Emergenza rifiuti speciali in Emilia Romagna, aziende al collasso

“Il provvedimento della Regione arriva tardi e non è efficace, sono rimaste inascoltate le proposte avanzate dalle Pmi da settimane”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

BOLOGNA, 11 dicembre 2018. La delibera n. 2074 della Giunta Regionale, pubblicata dopo settimane di attesa, consente di chiedere l’autorizzazione all’ampliamento temporaneo delle aree di stoccaggio. Il provvedimento però non dà alcuna certezza sui tempi di rilascio delle autorizzazioni alle imprese che vogliano incrementare le capacità di stoccaggio. Confartigianato Emilia-Romagna, insieme a Confservizi e alle altre Associazioni di rappresentanza d’impresa, aveva cercato un confronto con la Regione fin dall'ottobre scorso, denunciando l’emergenza relativa allo stoccaggio di rifiuti da parte di imprese e intermediari. “Noi di Confartigianato regionale - precisa il funzionario di riferimento Barbara Maccato -, avevamo chiesto una procedura d’urgenza per consentire a imprese e intermediari di incrementare temporaneamente le aree di stoccaggio, evitando ai soggetti interessati di incorrere in sanzioni che, in questo caso, possono avere anche natura penale. Al contempo avevamo invitato la Regione a farsi parte attiva per individuare accordi con i gestori finalizzati allo smaltimento prioritario dei rifiuti prodotti sul territorio regionale. Il provvedimento arriva oggi, dopo settimane di inutile attesa e, oltre a non dare certezze sui tempi per le autorizzazioni, contiene alcuni passaggi che, in assenza di accordi operativi con i gestori, rischia di non produrre alcun effetto. Confartigianato confidava, dopo un lungo ed estenuante confronto a tutti i livelli con la Regione, di poter consegnare alle proprie imprese una risposta efficace, seppur tardiva, purtroppo deve constatare, con profonda delusione, che il grido di allarme non è stato compreso”.

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