Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno: il programma 2019-2020

“Concerto elementare” è il titolo scelto per la stagione 2019/20 del Teatro di Casalecchio di Reno per raccontare in due parole gli intrecci, le connessioni, la pluralità di visioni e relazioni che innervano la stagione multidisciplinare. Tra danza, musica e prosa, il cartellone del Teatro Laura Betti conferma la sua poliedricità e la sua voglia di parlare a tutte le generazioni con linguaggi diversi

Come in un “Concerto elementare”, titolo della rassegna, saranno tante le voci che da ottobre a maggio risuoneranno nel Teatro Laura Betti seguendo lo stesso spartito. Musica, danza e prosa si susseguiranno sul palco dando vita a una stagione plurale ma dalla forte identità culturale. Un’identità che punta sul teatro contemporaneo, radicato nel tempo presente e capace di ispirare riflessioni su temi caldi e d’attualità, su argomenti legati alla memoria ma anche sulla parola d’autore, la musica di qualità e la migliore danza contemporanea.

Una stagione dunque di qualità, con linguaggi differenti, che siamo certi saprà attrarre l’interesse di ogni fascia d’età. Una bella soddisfazione dunque aver supportato l’Amministrazione comunale ed essere riusciti ad affermare il Teatro Laura Betti come luogo di cultura, aperto al territorio, vitale, innovativo, trovando una propria identità e dimensione culturale ormai consolidata nel territorio metropolitano. Ne sono buon testimone i numeri sempre crescenti delle presenze e dei biglietti venduti che dimostrano quanto l’attività teatrale sia diventata un punto di riferimento importante per un territorio che va ben oltre i confini comunali”.

I TREDICI SPETTACOLI IN ABBONAMENTO

La stagione in abbonamento si aprirà il 7 novembre (ore 21, in replica l’8 novembre alle 11) con Overload, vincitore del premio UBU nel 2018 come miglior spettacolo dell’anno e del Best of Be Festival Tour nel 2016. Prodotto da Teatro Sotterraneo, l’opera è incentrata sul personaggio di David Foster Wallace, celebre scrittore americano scomparso nel 2008 e interpretato da Claudio Cirri,
che affronta il delicato quanto attuale tema dell’incapacità di essere presenti e di saper mantenere l’attenzione su ciò che facciamo perché alle prese con troppi impegni quotidiani. Lo spettacolo è parte del “Progetto Sotterraneo” promosso da ATER circuito e Agorà in collaborazione con Ateliersì, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Ravenna Teatro e Teatro dei venti e che vedrà la compagnia presente
al Laura Betti con ben due titoli: Overload e i Futurnauti, per le scuole primarie, il 29 novembre
alle ore 10.

Il 22 novembre (ore 21), nell’ambito di Politicamente Scorretto, verrà celebrato il ventennale di uno spettacolo che ha cambiato il teatro di narrazione: Ascanio Celestini, oltre a riportare in scena Radio Clandestina, spettacolo che riflette sulla memoria popolare a partire da uno degli episodi più tragici dell’occupazione nazista in Italia, l’eccidio delle Fosse Ardeatine, ragionerà con un ospite del progetto ideato con Carlo Lucarelli sul rapporto tra storia e narrazione orale.

Il 5 dicembre (ore 21), invece, il palco sarà tutto per i trentadue studenti dell’ITC “Gaetano Salvemini”, di cui undici con disabilità, che in occasione degli eventi in commemorazione della strage del 1990, porteranno in scena Bluebird, un progetto a cura di Massimiliano Briarava incentrato sul concetto di Kalokagathìa: l’ideale per cui la bellezza è la ricompensa per chi è buono e ispirato a L’Uccellino azzurro di Maeterlink.

Sabato 14 (ore 21) sarà la volta del Concerto per Thelma e Louise, rivisitazione del famoso film di Ridley Scott sotto forma di racconto in teatro e musica con Angela Baraldi e Francesca Mazza e con Rita Marcotulli al pianoforte. A seguire, il 18 dicembre (ore 21), il riallestimento di Tango Glaciale di Mario Martone, spettacolo che fece il suo debutto nel 1982 cambiando la storia della sperimentazione italiana. In scena un’avventura domestica che si trasforma continuamente grazie a un sistema di architetture di luci e proiezioni che permettono il susseguirsi di dodici ambienti e scenografie diverse trasformando la scena in un universo di ritmica freschezza.

