Riforma delle guardie giurate, sindacato Usipe: "Non piu rinviabile"

L’unica legge che regolamenta il settore risale al 1931. Secolare problematica legislativa del corpo di vigilanza privata d'Italia,

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Essere o non essere? Potremmo giustamente citare il dubbio amletico del grande drammaturgo Shakespeare per cercare di inquadrare la secolare problematica legislativa del corpo di vigilanza privata d'Italia, meglio conosciuto da tutti come: guardie particolari giurate. È quanto afferma in una nota il Sindacato Usipe del comparto sicurezza civile "i lavoratori della categoria non chiedono la Luna alla nuova classe politica italiana, bensì la dovuta attenzione, affinché la categoria possa avere la giusta riforma giuridica che da anni il settore chiede, per non essere più regolamentato da regi decreti ma da fonti normative al passo con i principi comunitari dell'Unione Europea.

La materia - continua la nota - esula certamente dalle competenze attribuite al Parlamento Europeo dai trattati istitutivi dell'Unione e si fonda sul diritto del lavoro dello Stato membro, tuttavia, con sentenza del 13 dicembre 2007 della Corte di Giustizia della Comunità Europea (C 465/05), il Giudice ha stabilito che alcune norme del Testo Unico e quelle corrispondenti del relativo Regolamento di esecuzione, contrastano con i principi comunitari sulla libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi (articoli 43 e 49 del Trattato istitutivo della Comunità Europea). Quindi, secondo l'Alta Corte di Giustizia Europea, l'Italia richiede una serie di requisiti per l'attività di vigilanza privata, tali da porre degli ostacoli ingiustificati all'esercizio della professione di Guardia Giurata.

Le Guardie Giurate d'Italia - sottolineano dal  sindacato autonomo - sono una solida e capillare realtà di sicurezza privata e pubblica: esistono, proteggono, a volte offrendo la propria vita nell'adempimento del dovere, e difendono il loro lavoro nel forte disagio legislativo che tutti conoscono. Stiamo parlando di una categoria di lavoratori che ogni giorno, in tutta Italia, svolge un lavoro a tutela dei privati cittadini, di enti pubblici, d'uffici postali, aeroporti, banche, ospedali, centri di ricerca e proprio per la loro esposizione istituzionale pochi anni fà, è arrivata la qualifica di "incaricato di pubblico servizio". Ma cos'è cambiato si chiede il sindacato Usipe? A fiumi, sono stati presentati tanti disegni di legge in Parlamento da vari partiti politici ma, senza risultato. Gli operatori denunciano dall'Usipe vigilanza chiedono solo Onestà e competenza nello svolgere il proprio lavoro. E sono tanti. E' incredibile che, oggi nel 2013, mentre si esaltano nelle varie parti del paese le norme sulle Ronde, non si cerca invece di riformare attualizzando le 50 mila operatori GpG, lavoratori che si occupano di vigilare, aeroporti, banche e altri siti pubblici e privati. I cittadini tutti, si chiedono se non sarebbe più giusto dare agli Enti Locali la possibilità di incaricare le stesse guardie giurate per una più sicura attività di controllo del territorio, in aiuto alle stesse Forze di Polizia fermo restando una formazione adeguata e professionale. Dalle parole chiedono che si passi ora ai fatti conclude l'Usipe. Bisogna porre mano alla Legge. La logica suggerisce che si potrebbero avere subito dispiegate sul campo, senza spendere un solo centesimo di tasse, ben cinquantamila uomini pronti a pattugliare tutto il territorio nazionale in ogni luogo ove si renda necessario, anche nel più piccolo e sperduto paesino. Oggi invece l'unica legge che regolamenta il settore delle guardie giurate risale, nel migliore dei casi, al 1931.

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