Turandot di Giacomo Puccini: firmata da un collettivo di artisti figurativi russi

  • Dove
    Teatro Comunale di Bologna
    Piazza Giuseppe Verdi
  • Quando
    Dal 28/05/2019 al 07/06/2019
    MAR | 28 | MAG | Turno Prima | H: 20.00 MER | 29 | MAG | FA | H: 20.00 GIO | 30| MAG| Turno A | H: 20.00 VEN | 31 | MAG | Turno C | H: 18.00 SAB | 01| GIU | Turno D | H: 15.30 MAR |04 | GIU | Turno B | H: 20.00 MER | 05 | GIU | Turno P | H: 18.00 VEN | 07 | GIU | FA | H: 20.00
  • Prezzo
    da 21 euro
  • Altre Informazioni
    Sito web
    tcbo.it
Andrea Ranzi-Studio Casaluci

Debutta al Teatro Comunale di Bologna la nuova produzione della Turandot di Giacomo Puccini firmata dal collettivo di artisti figurativi russi AES+F insieme al regista ideatore del progetto di lirica itinerante OperaCamion Fabio Cherstich. Lo spettacolo, realizzato in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo dove è andato in scena lo scorso gennaio, il Badisches Staatstheater Karlsruhe e in partnership con il Lakhta Center di San Pietroburgo, arriva nella Sala Bibiena a partire da martedì 28 maggio alle ore 20. Sul podio dell’Orchestra del Comunale è impegnato Valerio Galli, apprezzato interprete pucciniano di ritorno a Bologna dopo Tosca nel 2017. Istruito da Alberto Malazzi, il Coro del Teatro è affiancato dal Coro di voci bianche preparato da Alhambra Superchi.

Il progetto nasce dal desiderio di coniugare il linguaggio tradizionale dell’opera con l’immaginario seducente e avveniristico di AES+F, che nelle sue opere multimediali crea mondi ibridi e visionari, caratterizzati da uno sguardo distopico sulla contemporaneità. Nella visione di Cherstich e AES+F – che per l’allestimento ha curato video, scene e costumi, mentre le luci sono di Marco Giusti – la favola esotica di Turandot, nata in Persia, riscritta in Italia da Carlo Gozzi e rivisitata dai librettisti Giuseppe Adami e Renato Simoni, si trasferisce in una Pechino del terzo millennio che riesce a far convivere navicelle spaziali e draghi volanti sullo sfondo di una metropoli del futuro tutta luci e colori.

«Nella nostra lettura – spiega Cherstich – la principessa Turandot è a capo di un nuovo impero gigantesco e multietnico in cui Pechino è una megalopoli organizzatissima dove convivono uomini, macchine e androidi. Gli elementi dell’architettura orientale tradizionale si sovrappongono a nuovi edifici tecnologici. Passato, presente e futuro si uniscono in un melting pot in cui non è chiaro quale sia l’originale e quale l’innesto. In questa città, la “massa” è specchio di una società vulnerabile e spaesata, abituata alla violenza, che si manifesta in forme che rasentano l’allucinazione collettiva l’idolatria nei confronti del potere. Turandot esercita un cyber-matriarcato radicale, servendosi di immagini video, schermi e proiezioni per incantare i suoi sudditi».

La celebre femme fatale sterminatrice di pretendenti, che scopre l’amore grazie a un principe ignoto, impegnerà fino a 7 giugno solisti di fama internazionale come il soprano Hui He nel ruolo del titolo (Ana Lucrecia García nelle recite del 29 e 31 maggio, 5 e 7 giugno), il tenore Gregory Kunde in quello di Calaf (Antonello Palombi, il 29 e 31 maggio, il 5 e 7 giugno) e il soprano Mariangela Sicilia nei panni della giovane schiava Liù (Francesca Sassu, il 29 e 31 maggio, il 5 e 7 giugno).

Completano il cast In-Sung Sim come Timur (Alessandro Abis, il 29, il 31 maggio e il 5 giugno), Bruno Lazzaretti nei panni di Altoum, i tre consiglieri imperiali Ping, Pong e Pang interpretati rispettivamente da Vincenzo Taormina (Sergio Vitale, il 29 e 31 maggio, il 5 e 7 giugno), Cristiano Olivieri (Pietro Picone il 29 e 31 maggio, il 5 e 7 giugno), Francesco Marsiglia (Orlando Polidoro, il 29 e 31 maggio, il 5 e 7 giugno), Nicolò Ceriani Silvestri nel ruolo di un mandarino, il principe di Persia Massimiliano Brusco (Andrea Taboga il 29 e 31 maggio, 5 e 7 giugno) e le ancelle di Turandot interpretate da Silvia Calzavara e Lucia Viviana (Rosa Guarracino e Marie-Luce Erard il 29 e 31 maggio, 5 e 7 giugno).

Capolavoro incompiuto di Puccini, che morì nel 1924 senza riuscire a terminarlo, la Turandotfu rappresentata per la prima volta il 25 aprile 1926 al Teatro alla Scala di Milano con Arturo Toscanini sul podio, il quale smise di dirigere l'opera nel punto in cui Puccini aveva interrotto la composizione. Musicisti come Franco Alfano e Luciano Berio lavorarono a possibili conclusioni del dramma lirico. A Bologna verrà adottato il finale di Alfano. 

La recita di martedì 4 giugno ore 20.00 verrà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del Teatro Comunale di Bologna.

Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno di Manifatture Sigaro Toscano S.p.A. e dell’Associazione Amici del Teatro Comunale di Bologna.

I biglietti (da 140 a 10 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili il giorno dello spettacolo al 50% del costo.

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