Alla scoperta dell’Appennino: luoghi e atmosfere da vivere almeno una volta nella vita

E' una guida turistica a svelarci paesaggi e suggestioni del nostro Appennino, l'ha redatta la giornalista Giada Pagani, che ci porta così in tour alla scoperta di luoghi di straordinaria bellezza tutti da scoprire

Il nostro territorio è ricco di un'ampia gamma di luoghi di interesse e straordinaria bellezza, come ad esempio il nostro Appennino. Qui negli ultimi anni il turismo sta crescendo, ma sicuramente c'è ancora tanto da lavorare in questo senso considerando la ricchezza di spunti - sia dal punto d vista paesaggistico, culturale e culinario- che questa zona ci riserva. Alla scoperta dei suggestivi borghi dell'Appennino ci conduce Giada Pagani, giornalista che ha appena pubblicato la guida turistica "Grand Tour Appennino Bolognese", sostenuta da Bologna Welcome, Regione Emilia Romagna, Confcommercio Ascom Bologna, Unione di Prodotto Appennino e Verde Emilia-Romagna, BCC Monterenzio e Emil Banca. 

Da profonda conoscitrice di questi luoghi, se dovessi consigliare 3 posti da visitare assolutamente, quali sceglieresti?
E’ difficile fare delle scelte. Posso consigliare i luoghi che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta quando li ho visti per la prima volta: il borgo di Gabbiano, nel comune di Monzuno, è sicuramente uno di questi. La chiesa di questo borgo è una suggestione unica. Non mi sarei mai aspettata di trovare in Appennino una chiesa dalle caratteristiche simili a quelle della chiesa di Lourdes. Per questo ho deciso di metterla in copertina, perché racchiude il senso della scoperta. 
Poi gli antichi mulini ancora visitabili della valle del Savena e del Sambro, come il Molino di Giovannino a San Benedetto Val di Sambro, il Mulino Mazzone nel comune di Monghidoro o quello della Grillara dove vive Sergio Dozza  l’ultimo mugnaio della valle del Savena che è possibile incontrare in occasione del “Giro dei Mulini” un evento suggestivo organizzato dall’istituto per l’agricoltura e l’ambiente Luigi Noè di Loiano,  grazie al quale è possibile immergersi in questo arcaico mondo sul fiume.
Infine il Monte delle Formiche, nel comune di Pianoro che è un luogo dove storia, sacralità e leggenda si intrecciano, conferendo unicità a questo cammeo della fede. Dalla notte dei tempi, infatti, il monte diventa teatro di un inspiegabile fenomeno: sciami di formiche alate della varietà “Mirmyca scabrinodis”, vengono ad accoppiarsi e a morire proprio sulla cima del monte e sul sagrato della chiesa. Un mistero della natura che coincide con la ricorrenza della natività della Madonna, che si celebra con una grande festa religiosa nelle due domeniche comprendenti l’otto settembre.

Quali sono le mete ‘classiche’, ovvero quelle che attirano più turisti e gitanti?
Indubbiamente l’antica Via degli Dei e la Flaminia Militare portano sul nostro territorio tantissimi escursionisti italiani e stranieri, che partono da Bologna e arrivano a Firenze, attraversando a piedi o in bici il nostro Appennino. Anche se si tratta di una strada importantissima, che ho inserito in guida anche con mappe e qrcode, il fulcro del mio progetto è tutto il resto. La guida è un modo per fare uscire dal tracciato prestabilito il turista per condurlo alla scoperta di tutto quello che di bello e di ancora poco conosciuto c’è intorno alla via degli dei.

Il nostro territorio, oltre che per le bellezze paesaggistiche, ha anche una tradizione gastronomica di tutto rispetto. Quali sono le bontà della tavola del nostro Appennino ? 
L’Appennino è un mosaico di sapori da scoprire sulle tavole delle osterie o nelle feste tradizionali, dove regna una cucina dal carattere semplice e ricca di gusto. Si respira  il profumo del pane fatto in casa, dei formaggi nostrani che è possibile acquistare direttamente nelle fattorie, delle carni alla brace cucinate durante le sagre, della pasta fresca sulla quale si muovono veloci le mani delle sfogline, per non parlare della freschezza dell’anice, l’ingrediente essenziale del celebre zuccherino montanaro. Si assapora in compagnia vino novello e brulé, attorno ai falò delle feste d’autunno. In montagna non si butta via nulla: il pane vecchio viene conservato per le zuppe, con le carni di maiale si creano i salumi più gustosi,  si utilizzano le piante spontanee per le antiche ricette e i frutti del bosco per comporre marmellate naturali. La castagna è tornata ad essere un elemento centrale nella cucina montanara e il Marrone Biondo è diventato un marchio brevettato e registrato dal “Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese”.

Curi una rubrica settimanale “L'Appennino che non ti Aspetti". Ecco, cosa generalmente non ci si aspetta, ma troviamo, sul nostro Appennino?
Proprio perché l’Appennino è poco conosciuto, credo che nel turista non ci sia una vera e propria aspettativa a parte i cibi sani e la natura. In realtà l’Appennino è molto più di questo: ecco il senso del mio progetto editoriale. Enogastronomia, arte, folklore, ma anche architettura, cultura e storia fanno parte del patrimonio di questa terra. Il mio compito è stato quello di raccontare un territorio ancora vergine in maniera organica, dando al lettore la possibilità di organizzare il proprio Grand Tour ideale  dell’Appennino Bolognese. Alla fine della guida ho infatti voluto inserire alcune pagine per gli “appunti di Viaggio” dove il lettore può fissare le cose che durante la lettura lo hanno colpito maggiormente. Il principale obiettivo della mia guida infatti è quello di fare di ogni lettore un potenziale viaggiatore dell’Appennino.  

