Per Barclay. Tramonto

OTTO Gallery Arte contemporanea
inaugura sabato 26 gennaio 2019, alle ore 19.00
la personale di
PER BARCLAY
Tramonto


Dopo le mostre Per Barclay del 2005 e Stanze d’acqua del 2008, l’artista norvegese torna nelle sale espositive della OTTO Gallery con la personale Tramonto.
E’ nel titolo il senso di un momento crepuscolare dell’esistenza e contemporaneamente l’evocazione di una realtà di fascino e bellezza, una dualità che, propria dell’opera di Barclay, percorre tutta la mostra diventandone il filo conduttore.
Per Barclay è artista di tensioni fisiche e psicologiche e la riflessione sulla drammaticità e sulla vulnerabilità della condizione umana, sull’inquietudine e angoscia proprie dei nostri tempi, attraversa tutta la sua arte. Lo sviluppo di questi temi nella mostra prende forma attraverso la trasformazione dello spazio della galleria in interventi diversi, secondo i registri dell’installazione, della fotografia e della scultura. Fotografie di misura monumentale, applicate direttamente sulle pareti a tutta grandezza, si adattano alle dimensioni delle sale in cui sono esposte e ne modificano la percezione architettonica.
Nell’ingrandimento in prima sala di Adolf Gun, Harstad 8, fotografia di un’installazione d’olio realizzata a Harstad in Norvegia, lo spazio viene dilatato a dismisura fino quasi a creare un ambiente immersivo dove l’inquietante bellezza del soggetto della fotografia, un cannone da guerra, non smette di ricordarci la crudeltà dell’uomo, questo animale violento e competitivo.
La sala centrale della galleria viene trasformata, attraverso una grande installazione d’olio, in uno spazio riflettente, galleggiante e di immaginazione, dove si innescano una serie di relazioni antitetiche: sopra/sotto, molto/poco profondo, solido/liquido, assenza/presenza. L’incertezza generata dalla perdita delle coordinate percettive contrasta con la perfezione estetica della superficie d’olio nero vellutato e immobile che riconfigura l’architettura circostante e capovolge l’immagine della crocifissione di Cimabue (oil room) che vi si riflette.
A concludere il percorso espositivo la fotografia di un interno (water room) del 1992 e una scultura a parete introducono il tema della dimensione abitativa negata e suggeriscono un’altra coppia oppositiva ricorrente nell’opera di Per Barclay: fuori/dentro, rammentandoci che tutte le sue opere sono innanzitutto dei luoghi, chiusi e inaccessibili.

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