Assessore Orioli: "Con la prima corsa del tram Bologna sarà città europea a tutti gli effetti"

L'INTREVISTA. Una serie di domande all'assessore che si occupa di urbanistica-ambiente-riqualificazione: "Candidatura UNESCO? Abbiamo le carte in regola"

Foto: Ennio Cusano, Politecnico di Bari

Valentina Orioli è l'assessore all'urbanistica, edilizia privata, ambiente, tutela e riqualificazione della città storica, progetto candidatura UNESCO portici. Tutti ambiti a cui i cittadini tengono e sui quali c'è una certa attenzione: «Oggi più che mai le tematiche urbanistiche si intrecciano con le politiche ambientali» ha spiegato Orioli introducendo l'argomento plastic-free e l'impegno di Palazzo d'Accursio in linea con le tendenze europee di sostenibilità. Il più bel giorno per la nostra città? «Quando il tram farà la sua prima corsa». 

Facciamo un piccolo bilancio sull'operato del suo assessorato in questi primi sei mesi del 2019? Quali gli obiettivi raggiunti e quali le priorità su cui lavorerà da qui a fine anno? Il giorno più brutto e quello più bello?

"Diciamo che il mio assessorato include delle deleghe che interessano trasformazioni difficilmente realizzabili in brevi periodi di tempo come un semestre. Tuttavia questi ultimi mesi sono stati densi e siamo riusciti a formare il nuovo piano urbanistico della città attraverso anche un importante confronto con i cittadini, portatori di progetti già intrapresi lo scorso anno e diventati oggi operativi. Per fine anno avremo una bozza ben strutturata che mette insieme politiche urbanistiche e politiche ambientali. Aspetto soddisfatta i percorsi per l'UNESCO, per i quali stiamo lavorando alla chiusura del dossier. Sono di indole ottimista, mi sono quindi dimenticata dei giorni brutti e penso che quelli più belli debbano ancora arrivare. Il giorno più bello (e se non ci sarò spero mi invitino) sarà quello in cui il tram farà la sua prima corsa: è l'elemento che manca per renderci davvero una città europea. Il tram non riguarda solo la mobilità, ma interessa un discorso di politiche ambientali e urbanistiche». 

Tema ambiente, a Palazzo d'Accursio cresce l'impegno a favore della sostenibilità. Come? 

«Il tema ambientale mi sta particolarmente a cuore. E' difficile far accettare molte cose, basti pensare all'ordinanza sulla chiusura delle porte dei negozi per evitare la dispersione termica. Eppure queste cose dovrebbero stare al primo posto, come ci insegnano gli attivisti del Friday for Future, che abbiamo conosciuto e con cui collaboreremo. Combattiamo delle battaglie dove entrano in gioco regole contrastanti (le lame d'aria che sì, evitano che il calore esca dai locali, ma consumano energia giusto per restare nel primo esempio) e a un certo punto bisognerà far emergere la posizione più corretta. A Palazzo d'Accursio stiamo ragionando sulla nostra filiera interna e sulla plastica, oltre che accettando patrocini solo se i parner sono sostenibili. Il focus del momento è il plastic-free».

Candidature UNESCO per i nostri portici: a che punto siamo? Perchè sarebbe importante che diventassero patrimonio dell'Umanità? Pensa ci siano reali speranze che accada? Quanto ci costa lavorare alla candidatura? 

Ecco a che punto siamo: a settembre sarà pronta la bozza e a inizio 2020 consegneremo il dossier definitivo per la candidatura. Un percorso intenso su vari fronti che ha coinvolto anche alcuni cittadini in quanto proprietari o residenti dei tratti interessati. Collegati al dossier anche i provvedimenti per la pulizia dei muri e per i dehor: un cantiere complesso e articolato. L'investimento in termini economici non è eccessivo, la spesa di formazione del dossier è interamente a carico di Fondazione Carisbo, mentre si sta rivelando un'occasione importante dal punto di vista creativo per mettere a punto un modello di visione della città partecipato. Penso che sì, Bologna abbia tutte le carte in regola per vincere e dal canto nostro stiamo facendo tutto il possibile per essere all'altezza considerando che l'Italia è molto presente nelle candidature e siamo osteggiati dal resto del mondo»

Da punto di vista urbanistico, che voto darebbe oggi alla nostra città? Se la dovesse ripianificare cosa cambierebbe? 

«Per chi si occupa di urbanistica scientifica Bologna ha una grandissima reputazione. Posso dire che effettivamente la nostra città (e da quando sono assessore lo vedo da dentro) dedica molta attenzione alla pianificazione urbanistica: le cose si fanno e le si fa in modo innovativo fa le cose e farle in modo innovativo: per il futuro migliorareranno le relazioni fra i piani urbani e le pianificazioni ambientali, dobbiamo cogliere l'occasione per allineare le politiche urbane con quelle ambientali, consapevoli dei costanti ritardi che abbiamo registrato sulla mobilità. Il tram e la tariffazione unica sarenno decisivi per il futuro della città».  

Il Teatro Comunale e l'area di Piazza Verdi potrebbero finalmente trovare pace: cosa ci dice del concorso indetto? Quali pensa saranno i tempi? 

«Il Teatro Comunale uno dei nostri successi, quest'anno abbiamo avviato un bel concorso che, per quanto ne sappiamo, ad oggi sta raccogliendo tanta attenzione. Vedremo presto i risultati. Questa rappresenta senza dubbio un'opportunità interessante per una trasformazione che potrà vedere l'inizio dei lavori già a fine 2020. Ma sappiamo che la sola riqualificazione del teatro non basta per cambiare il volto dell'area circostante, che riguarda anche un discorso di ordine pubblico. La cosa va affrontata in modo inegrato. Intanto abbiamo inaugurato la terrazza e il risultato è stato molto apprezzato». 

Chi è Valentina Orioli. Nata a Cesena nel 1971 è coniugata e ha due figli. E' architetto e professore associato di Tecnica e pianificazione urbanistica al Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, di cui è stata vice direttore. Insegna Tecnica urbanistica al Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Architettura nella sede di Cesena, e Politiche urbane al Corso di laurea magistrale in Advanced Design nella sede di Bologna. Ha preso parte a vari progetti di ricerca nazionali ed europei ed è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche sui temi dell'edilizia sociale e della costruzione delle periferie urbane nel secondo dopoguerra; sulle forme e le qualità dello spazio pubblico e delle infrastrutture nella città contemporanea; sui metodi e gli strumenti per il governo delle trasformazioni urbane. Il turismo balneare, la rigenerazione dei territori costieri e il rapporto fra innovazione turistica e strumenti urbanistici sono l'oggetto privilegiato delle sue ricerche da molti anni. Su questi temi ha recentemente curato i volumi “Milano Marittima 100. Paesaggi e architetture per il turismo balneare” (2012) e "Spiagge urbane. Territori e architetture del paesaggio balneare in Romagna" (con Valter Balducci, 2013). E’ vice presidente vicario di Urban@it - Centro nazionale di studi per le politiche urbane, con sede presso l’Università di Bologna, che associa 9 Atenei ed altre istituzioni di ricerca non universitarie, con l’obiettivo di contribuire all’implementazione di un nuovo ciclo di programmazione di politiche urbane e alla costruzione di una Agenda urbana italiana.

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