San Valentino, 5 luoghi romantici dove darsi un bacio

Ecco 5 luoghi simbolo della nostra città dove trascorre un 14 febbraio all'insegna del romanticismo

FOTO LETTORE - ALESSANDRO D.

Bologna sì, può essere decisamente una città romantica, a misura di coppia. E il 14 febbraio, la Festa degli Innamorati è senza dubbio l'occasione giusta per sviscerare il lato più dolce e suggestivo della nostra città sia per chi la vive ogni giorno e vuole coglierne un nuovo aspetto, sia per chi la sceglie come luogo ideale per una gita a due. 

E se vi avevamo già suggerito la "Bologna romantica e le 10 cose da fare in coppia", ecco che per questa ricorrenza abbiamo scelto i cinque luoghi perfetti per darsi un bacio o fare una bella dichiarazione d'amore, visto che non è vero che non vanno più di moda!

1. San Michele in Bosco: vista panoramica sulla città

Uno dei punti più panoramici dei colli bolognesi: il suo sagrato costituisce uno splendido balcone sulla città e sulla pianura fino alla catena alpina, racchiudendo in un'unica veduta un panorama che va dalle antiche torri, ai profili delle cupole seicentesche fino alle più recenti costruzioni architettoniche della Fiera. Un luogo decisamente suggestivo e romantico in tutte le stagioni. E già che ci siete, ci sta bene anche una visita alla Chiesa di San Michele in Bosco è un imponente complesso architettonico comprendente la chiesa e l'adiacente ex-convento degli Olivetani, uno dei più grandiosi e ameni d'Italia. (Fonte Bologna Welcome)

Vista da San Michele in Bosco

2. La Finestrella sulla "Piccola Venezia" bolognese

Non può non essere menzionato fra i luoghi più adatti per scambiarsi un bacio: la prova del tasso di romanticismo di questo luogo è data dalla quantità di lucchetti posti qui a sigillo di un amore. E' la famosa "finestrella" di via Piella, che affaccia sul Canale delle Moline. Affacciandosi fra le case, si può vedere scorrere uno dei pochi tratti d'acqua che tra i primi del Novecento e il dopoguerra non fu ricoperto di asfalto. Il canale delle Moline è la prosecuzione del canale di Reno. Per buona parte del suo itinerario il canale delle Moline è rinchiuso tra le case, come si vede dalla Finestrella, e per questo in passato è rimasto a lungo nascosto alla vista. Di recente sono stati riaperti gli affacci sui ponti delle vie Oberdan e Malcontenti, che si affiancano alla suggestiva finestrella di via Piella. (fonte Bologna Welcome) 

Lucchetti-2

3. La Pinacoteca di Bologna: un bacio davanti ai capolavori della pittura

Tenersi per mano davanti alle opere del Trecento bolognese, sotto la “Pala dei Mercanti” di Francesco del Cossa e l’Estasi di santa Cecilia dipinto per Bologna da Raffaello oppure di fronte a un capolavoro di Guido Reni o del Guercino. Un itinerario che merita una visota con una persona speciale. 

La Pinacoteca Nazionale di Bologna, assieme all’Accademia di Belle Arti, è ospitata negli spazi dell’ex noviziato gesuitico e chiesa di Sant’Ignazio, costruiti tra il 1728 e il 1735 su progetto dell’architetto bolognese Alfonso Torreggiani. Dopo l’ingresso delle truppe napoleoniche a Bologna, nel 1796, e la soppressione degli ordini religiosi, l’Accademia Clementina, con il nuovo nome di Accademia di Belle Arti, iniziò a raccogliere numerosi beni provenienti dagli enti soppressi; la necessità di spazi più ampi portò nel 1803 al trasferimento da Palazzo Poggi, divenuto sede dell’Università, al vicino complesso di Sant’Ignazio.

Nel vano dello scalone da cui si accede alle sale espositive, frutto della sistemazione dell’edificio e adattamento alle funzioni di museo realizzati nel corso degli anni Sessanta del secolo scorso sotto la direzione dell’architetto Leone Pancaldi, in origine si trovava la cappella del convento. A ricordare l’originaria destinazione dell’ambiente sulla volta del soffitto è ancora visibile l’affresco raffigurante la Gloria di sant’Ignazio, il santo fondatore della Compagnia di Gesù, del pittore gesuita Giuseppe Barbieri, seguace di Andrea Pozzo. Nel cortile interno vi è la cisterna in arenaria realizzata da Francesco Morandi detto il Terribilia nel 1587 e trasferita nel 1886 dal Giardino dei Semplici del Palazzo Comunale, in occasione dei lavori di costruzione dell’attuale Sala Borsa.

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