Congresso di Verona, De Carli (PdF): "Sì ai valori, ma non ci saremo perchè è targato Lega"

Popolo della Famiglia non sarà a Verona al Congresso Mondiale delle Famiglie nonostante ne condivida i valori: "E' evidentemente una caccia ai voti di Salvini per le Europee" spiega il coordinatore per Bologna

Mirko De Carli, Popolo della Famiglia

Verona, come ben noto, ospiterà questo weekend il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie che riunisce “il movimento globale” Pro-Life. Parteciperanno il Ministro dell'Interno e vice premier Matteo Salvini, il ministro per la Famiglia e la Disabilità Lorenzo Fontana, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, il senatore della Lega Simone Pillon, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona Federico Sboarina, il vescovo di Verona Giuseppe Zenti.

Non ci sarà però il Popolo della Famiglia, il movimento politico di ispirazione cristiana di Mario Adinolfi, e il perchè lo spiega Mirko De Carli, referente locale del gruppo nonchè ex candidato sindaco alle passate amministrative a Bologna: «Gli ideali del congresso li condividiamo, ma non ci saremo perchè è un evento targato Lega. I temi sono i nostri, ma sono stati appaltati al partito di Salvini e per questo (non siamo gli unici) abbiamo deciso di non aderire al congresso. Qui lo scopo è chiaramente elettorale e l'obiettivo è quello di raccogliere i voti dei cattolici per le elezioni europee". 

Il movimento di Adinolfi non si è coalizzato con il centrodestra perchè, come spiegano: «La nostra analisi politica è che l’intera classe politica sia compromessa e ambigua sul piano dei principi essenziali che ci interessano, che noi chiamiamo anche “non negoziabili”. Dal 2011 l’Italia è governata da un asse centrodestra-centrosinistra. Le peggiori leggi contro la vita e contro la famiglia (divorzio breve, legge Cirinnà, biotestamento) sono passate su iniziativa del centrosinistra ma con voti determinanti di decine di eletti del centrodestra. E sono stati proprio gli eletti del centrodestra a tradire la piazza del Family Day, venendo al Circo Massimo e venti giorni dopo votando la fiducia alla legge Cirinnà».

"La famiglia la si difende mettendola nelle condizioni di vivere dignitosamente, non chiedono elemosina ma un paese che creda in loro" così il Cardinale Bassetti riferisce in un’intervista di qualche giorno fa.  Ascoltiamo quindi un ritratto della realtà di molte famiglie italiane. È così De Carli?

«Si, è così.  Credo che l'appello di Bassetti sia nel solco dei messaggi lanciati dalla Cei nel corso degli ultimi mesi, in particolare dopo il voto delle scorse elezioni politiche del 4 marzo.  Credo sia arrivato il momento di passare seriamente dalle parole ai fatti:non servono più manifestazioni di piazza per ribadire l'urgenza di una vera rivoluzione fiscale” formato famiglia” ma serve aprire il dibattito parlamentare su un tema così decisivo attraverso proposte di legge chiare e praticabili. 
Giustamente il Card. Bassetti ha chiesto alla politica di smetterla di dare “mancette “alle famiglie italiane: serve un vero e proprio piano di riduzione del carico fiscale familiare realizzando il “fattore famiglia” affinché “più figli hai e meno tasse paghi“, predisponendo un vero e proprio reddito di maternità capace di riconoscere non solo giuridicamente ma anche economicamente il ruolo sociale e pubblico della mamma.  Per questo ho apprezzato le parole del card. Parolin sul Congresso delle famiglie di Verona, tutti d'accordo sui contenuti meno sulla forma con cui si vogliono rappresentare.  Appaltare a Salvini e Meloni le battaglie figlie dei due Family Day è un grave errore storico oltre che politico. 

Quale misura possibile si può attuare per aiutare le famiglie oggi?

«Credo che sia necessario uno shock di culle piene per rilanciare economicamente e socialmente questo paese e per questo il Popolo della Famiglia propone un programma per “ridare cuore all’Europa”, ripartiamo dalla famiglia con misure concrete e questi i punti centrali per vincere contro l'inverno demografico: esenzione fiscale per le donne che partoriscono e si prendono cura di almeno 4 figli; prestito ad interessi ridotti per le donne under 40 che si sposano per la prima volta ;prestito agevolato a famiglie con almeno due bambini per l'acquisto della casa;sostegno per il mutuo, con assegno incrementale al numero di figli; congedo parentale per i nonni fino al terzo compleanno dei nipoti ; espansione della rete di asili pubblici e per finire, non può mancare  un sussidio per l'acquisto di una macchina da sette posti o più per le famiglie numerose».

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