Il 2020 si aprirà con il nuovo lavoro di Lucia Calamaro, Nostalgia di Dio, in programma il 14 gennaio (ore 21): l’opera mette in scena un teatro di parola che nasce sulla scena e che richiede ai suoi attori di essere “atleti della parola”, affrontando temi universali attraverso storie personali. Ci si sofferma sulla sfera personale anche il 25 gennaio (ore 21) con Storia di un’amicizia. Liberamente ispirato al celebre romanzo L’Amica Geniale di Elena Ferrante, questo dramma racconta la storia dell'amicizia tra due donne, quella tra Elena Greco (Chiara Lagani) e Lina Cerullo (Fiorenza Menni), seguendo passo dopo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i sentimenti, le condizioni di distanza e prossimità che nutrono nei decenni il loro rapporto.

Giovedì 6 febbraio (ore 21) sarà la volta di Turandò, con il duo Musica Nuda composto da  Petra Magoni e Ferruccio Spinetti che porterà in scena uno spettacolo di matrice popolare incentrato sul tema della guerra tra maschi e femmine, ma anche sull’eterno scontro culturale tra Oriente e Occidente.

Il 19 febbraio (ore 21) la musica sarà di nuovo protagonista con il concerto di Clarice Assad e Fabrizio Bosso. La figlia d’arte di Sergio Assad, uno dei più noti chitarristi e compositori odierni, porterà sul palco le sue creazioni caratterizzate da un’ampia varietà di stili e una vasta gamma di tecniche innovative (canta in portoghese, francese, italiano e inglese e cerca di utilizzare la voce come strumento) accompagnata da una delle trombe più importanti della scena musicale italiana.

Le morti insensate saranno il tema centrale di due spettacoli che andranno in scena a cavallo tra febbraio e marzo. Il primo, Storia di un oblio, in programma il 27 e 28 febbraio (ore 21), firmato da Roberto Andò con lo straordinario Vincenzo Pirrotta, porta per la prima volta in Italia il celebre racconto “Quel che io chiamo oblio” di Laurent Mauvignier, uno degli scrittori francesi più apprezzati dal pubblico e dalla critica. Incentrata sulla storia di un uomo che entra in un supermercato, ruba una lattina di birra e viene bloccato da quattro addetti alla sicurezza che lo trascinano nel magazzino e lo picchiano fino ad ucciderlo, l’opera parla senza retorica di come un piccolo gesto compiuto con leggerezza possa far precipitare, in un attimo, la situazione verso il baratro. Lo spettacolo è inserito nella mini-rassegna Palchi resistenti, tre spettacoli a numero limitato di pubblico su cui, per chi non è abbonato, si consiglia la prenotazione.

Il secondo, Una notte sbagliata, in scena il 6 marzo (ore 21), è la storia della gratuità del male insensato che costa senza alcuna ragione razionale la vita a Tano, pestato a morte da alcuni agenti. Uno spettacolo di e con Marco Baliani che porta a riflettere su quel meccanismo che va al di là della casualità della sfortuna, a chiedersi come mai gli esseri umani arrivano a essere così terribilmente persecutori rispetto a qualcuno che è inerme.

Il tema della morte, ma in chiave trascendentale e filosofica, è centrale anche nello spettacolo di danza allestito dalla Compagnia Abbondanza Bertoni in programma il 20 marzo (ore 21) e intitolato La morte e la fanciulla, incentrato su tre giovani figure femminili che, mediante un incontro-scontro tra il piano coreografico “live” e quello dello schermo che restituisce l’immagine che la morte ha di noi, accompagnano lo spettatore in un viaggio verso il mistero della fine.

