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Consulta Famiglia, 12 associazioni cattoliche fuori

Così in protesta contro la scelta del Comune di aprire anche ad associazioni vicine alla realtà gay. Rete Laica: "E' preoccupante... dove c'é cura, dove c'é affetto, c'é famiglia"

Tra polemiche e reticenze il Comune di Bologna ha accolto la richiesta delle associazioni legate al mondo gay di far parte della Consulta della Famiglia. L'apertura è stata bocciata senza riserva dal mondo cattolico che per tutta risposta ha deciso di abbandonare la consulta: 12 le associazioni che che hanno deciso di uscirne. La consulta così passa da 18 componenti a 5 in totale.

INDIRIZZO DELLA CURIA. La decisione di sfilarsi, anticipata dalla diffida presentata da dieci associazioni e al centro di polemiche in città, sarà spiegata ufficialmente domani alle 15 nella riunione della Consulta. Nell'editoriale pubblicato domenica da Bologna sette, la Curia bolognese aveva espresso la propria contrarietà alle associazioni omosessuali ("una grave offesa in primo luogo alla ragione e al buon senso comune, alla comunità civica e a quella cattolica") sottolineando il dovere di uscirne.

LAICI. Per la Rete laica di Bologna "il veto, da parte di associazioni cattoliche, alla partecipazione alla Consulta della famiglia di rappresentanti di associazioni omosessuali, è preoccupante". Partendo dal presupposto che oggi "i legami familiari sono cambiati: dove c'é assunzione di responsabilità fra persone, dove c'é cura, dove c'é affetto, c'é famiglia", per la Rete laica "la Consulta della famiglia deve rappresentare tutte le istanze, tutte le realtà della nostra città, non solo quelle che piacciono alla Curia". E aggiunge di non comprendere "il rifiuto di riconoscere realtà consolidate e arrogarsi il diritto dell'esclusione di alcuni dalla partecipazione politica" perché "pare una pretesa non giustificata, espressione di intolleranza e discriminazione".
 

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