anacronistici. Banksy è diventato un’icona della cultura popolare ed è un artista molto ricercato dal mercato dell'arte e il suo valore continuerà a crescere: le sue opere arrivano a valere milioni di euro, quando solo pochi anni fa lo stesso l’artista cedeva i suoi disegni in una bancarella per poche decine di dollari.

MR. BRAINWASH al secolo Thierry Guetta, street artist francese nato nel 1966, pseudonimo utilizzato nel film che lo racconta: "Exit Through the Gift Shop", diretto da Banksy, uno de più importanti street artist mondiali.
Si avvicina al mondo dei "writers" grazie al cugino Invader, il quale era già un avviato street artist. Attingendo dai vari personaggi di spicco di questo movimento, Mr Brainwash diventa presto una delle icone street più riconosciute del momento, grazie alle sue opere tratte da immagini di pubblico dominio poi modificate sperimentando le più diverse tecniche artistiche. A consacrarlo definitivamente è la sua prima mostra personale a Los Angeles nel 2008: "Life is Beautiful" dove registrò un tutto esaurito. L'anno successivo crea una tra le sue opere più importanti, la celebre copertina dell'album musicale di Madonna "Celebration", diventata un'icona in tutto il mondo. Le sue opere rappresentano messaggi sempre positivi, gioiosi ma con una giusta dose di ironia e provocazione. Mr. Brainwash ad oggi rappresenta uno dei migliori investimenti di arte contemporanea, segnalato dal mercato dell'Arte come uno dei più promettenti artisti di questo secolo.
MR. SAVETHEWALL è un artista italiano poliedrico che sta prendendo sempre più piede nello scenario artistico, attraverso l'utilizzo di linguaggi provenienti dalla street art e dalla comunicazione, dalle ultime tendenze dell'arte contemporanea. Le sue opere rappresentano un'interpretazione della società di oggi in chiave ironica e critica, come rivela lo pseudonimo scelto, Mr. Savethewall non lavora sui muri....in modo permanente! Proprio per salvaguardare il decoro urbano, si serve di nastro adesivo, facilmente rimovibile, come alternativo supporto per le sue coloratissime opere, e si serve inoltre di materiali riciclabili e semplici, come il cartone.  Le sue opere presentano messaggi forti, diretti e mirati. Una leggera ironia nei confronti della società contemporanea gli permette di trarre ispirazione da personalità del mondo della cultura, del cinema e della storia dell'arte; ma le sue opere non mancano di richiamare inoltre la sfera religiosa e politica. Indipendentemente dal supporto scelto, le sue opere presentano messaggi forti, diretti e mirati. Per rendere ancor più immediati i suoi messaggi, Mr. Savethewall in aggiunta al registro iconografico affianca spesso anche quello verbale. Celebre in tutto il mondo è la raffigurazione dell'uomo contemporaneo nelle vesti di un Ranocchio, che al contrario di quel che ci insegna la favola, si trasforma da principe a rospo. L'opera è KISS ME, diventata ormai una delle sue opere più conosciute ed iconografiche. 

Attendere un istante: stiamo caricando la mappa del posto...

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

A proposito di Mostre, potrebbe interessarti

  • "Chagall. Sogno d’amore": la mostra a Palazzo Albergati

    • dal 20 settembre 2019 al 1 marzo 2020
    • Palazzo Albergati
  • "Anthropocene": mostra multidisciplinare sull’impatto dell’uomo sul pianeta

    • Gratis
    • dal 16 maggio 2019 al 5 gennaio 2020
    • Fondazione MAST
  • Botero: a Palazzo Pallavicini una inedita mostra sull'icona dell'arte sudamericana

    • dal 12 ottobre 2019 al 12 gennaio 2020
    • Palazzo Pallavicini

I più visti

  • "Chagall. Sogno d’amore": la mostra a Palazzo Albergati

    • dal 20 settembre 2019 al 1 marzo 2020
    • Palazzo Albergati
  • "Le colline fuori della porta": passeggiate ed escursioni per i colli bolognesi

    • Gratis
    • dal 24 marzo al 17 novembre 2019
    • Vari luoghi
  • Cioccoshow 2019: torna la festa del cioccolato a Bologna

    • Gratis
    • dal 21 al 24 novembre 2019
    • Piazza XX Settembre
  • "Anthropocene": mostra multidisciplinare sull’impatto dell’uomo sul pianeta

    • Gratis
    • dal 16 maggio 2019 al 5 gennaio 2020
    • Fondazione MAST
  • Potrebbe interessarti

    Torna su
    BolognaToday è in caricamento