L'Appennino tosco-emiliano nelle riserve Unesco: il riconoscimento ufficiale oggi a Parigi

Il Delta del Po e l'Appennino Tosco-Emiliano diventano riserva della biosfera dell'Unesco. Il Ministro Galletti: 'Alla mia gioia di Ministro si unisce la mia gioia di emiliano per il risultato raggiunto dal mio territorio'

Il Delta del Po e l'Appennino Tosco-Emiliano diventano riserva della biosfera dell'Unesco: "Una grande e riuscita operazione, che per l'Emilia-Romagna è motivo di profonda soddisfazione - ha commentato il sottosegretario della Regione, Andrea Rossi - assieme al Delta del Po, la montagna tosco-emiliana diventa luogo di tutela ambientale e di promozione di uno stile di vita. Credo sia significativo che siano proprio due territori che in passato hanno subito un impoverimento demografico ed economico a vedere riconosciuto un grande valore. Valore che non è legato solo al paesaggio, ma anche alle produzioni agroalimentari, agli insediamenti storici, al patrimonio di biodiversità". Ora, assicura Rossi, "forte sarà l'impegno della Regione per sostenere questi territori, che oggi hanno ottenuto un riconoscimento straordinario".

Lo aveva intuito J. W. Goethe che nel suo  “Viaggio in Italia” del  1786 parlava dei nostri Appennini come "un interessante pezzo di mondo. Alla grande pianura padana fa seguito una catena di monti che si eleva dal basso verso sud a chiudere fra due mari la terraferma. Se queste montagne non si ergessero tanto alte e scoscese sopra il livello del mare, e non fossero tanto stranamente articolate da avere impedito nei tempi andati una maggiore e più costante azione delle maree, capace di formare pianure più ampie e più soggette ad alluvioni questa sarebbe una terra stupenda, col più mite dei climi, un po’ più elevate del resto del paese. Così, invece, è un singolare groviglio di dossi montuosi contrapposti gli uni agli altri; sovente non si riesce a distinguere in che direzione corrono le acque. Non si deve però immaginare un deserto di monti, ma una regione ben coltivata, anche se montagnosa. Qui cresce molto bene il castagno, il frumento è bellissimo e i seminati già verdeggianti. Lungo le strade si vedono querce sempreverdi dalle foglie piccole, mentre intorno alle chiese e alle cappelle sorgono snelli cipressi". 

Il riconoscimento ufficiale è arrivato oggi a Parigi. "Per la nostra regione si tratta di un risultato straordinario - commenta in una nota l'assessore regionale all'Ambiente, Paola Gazzolo - un riconoscimento che ci onora e al tempo stesso ci carica di una nuova responsabilità: delle tre candidature italiane riconosciute oggi, due riguardano la nostra regione. Questa prestigiosa qualifica, di cui possono fregiarsi solo 13 riserve italiane e 631 nel mondo, impreziosisce una vastissima area di inestimabile valore storico, culturale e ambientale. E' un punto di partenza che ci da' la possibilità di internazionalizzare il nostro patrimonio ambientale e di promuovere una crescita sostenibile".

La prima proposta di candidatura dei due parchi emiliani risale al 2013, sostenuta anche dal ministero dell'Ambiente. "Un esempio di collaborazione tra pubblico e privato- sottolinea Gazzolo- che ha messo insieme tutti i portatori di interesse per portare a casa un risultato strategico dal punto di vista ambientale e turistico. Questo duplice riconoscimento consente infatti di creare un polo attrattivo di interesse mondiale e di puntare alla creazione di una rete internazionale che rappresenta un connubio unico di paesaggi, storia, arte e natura".

Il primo banco di prova sarà l'Expo di Milano. "Una grande vetrina e un'occasione che non possiamo mancare- afferma l'assessore- gia' nelle prossime settimane chiederemo un incontro con i ministri competenti per discutere delle azioni da mettere in campo per valorizzare al meglio questa nostra risorsa". Insieme a Gazzolo, nella delegazione a Parigi era presenti anche i sindaci di Mesola, Comacchio, Castelnovo ne' Monti, Villa Minozzi e Langhirano, oltre ai presidenti degli enti parco.

LA NOTA DEL MINISTRO GALLETTI - "E' la prima volta, in 40 anni, che l’Italia ottiene un risultato così importante a livello internazionale in ambito ambientale. L’UNESCO, iscrivendo 3 nuovi siti nella Lista delle eccellenze naturalistiche, evidenzia la straordinaria biodiversità e ricchezza di paesaggi del nostro paese e, al tempo stesso, riconosce la capacità delle comunità locali di saper trovare il giusto equilibrio fra uomo e natura, valorizzando l'insieme delle risorse umane, naturali, culturali, paesaggistiche e produttive presenti sul territorio. Per l’UNESCO, infatti, questi 3 siti naturalistici sono esempi emblematici di sviluppo sostenibile, sapendo offrire al mondo intero l’esemplarità di un percorso di crescita economica e turistica rispettosa dell’ecosistema e della biodiversità. Il riconoscimento pervenuto da Parigi mi riempie di orgoglio e conferma la bontà dell’azione di salvaguardia dell’ambiente avviata dal governo italiano. Alla mia gioia di Ministro si unisce la mia gioia di emiliano per il risultato raggiunto dal mio territorio: sono doppiamente felice, doppiamente orgoglioso".

MAB (Man and the Biosphere). E' stato avviato dall’UNESCO negli anni ’70 allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e capacity-building. Il programma ha portato al riconoscimento, da parte dell’UNESCO, delle Riserve della Biosfera , aree marine e/o terrestri che gli Stati membri s’impegnano a gestire nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile, nel pieno coinvolgimento delle comunità locali. Scopo della proclamazione delle Riserve è promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l'educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale. Fino ad oggi un tutto il mondo vi erano  631 Riserve della Biosfera in 119 paesi, di cui 10 in Italia: Valle del Ticino (Lombardia/Piemonte) 2002, Monviso (Piemonte) 2013,    Miramare (Friuli Venezia Giulia) 1979, Selva Pisana (Toscana) 2004, Arcipelago Toscano (Toscana) 2003, Circeo (Lazio) 1977, Collemeluccio-Montedimezzo (Molise) 1977, Cilento e Vallo di Diano (Campania) 1997, Somma-Vesuvio e Miglio d'Oro (Campania) 1997, Parco Nazionale della Sila (Calabria) 2014. L'Appennino Tosco-Emiliano iscritto tra le riserve Unesco
Oltre all'Appennino anche il Delta del Po, sul confine tra Veneto e Emilia-Romagna e il sito Alpi Ledrensi e Judicaria, tra le Dolomiti di Brenta e il Lago di Garda in provincia di Trento
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