Catalogna indipendente, l'esperienza di una bolognese a Barcellona: "Momento storico!"

Vive In Spagna dal 1988, quando fu trasferita dall'azienda bolognese per cui lavorava. La Catalogna potrebbe andare alle urne ail 9 novembre e votare per l'indipendenza da Madrid: "Sostengo il referendum, bisogna capire se i cittadini la vogliono davvero"

La Diada Nacional de Catalunya, l'11 settembre, commemora la caduta di Barcellona nelle mani dei Borboni nel 1714. Migliaia di persone sfilano per le strade della città, ma la festa 2014, oltre a celebrare il 300°, ha assunto un significato particolare. Una mare di bandiere blu-giallo-rosse hanno colorato la capitale catalana nel segno della "V" di vittoria e di voto, visto che a novembre si potrebbe tenere il referendum per l’indipendenza, mentre la Scozia andrà alle urne tra qualche giorno, il 18 settembre.

A colloquio con Anna, bolognese trasferita a Barcellona nel 1988.

Intanto, come si vive in Catalogna? "Si vive bene, in particolare qui a Barcellona si vive come in qualsiasi grande città europea, con tutti i pro e i contro, ma con un bel sole! La zona geografica è splendida: All'interno con belle montagne, belle colline e pianure, e poi la costa è fantastica con un mare bellissimo. Le quattro cittá sono molto belle: Barcellona, Girona, Tarragona e Lerida. La vita trascorre normale, forse non vedo piú tante differenze como quando arrivai, nell'agosto del '88. C'è anche da aggiungere che in linea generale adorano noi italiani (quelli educati, 'normali', non i turisti stupidi che vengono solo a fare baldoria). Adorano il nostro cibo, la lingua, la cultura e la moda. Comunque, si! Mi sono sempre trovata bene. Sono qui da 26 anni, ormai. Fui trasferita dall' azienda per cui lavoravo, un importante Fashion Group con sede a Bologna. Da un mese posso dire che ho vissuto piú qui che in Italia. Ma sono e mi sento ancora e per sempre Italiana! L' Italia è sempre nel cuore...

L'esigenza di non dipendere più dal governo centrale è molto radicata o è un fenomeno che si manifesta  lì11 settembre e poi si 'sgonfia'? "Macché, da un paio d'anni non si parla d'altro! Tutto cominciò con l'approvazione del Governo Catalano del nuovo Estatut d'Autonomia' nel 2006, che non piacque al governo centrale di Madrid, in quel momento socialista. I Catalani fecero pressione per far passare almeno il nuovo modello di finanziamento, ma ovviamente non l'ebbero vinta. La Cataluña è un motore economico importante ed il governo centrale non puó permettersi di prescindere anche solo in parte dei soldini che arrivano da qui! La dura crisi economica insieme al ritorno al potere della destra, molto piú 'centralista' e meno aperta al barcellona-2dialogo, ha fatto precipitare la situazione. Il malessere, ormai popolare, è cresciuto negli ultimi anni. Contemporaneamente cresceva la determinazione e, mi permetto, la prepotenza di Madrid. Personalmente credo, e non sono l'unica a dirlo, che la situazione sia sfuggita di mano sia ai governanti catalani, che al governo centrale. Piú insistevano i primi, meno ascoltavano i secondi. Una strada senza uscita! Ogni parte è ferma nella propria posizione. Sinceramente non so come andrà a finire. Bisogna anche ricordare che quest'anno si celebra il tricentenario (1714-2014) della caduta di Barcellona che marcó la fine della Guerra di Successione Spagnola. Per cui, particolare enfasi per questa 'Diada' di commemorazione ai caduti che in Cataluña ed in particolare a Barcellona difesero la loro terra. Le manifestazioni dell'11 settembre, giá l'anno scorso con la 'Via Catalana' (un cordone umano che percorreva 400 kilometri da nord a sud) e quest'anno con 1 milione e 800mila persone che disegnavano un V (V come Vittoria e come Votare) nel centro della città, possono definirsi come una prova di volontà, di unione del popolo catalano. Sono sicura che non tutte le persone che hanno partecipato desiderano l'indipendenza dalla Spagna con la possibilità di esprimere democraticamente la loro volontà, con il referendum che si dovrebbe celebrare il prossimo 9 di novembre, a quanto pare legale secondo le leggi catalane. Ma Madrid continua a dire NO! Basandosi sulla Costituzione Spagnola, non vogliono assolutamente permetterlo. Altra strada senza uscita, che si potrebbe risolvere con un semplice decreto! Nello stesso tempo a Tarragona era stata organizzata una manifestazione contro l'independentismo e contro il referendum. Democraticamente 7.000 persone hanno partecipato".

E tu sostieni il referendum? "Sostengo il referendum! La democrazia è la cosa piú Sacra della nostra societá. Il voto è un diritto. A questo punto bisogna votare. Bisogna capire se i cittadini vogliono davvero l'indipendenza".

Secondo te, la Catalogna ha le carte in regola per diventare uno stato indipendente e autosufficiente? "La Cataluña puó diventare uno stato indipendente. I Catalani non sono delle teste calde, nè degli sprovveduti. Bisognerá stare a vedere cosa dice l'Europa. Ma quanto tempo resta a questa ormai decadente Europa? Anche gli Inglesi hanno parecchi dubbi..."

Ti manca Bologna? E l'Italia? "Si, certo, mi manca sempre la famiglia, i vecchi amici, la bella cittá... Ma per il momento resto qui. Sono troppo curiosa di vedere come andrà a finire. É un momento storico!"

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