Le stragi di Capaci e via D’Amelio sono invece il tema del testo scritto da César Brie, teatrante di lungo corso capace di rendere il teatro un'esperienza necessaria che mette al centro della scena l'essere umano e la memoria civile. Nell’opera, intitolata Nel tempo che ci resta e in calendario il 4 aprile (ore 21), le anime delle due coppie vittime degli attentati (Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e Agnese Piraino Leto) e del pentito mafioso Tommaso Buscetta si raccontano nel cantiere abbandonato di Villagrazia. Ricordano, denunciano, si interrogano, in un amaro e lucido viaggio attraverso quello che è successo prima e  dopo la loro morte. Da segnalare che lo spettacolo, grazie all’adesione da parte di ATER al progetto “Teatro No Limits”, sarà audiodescritto per non vedenti e ipovedenti.

A chiudere la stagione sarà Male variations, progetto ideato e prodotto dal Balletto di Roma che si dirama in tre coreografie incentrate sul tema della mascolinità. Selezionato per partecipare al NID Platform 2019, realtà nata nel 2012 allo scopo di sostenere la migliore produzione coreutica italiana, lo spettacolo andrà in scena venerdì 17 aprile (ore 21).

GLI SPETTACOLI FUORI ABBONAMENTO

Il 30 gennaio (in replica il 31 gennaio e l’1 febbraio, ore 21) sarà la volta del primo spettacolo fuori abbonamento: Macello, che apre anche la mini rassegna Palco resistente. L’opera di Pietro Babina si ispira alle poesie di Ivano Ferrari, che in gioventù lavorò al macello di Mantova: un percorso sulla memoria dei campi di sterminio nazisti, qui paragonati a questi luoghi di sofferenza infinita in una sorta di “concerto per voce sola” che tenta di restituire quel magma scabroso e nascosto che sgorga dalla pratica quotidiana della macellazione. L’integrazione e il razzismo saranno invece al centro di Negri senza memoria, di e con Alessandro Berti, secondo volume della trilogia ”Bugie Bianche”, dedicata allo sguardo dei bianchi sui neri e iniziata con Black Dick. In programma il 13 febbraio (in replica il 14 e il 15 febbraio, ore 21), sempre all’interno di Palco resistente, l’attore autore bolognese, attraverso un equilibrato mix musica-poesia, si concentra sulla storia degli immigrati italiani in America e sui modi in cui vennero prima classificati e disprezzati, poi sedotti e inglobati nella società bianca.

Un capitolo a parte merita Pruvulazzu, progetto che l’eclettico performer coreano Won Myeong Won porterà in “scena” a Casalecchio il 21 e 22 febbraio (ore 21) sotto forma di prova aperta. Artista nomade che attualmente vive in Svezia, dopo essersi esibito in più di un centinaio di piazze ha scelto le pendici dell’Etna, i saperi e le culture tradizionali del Mediterraneo come luogo di ispirazione per il suo nuovo progetto che svilupperà a Casalecchio di Reno nel corso di una lunga residenza artistica che coinvolgerà artisti provenienti da tutto il mondo (Canada, Finlandia, Svezia, Lituania, Norvegia, Danimarca, Italia, Giappone e Corea).  Nel corso della residenza Myeong Won lavorerà al suo progetto, ma soprattutto abiterà la città, incontrerà altri artisti, italiani e non, gli adolescenti del progetto “Generazioni a teatro” e altre fasce di pubblico con cui verranno organizzati incontri e workshop.

Torna anche il Teatro Arcobaleno e l’ormai consolidata collaborazione con Gender Bender festival. In calendario sabato 26 ottobre (ore 18, in replica domenica 27 ottobre alle 17 e alle 20) come primo spettacolo della stagione, Stereotypes game, una performance interattiva rivolta della coreografa israeliana Yasmeen Godder. Sul palco i performer Shuli Enosh e Ofir Yudilevich, che inviteranno il pubblico a riconoscere gli stereotipi di genere e a parlarne apertamente stimolando la riflessione su un tema delicato quanto attuale.

Infine, il 31 dicembre (ore 22.15), nell’ambito del tradizionale Capodanno di Comunità, le menti eccentriche dei Camillacromo saluteranno il 2019 dando vita al concerto Musica per ciarlatani, ballerine e tabarin in un frizzante incontro tra swing, tango, valzer e sonorità balcaniche.

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Commenti (1)

  • Bruzone, Stortoni e Martelloni. ..mettiamoci anche Duccio e finisce male....

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