Riforma della scuola, Gibertoni M5S: 'La Regione impugni davanti alla Corte Costituzionale'

La capogruppo del M5S in Regione ha presentato una risoluzione dove "sono indicati diversi profili di incostituzionalità" come "la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici"

Giulia Gibertoni, capogruppo M5S in Regione, ha presentato una risoluzione per chiedere alla Giunta di sollevare la questione di legittimità costituzionale in merito alla chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici.

La Regione impugni davanti alla Corte Costituzionale la legge sulla Buona Scuola. È quanto chiede Giulia Gibertoni, capogruppo M5S in Regione, che ha presentato una risoluzione per impegnare la Giunta a sollevare la questione di legittimità costituzionale sulla legge pubblicata lo scorso 15 luglio sulla Gazzetta ufficiale. “Di buono questa legge, come abbiamo più volte sottolineato, non ha un bel niente – spiega Giulia Gibertoni – si tratta di un provvedimento che sta già creando dei danni al nostro sistema scolastico, al corpo docente e ai tantissimi precari, che si stanno trasformando nei nuovi esodati". 

Secondo la consigliera 5 Stelle la Regione "ha il dovere civile di tentare tutte le strade per cercare di bloccare questo scempio. Abbiamo fino al 13 settembre, dopo di che non ci sarà più tempo per i ricorsi da parte della Regioni e Renzi avrà definitivamente affossato il sistema scolastico che nella nostra realtà poteva ancora godere di prestigio e autorevolezza". 

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La capogruppo del M5S ha presentato una risoluzione dove "sono indicati diversi profili di incostituzionalità: la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici, l'alternanza scuola-lavoro e l'autonomia degli organi collegiali rispetto al dirigente scolastico: temi che si inseriscono anche in una cornice di complessiva e grave riduzione delle competenze regionali in materia. L’alternanza scuola-lavoro che obbliga all’esperienza lavorativa imposta senza ancora chiare regolamentazioni corre il rischio di svilire del tutto  il diritto allo studio e resta uno dei nodi più controversi di questa riforma, assieme allo strapotere affidato ai dirigenti scolastici che andranno a ledere l’autonomia dei Collegi a favore di un uomo solo al comando – spiega Giulia Gibertoni – per questo crediamo che sia necessario bloccare questa riforma che di fatto ridurrà la voce delle Regioni sulla materia scolastica che secondo quanto stabilisce la nostra Costituzione dovrebbe essere concorrenziale e che invece diventerà ad esclusivo vantaggio dello Stato. Maggioranza e Giunta non possono continuare a tapparsi gli occhi davanti alla realtà – conclude Gibertoni – Abbiamo poco tempo, trascorso il quale i danni alla nostra scuola saranno irreparabili”.

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