Consiglieri comunali con il doppio incarico: "Devono dimettersi"

E' il presidente di Insieme Bologna Bernardini a tirare in ballo quei consiglieri che "hanno fatto carriera" per cui, pur mantenendo il seggio a Palazzo D'Accursio, "ormai il Comune di Bologna lo vedono solo in cartolina, perchè sono a Roma"

Foto DIRE

Dal sindacato parte una bordata per i consiglieri comunali di Bologna che ricoprono un secondo incarico politico a Roma. E' il segretario della Uil di Bologna e dell'Emilia-Romagna, Giuliano Zignani, a sollecitare le dimissioni da una delle poltrone occupate. Se non lo fanno, "questo e' grave", afferma Zignani intervistato a Punto Radio da Manes Bernardini.

E' l'ex consigliere comunale, presidente di Insieme Bologna, a tirare in ballo quei consiglieri comunali che "hanno fatto carriera" per cui, pur mantenendo il seggio a Palazzo D'Accursio, "ormai il Comune di Bologna lo vedono solo in cartolina, perche' sono a Roma".

Bernardini non fa nomi, ma è impossibile non pensare a Lucia Borgonzoni (consigliera, parlamentare e sottosegretario) e a Massimo Bugani (consigliere e numero due della segreteria del vicepremier Luigi Di Maio). "Li' bisogna avere l'onesta' morale di dimettersi da qualche posto", dichiara Zignani in risposta a Bernardini, sottolineando che avere un seggio nel Consiglio comunale di "una citta' importante come Bologna" non e' come essere eletti "in un comunello di 2.000 abitanti". Per Bernardini, situazioni come quella descritta si traducono anche in un indebolimento delle armi a disposizione dell'opposizione e Zignani concorda.

"L'opposizione e' il sale della democrazia", aggiunge il segretario della Uil, sottolineando che "per fortuna" c'e' l'attivita' del movimento fondato dallo stesso Bernardini, che fa "un'opposizione costruttiva, fatta non con la pancia ma con la testa". Ma Zignani ne ha anche per i parlamentari del territorio. "Io non ho ancora capito che battaglie fanno", afferma il sindacalista.

"Al di la' del Governo, che tante volte e' distante anche fisicamente dai problemi di una citta'", le istanze di un territorio "vanno sollecitate dal basso. Abbiamo i deputati del popolo- continua Zignani- che sono quelli che, stando in un'area metropolitana come Bologna, dovrebbero capire quali sono i problemi e poi portarli nella sede centrale, che e' quella del Governo e del Parlamento". Ma cosi' non e': "Io vorrei capire cos'e' che portano, perche'- attacca Zignani- mi sembra che molti siano piu' indaffarati a risolvere beghe interne che a risolvere i problemi della citta'. E di problemi in una citta' come questa ce ne sono tanti, al di la' del balzo in avanti come citta' tranquilla e accogliente, molto piu' tranquilla di qualche tempo fa".

Per finire, Zignani si mostra anche molto preoccupato per le troppe scadenze elettorali. Una situazione "che falsa tutto, perche' piu' che puntare allo sviluppo, i cui risultati comunque li vedi dopo anni- spiega il sindacalista- a volte rischi di puntare sull'assistenzialismo e l'assistenzialismo non paga".
L'anno prossimo ci "sara' battaglia fino alla fine" per le europee e poi ci saranno anche le regionali, continua Zignani: "Quindi sara' una campagna elettorale che partira' a gennaio e arrivera' a fine novembre". Insomma, una "perenne campagna elettorale dove non ci si ferma mai a ragionare sul futuro dei nostri territori", avverte il segretario della Uil. Eppure, un amministratore pubblico "e' come un amministratore di un'azienda, deve saper gestire il Comune, la Regione o lo Stato come si gestisce un'azienda- afferma Zignani- ma se l'amministratore di un'azienda e' continuamente in fibrillazione per altre cose ed e' tentato da altre cose, fa fatica". Di conseguenza, "siamo un livello di forte preoccupazione", conclude Zignani.

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