Ci sono località o eventi che non sono molto gettonati, ma che secondo te varrebbe la pena non perdersi?
Tutto il nostro territorio merita molto più interesse di quel che finora ha riscosso. E’ per questo che ho voluto fortemente scrivere questa guida e portarla in giro per l’Appennino grazie al Gruppo di Studi Savena Setta Sambro e per l’Italia grazie alla distribuzione della casa editrice Minerva Edizioni di Bologna. Al nostro Appennino mancava solo di essere raccontato, la mia guida nasce per questo motivo. Per raccontare tutte le suggestioni che si possono trovare in Appennino e che sono ancora poco conosciute. Una volta sul territorio credo che ai viaggiatori non mancheranno le sorprese. Se anche gli amministratori, consci dell’oro che abbiamo sotto i piedi, cominceranno a muoversi in modo organico e uniti, il futuro ci riserverà grandi soddisfazioni. Abbiamo borghi bellissimi dove abitano persone straordinarie che sono il vero valore aggiunto dell’accoglienza in Appennino.

giada pagani-2INTRODUZIONE GUIDA
Caro lettore,
prima di entrare nel vivo della narrazione, forse è bene che ti spieghi perché ci sia io qui, a scrivere. Mi chiamo Giada, ho 28 anni e nella vita scrivo. Sono una giornalista e vivo in un piccolo paese tra i monti dell’Appennino bolognese.
 C’è voluta tanta energia per realizzare la guida che stringi tra le mani, una guida fresca e poco convenzionale, una voce fuori dal coro che racconta di mete sconosciute e che vuole spronarti a viaggiare senza farti trascinare dall’orda, dalla linea retta di un turismo che tende a omologare tutto, compreso il carattere del viaggiatore. Scrivere e viaggiare, d’altronde, sono le mie  passioni da sempre. Ho viaggiato molto e più lontano sono andata più mi sono intimamente avvicinata a questa mia grande casa. Sono figlia di questi monti, vengo da una famiglia contadina, semplice e lavoratrice, di quelle che hanno legato la propria storia a questa terra, sulla quale hanno eretto le loro speranze, lavorandola e rispettandola. Per cui, siamo insieme in questo viaggio, tu ed io, e insieme andremo alla scoperta di un mondo intimo e quasi esotico della nostra Penisola, sconosciuto anche a molti italiani. In ogni borgo, in ogni festa, in ogni faccia troverai una forza primordiale capace di contaminare le generazioni più giovani, senza nessuna sbavatura. 
Dopo un periodo di lavoro in India e un altro a Milano, ritornare qui è stata una folgorazione. Da bambina “andavo a funghi” nei boschi con mio nonno Otello e mi trovavo proprio in un bosco vicino a casa quando ho avuto l’idea della guida. Erano due anni che lavoravo alla rubrica L’Appennino che non ti aspetti del quotidiano “Il Resto del Carlino” e mi sono accorta che dovevo fare tesoro dello straordinario materiale che avevo tra le mani, delle persone che avevo incontrato, di questi volti così peculiari al giorno d’oggi, delle loro voci capaci di raccontare storie e leggende da farti stropicciare gli occhi. Non ti aspettare quindi una semplice guida, perché non lo è, ma lasciati sorprendere da questi luoghi distanti dal glamour delle solite mete turistiche. Abbandonati al piacere della scoperta proprio come fecero i grandi personaggi della cultura europea del 1800, che attraversarono l’Appennino per raggiungere le maggiori città d’arte italiane. Giacomo Casanova, Lord Byron, Stendhal e Johann Wolfgang Goethe sono alcuni dei grandi nomi dell’epoca d’oro del Grand Tour, dalla quale ha preso il titolo la mia guida, che dedico a te, moderno viaggiatore.
COSA CONTIENE LA GUIDA
Un suggestivo viaggio tra i borghi abitati da personaggi incredibili che ho inserito in guida come “Facce da borgo” e che vivono fuori dal caos contemporaneo e le eccellenze di un territorio unico e incontaminato, con approfondimenti su sagre, eventi, musei, aree archeologiche, particolarità culinarie, aziende agricole, attività ricettive, ristoranti, maneggi, attrazioni turistiche, riserve naturali, parchi, itinerari e antichi sentieri, come la Via degli Dei e la Flaminia Militare. Il volume - pensato in italiano e in inglese - accende un faro su tutto ciò che è “veramente” visitabile e aperto al pubblico. In particolare, la guida racconta i territori dei comuni di Monterenzio, Loiano, San Benedetto Val di Sambro, Pianoro, Monzuno e Monghidoro e contiene più di 500 foto professionali a colori, disegni originali, mappe professionali e QRcode. In ogni borgo, in ogni festa, in ogni faccia presente in guida si percepisce una forza primordiale capace di contaminare chi arriva sul territorio.

PROSSIME PRESENTAZIONI IN PROGRAMMA:
Domenica 31 luglio presentazione al lago di Castel dell’Alpi, nel comune di San Benedetto Val di Sambro, durante la manifestazione organizzata dal Comitato Soci di Emilbanca e L'USCA.
Venerdì 12 agosto alle 20.30 presentazione a Monghidoro nella suggestiva Cisterna (Chiostro degli Olivetani) durante i consueti mercatini del Venerdì sera.
Venerdì 26 agosto alle 19.30 presentazione a Monzuno nel corso della tradizionale Festa di S. Luigi

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