La "colonna" dell'Immacolata in Piazza Malpighi: la festa della 'Fiorita', storie e curiosità

L'8 dicembre i cittadini si riuniscono ai piedi della statua e i Vigili del fuoco depongono fra le braccia della Madonna un mazzo di fiori, a nome di tutta la comunità

Foto Chiesa di Bologna

Una "colonna" che si staglia in piazza Malpigli, e sulla sommità la statua in rame della Madonna, realizzata nel 1638 da Giovanni Tedeschi su disegno di Guido Reni.

La solennità dell'Immacolata concezione ricorda che la Madonna fu preservata fin dal suo concepimento dalla macchia del peccato originale. Nel 1854 Pio IX lo rese dogma. 

La Fiorita

Riunisce i cittadini ai piedi della statua in Piazza Malpighi, e i Vigili del fuoco depongono fra le braccia della Madonna un mazzo di fiori, a nome di tutta la comunità.

La nostra statua, in rame, è del 1638, e fu realizzata da Giovanni Tedeschi su disegno di Guido Reni; sorge su di una colonna d'ordine ionico disegnata da F. Dotti, con ornamenti di D. Albertoni. Il piedistallo presenta un grande stemma di papa Urbano VIII (1623-1644), quello del Comune di Bologna, quello della Famiglia Francescana; una incisione latina racconta la storia e fu posta in occasione dei restauri del 1889. Anche a Bologna la tradizione della "Fiorita" risale alla proclamazione del dogma, e si delineò su quanto si faceva a Roma.

La statue che rappresentano l'Immacolata Concezione sono diffuse in tutta Europa, e molto spesso furono erette in occasione della cessazione di pestilenze o guerre: quale immagine era infatti più adeguata di questa, in cui la Vergine schiaccia il capo del serpente, sintesi e principio di ogni male, per celebrare la fine di una sventura? L'iconografia varia: la Vergine è comunque eretta sul globo del mondo, ha la luna sotto i suoi piedi, e col piede schiaccia il capo del serpente; una variante vede la Vergine col Bambino in braccio, e Gesù con una lunga croce astata trafigge il serpente. Il serpente poi può avere anche l'aspetto più drammatico del drago: infatti, alla base dell'iconografia, troviamo due passi all'inizio e alla fine della Sacra Scrittura. Il primo è il cosiddetto «protovangelo», cioè il primo annuncio della redenzione, di Genesi 3,15, dove Dio, rivolgendosi al serpente tentatore, dice: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». Il secondo è l'Apocalisse 12,1: "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle". E il bambino che la donna partorisce viene salvato dalla minaccia di un enorme drago rosso. (fonte: Chiesa di Bologna)

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