Allevamenti visoni: "Regione prenda posizione per porre fine alla inutile sofferenza di animali da pelliccia"

Facci (gruppo MISTO-MNS), Corvi (Forza Civica), Caramanica (Rivoluzione Animalista): «In merito alla presenza di allevamenti di visoni sul territorio, dalla Regione nessuna risposta concreta. Si prenda una posizione netta e definitiva per porre fine alla inutile sofferenza di animali da pelliccia. Chiediamo che gli allevamenti di visoni vengano chiusi definitivamente!».

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

«In merito alla presenza di allevamenti di visoni sul territorio, dalla Regione Emilia Romagna nessuna risposta concreta. Si prenda una posizione netta e definitiva per porre fine alla inutile sofferenza di animali da pelliccia. Chiediamo che gli allevamenti di visoni vengano chiusi definitivamente!». Così Facci (gruppo MISTO-MNS), in  una interrogazione in merito alla presenza di allevamenti di visoni sul territorio, nello specifico nel comune di Noceto (PR). 

«Delude molto la risposta, se così la si può definire, della Regione alla nostra interrogazione – dichiara il consigliere Facci – il problema delle pellicce animali, che provengono per l'85% dalle "fabbriche di allevamento" (veri e propri allevamenti intensivi) nei quali gli animali sono costretti a sopravvivere quasi immobilizzati in minuscole gabbie fino alla loro soppressione, è un problema reale data la presenza di ancora tre allevamenti sul territorio regionale (Noceto, Ravenna e Galeata). Confidavamo in una presa di posizione netta e definitiva da parte della Regione, visto che il nostro Paese ha da tempo messo al bando pratiche disumane, come il commercio di pellicce di cani e di gatti (legge 189 del 20 luglio 2004)».

«Dopo il blitz nell'allevamento di Cella di Noceto – dichiarano gli esponenti dell'associazione Forza Civica – abbiamo ritenuto necessario porre ancora una volta all'attenzione dell'opinione pubblica un problema che sarebbe dovuto essere risolto già da molto tempo. Purtroppo invece l'allevamento è ancora lì, nonostante nel 2012 l'amministrazione comunale locale approvò con una delibera consiliare il divieto di allevamento di animali da pelliccia nel proprio territorio, provvedimento che però non sortì alcuna conseguenza. Restiamo basiti davanti all'insensibilità di una Regione che di fatto continua a permettere che esistano questi luoghi di sofferenza finalizzati ad alimentare un mercato del tutto residuale, e comunque contraddistinto da una totale assenza di etica e di rispetto verso il mondo animale, nella esclusiva ricerca del profitto economico».

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