Palazzo Pallavicini, il soffitto a lanterna più alto della città: cosa c'è da sapere

La dimora di via San Felice 24 è rimasta chiuso per diversi anni: ora ospita eventi di arte e cultura

Foto Pallavicini

Prossima apertura di Palazzo Pallavicini, dimora di via San Felice 24. E' rimasto chiuso per diversi anni e ospiterà eventi di arte e cultura.

Un processo di eccezionale restauro, che vedrà il celebre fumettista Milo Manara protagonista della prima grande mostra, a partire da venerdì 22 settembre 2017.

Scopriamolo insieme: 

1) Il palazzo. Progettato dagli architetti Paolo Canali e Luigi Casali, su commissione dalla famiglia Isolani nel 1557, al tempo della dominazione dei Bentivoglio. "Pezzo forte" la scalinata monumentale di e il salone con soffitto a lanterna, il più alto della città insieme a quello di Palazzo Ranuzzi (Piazza dei Tribunali), opere di Paolo Canali. Le sale vennero dipinte di Giovanni Antonio Burrini nel 1690. 

Più tardi divenne abitazione del maresciallo Gian Luca Pallavicini (Genova, 1697-1773), condottiero e ministro dell’impero di Carlo VI d’Asburgo e di sua figlia, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria e madre della Maria Antonietta, regina di Francia decapitata durante la Rivoluzione Francese. 

2) Mozart. Il 26 marzo 1770 Wolfgang Amadeus Mozart, allora 14enne, arrivo in città e si esibì nel salone del Burrini. I Mozart furono ospiti del maresciallo a più riprese, anche nella Villa della Croce del Biacco. A Palazzo Pallavicini, Mozart incontrò i grandi protagonisti della musica europea, come Misliveček, Vanhalle, Farinelli, il musicologo Charles Burney (“Incontrai il celebre piccolo tedesco... nel palazzo del principe Pallavicini”) e padre Martini, e con le sue visite rinnovò il gusto musicale in città.

3) Personaggi illustri. Per Palazzo Pallavicini passarono la principessa Maria Carolina d’Asburgo, che nel 1768 fu scortata a Napoli dal maresciallo Pallavicini per incontrare Ferdinando di Borbone, suo futuro sposo, il granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena, con la moglie Maria Luisa di Borbone Spagna, e l’imperatore d’Austria Giuseppe II nel 1769. Il tutto accompagnato da teatrali festeggiamenti, come la memorabile corsa dei “cavalli barbari”, organizzata nel 1775 lungo via San Felice per l’arrivo dell’arciduca Massimiliano.

4) Restauro. Gli esperti sono intervenuti sui dipinti murali, gli stucchi e le pareti. 

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