Qualità dell’aria: dal miele gli indicatori di inquinamento in 20 città italiane

“Metalli pesanti sotto la soglia di pericolosità”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Il 20 maggio 2018 si è celebrata in tutto il mondo la prima giornata mondiale delle api. Indetta lo scorso dicembre dalle Nazioni Unite, su proposta della Slovenia e con il sostegno di 115 Paesi membri tra cui Stati Uniti, Russia, Canada, Cina, India, Brasile, Argentina, Australia e Unione europea, in Italia verrà celebrata con la presentazione dei dati del progetto BEE-Kaeser, un’indagine durata un anno che ha visto collaborare la start-up romagnola BEEing (che sviluppa strumenti digitali per gli apicoltori professionisti ed urbani) e Kaeser (multinazionale che si occupa di compressori e di aria pulita). Dopo un anno di lavoro e di studio basati sull’uso delle api come bioindicatori (precisamente sul monitoraggio del miele da esse prodotto) nelle 20 città italiane interessate dal progetto BEE-Kaeser i risultati indicano che la qualità dell’aria in queste zone produttive è buona. Lo studio si è focalizzato sulla presenza di piombo, nichel, cadmio e cromo nei campioni di miele prodotti in 20 città tra cui: Milano, Torino, Bologna, Napoli, Lecce, Cuneo, Bolzano, Alessandria, Paese, Palermo, Prato. Nel dettaglio, secondo i dati analizzati nell’anno di sperimentazione: In tutte le città è stata rilevata una presenza di cadmio minore di 0,005 mg/kg tranne che a Palermo dove il campione rilevato indica comunque una quantità non pericolosa. Il nichel è stato rilevato in tutte le città in quantitativi inferiori a 0,15 mg/kg, tranne che a Barge, Cuneo e Brisighella dove comunque è stato rilevato in una quantità non pericolosa. In tutti i campioni delle 20 città sono state rilevate tracce di piombo (in una quantità inferiore a 0,05 mg/kg), e cromo (in una quantità inferiore a 0,02 mg/kg). I dati raccolti in questo primo anno verranno confrontati con quelli che emergeranno nei prossimi 12 mesi durante il quel il progetto BEE-Kaeser continuerà, al fine di consolidare uno storico di dati da analizzare ed identificare trend di andamento. “Le api e la Kaeser condividono gli stessi colori e lo stesso focus su temi come il ridotto impatto ambientale, la qualità dell’aria e l’operosità - spiega Giovanni Micaglio, amministratore delegato di Kaeser Italia. Le api sono dei bioindicatori naturali della qualità dell’aria, proprio per questo sono così importanti per il nostro ecosistema. Per queste ragioni abbiamo deciso di investire energie e risorse nell’obiettivo di generare innovazione nell’ambito delle bio-tecnologie, favorendo il lancio di una giovane start up quale BEEing e coinvolgendo tutti i nostri attori commerciali in un’iniziativa volta al recupero di dati sensibili in merito alla qualità dell’aria. Lo scorso anno Bologna ha ospitato il G7 Ambiente, che si è tenuto per altro a pochi chilometri dalla nostra azienda, e noi ci sentiamo in dovere di dare il nostro contributo, che speriamo possa essere un esempio da seguire anche per altre aziende italiane”. Per comprendere l’importanza delle api per l’ecosistema terrestre basti pensare che circa l’80% del cibo del quale l’uomo si nutre esiste perché esistono le api, gli insetti pronubi per eccellenza. Prime vittime dell’inquinamento atmosferico, oggi le api sono anche oggetto di furti sempre più frequenti, ragione che ha favorito la nascita di BEEing che ha fatto il suo ingresso sul mercato proprio con un antifurto per arnie collegato ad una app di geolocalizzazione. La storia dell’azienda, fondata da due giovani imprenditori romagnoli poco più che trentenni, ha tra l’altro affascinato Volvo Car Italia che ha deciso di realizzare, per la propria campagna Taste of Volvo, un video che raccontasse la storia di BEEing.  "Volvo – spiega Chiara Angeli Direttore Vendite e Marketing Volvo Car Italia - ha fatto dell'innovazione nel rispetto della tradizione un elemento essenziale del proprio percorso. Per questo motivo riteniamo importante sostenere progetti basati su questa visione” “La storia e l'evoluzione di questa start up - commenta Palma Costi, assessore regionale alle Attività Produttive e alla Green Economy - testimonia l'impegno della Regione per aiutare i giovani a intraprendere. Siamo la tra le prime regioni per numero di start up (894) e con bandi appositi ed il servizio Emilia Romagna Startup curato da Aster, i percorsi in Silicon Valley (dove abbiamo l'unico presidio istituzionale italiano) cerchiamo di offrire diverse opportunità per sviluppare idee imprenditoriali che poi vengono realizzate sul nostro territorio, collaborando con grandi aziende su progetti di innovazione sostenuti dai vari finanziamenti e corsi di formazione che la Regione Emilia-Romagna offre e di cui BEEing ha goduto. Il progetto Bee-Kaeser incontra anche il nostro impegno per promuovere all'interno delle aziende azioni imprenditoriali di responsabilità sociale, innovazione e green economy e questa collaborazione le intreccia in un modo virtuoso.” 

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