Chiusura teatro di Budrio, l'opposizione: 'Sbagliato, denota incapacità'

L'opposizione attacca dopo la chiusura del teatro per mancanza del certificato di agibilità

"Il sindaco di Budrio venerdì 14 dicembre ha improvvisamene chiuso il Teatro Consorziale. Ha dichiarato di aver scoperto - solo grazie a una lettera di un dipendente - che non c’è il Certificato prevenzione incendi. Successivamente ha candidamente ammesso di non essersi mai occupato, in questi anni, dello stato normativo e strutturale degli edifici comunali aperti al pubblico. Eppure sono sotto la sua responsabilità". Lo scrive in una nota Debora Badiali, capogruppo di centro-sinistra al Comune di Budrio, dopo la chiusura del teatro.

"Se nei cinque anni da consigliere di minoranza si fosse occupato seriamente della macchina comunale, si risparmierebbe quelle che oggi definisce sorprese” continua "Infatti sono tanti, e in molti comuni, gli edifici senza Cpi e c’è un lavoro enorme da fare, ovunque. Per esempio 5 anni fa, l’amministrazione si è accorta che mancavano quelli delle scuole. Non sono stati chiusi gli edifici, ma sono stati dotati (tutti) del certificato. Si amministra per risolvere i problemi, non per trovare colpevoli. Per questo, ancora una volta chiediamo all’amministrazione di finirla con le parole e di fare il suo dovere".

Ma cosa si sarebbe potuto fare, evitando la chiusura del teatro di Budrio? "Buona pratica vuole che gli uffici informati dei fatti indichino al sindaco le azioni per acquisire il Cpi e chiedano dunque di avviare la pratica. Naturalmente avviare la pratica è una decisione politica. Avviata la pratica, si concorda con i Vigili del fuoco un sopralluogo per individuare le prime azioni e i principali interventi necessari ad acquisire poi il Cpi. Normalmente in questi casi, non c’è nessun bisogno di chiudere l'edificio, ma ci si attiene alle prime prescrizioni indicate dai VVF".

A Budrio, fa sapere Badiali, è valso dal 2012 al 2017 con i molti procedimenti avviati e i molti certificati acquisiti: tutte le scuole, come detto, ma anche la biblioteca, la foresteria, il palazzetto dello sport, l’ex mercato coperto… Restavano le Torri dell’acqua e il Teatro. Il resto è noto: abbiamo perso le elezioni e da un anno e mezzo governa qualcun altro, che evidentemente si è posto il problema solo il 14 dicembre 2018.

"Per questo riteniamo che la scelta di chiudere l’edificio sia sbagliata dal punto di vista tecnico e per la perdita enorme per una comunità che va ben oltre i confini di Budrio. La scelta, purtroppo, denota una volta di più l’incapacità amministrativa di questa improvvisata compagine civica e le difficoltà della macchina comunale che purtroppo in questi due anni si è molto impoverita".

"A tutto questo vanno aggiunte due considerazioni - spiega Badiali -  Maurizio Mazzanti ha mentito dicendo che non sapeva. Oppure ha mentito quando ha giustificato la decisione di non partecipare, la scorsa primavera, al bando regionale per la riqualificazione degli spazi culturali sulla base di informazioni e istruttorie che lo avrebbero messo a conoscenza della situazione.  Federico Pizzarotti che si è lanciato in difesa di Mazzanti, a Parma non ha chiuso il Regio ma ha investito soldi e tempo per fare e attuare il progetto che lo porterà in futuro ad avere il certificato: dunque al momento non c’è il Cpi, ma il Teatro Regio, come noto, è in piena attività. In conclusione, abbiamo fatto un accesso agli atti per conoscere:  quali sopralluoghi tecnici e preventivi (valutazioni di tipo economico, interventi, tempi e modalità) sono intercorsi dal 10 dicembre - giorno della lettera dei dipendenti comunali recapitata al sindaco - a oggi; dopo quale riunione e confronto tecnico - ma anche tra chi - nasce la decisione di chiudere il Teatro. Le perizie sono avvenute prima o in seguito all'ordinanza di chiusura; quali sono le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione a non partecipare a bandi in ambito culturale nell’ultimo anno; quali sono le azioni intraprese dall’amministrazione insediata a giugno 2017 in materia di messa in sicurezza degli edifici pubblici; valutazione, entità e modalità di restituzione economica ad abbonati, sponsor e compagnie teatrali per la cessazione improvvisa della stagione teatrale. Indicazione di tempi, importo ed eventuali penali".
 

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