Crisi di governo, intervista a Piccinini (M5S): "O si tagliano i parlamentari o si va alle elezioni"

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle fa qualche ipotesi ribadendo i 10 punti: "Possibile l'accordo col PD. I 10 punti rappresentano la strada ma la condizione imprescindibile è l’ultimo sì al taglio di 345 parlamentari"

Trattativa aperta fra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico per tentare di costruire un governo giallo-rosso: i partiti si devono mettere d'accordo entro domani, data fissata dal Presidente della Repubblica Mattarella per prendere una decisione dopo la crisi di governo aperta da Matteo Salvini. Silvia Piccininiconsigliera regionale del Movimento 5 Stelle, ci ha concesso un'intervista per approfondire il tema dal suo punto di vista, ragionando sulla reale possibilità di accordo, sulle condizioni, sull'ipotesi "Conte-bis" e sui quattordici mesi di governo appena trascorsi e interrotti. 

Cosa pensa della possibilità di una coalizione M5S - PD? A quali condizioni? Quali secondo lei fra i 10 punti citati da Di Maio sono assolutamente imprescindibili per un accordo? «Il M5S è stato votato per migliorare le condizioni di vita dei cittadini. E davanti a questo impegno non vogliamo tirarci indietro. Per questo abbiamo messo davanti a tutto i temi e non le persone o gli incarichi. Il confronto è aperto. I dieci punti che abbiamo individuato rappresentano la strada ma la condizione imprescindibile è l’ultimo sì al taglio di 345 parlamentari. Manca un solo voto, non vogliamo aspettare un giorno di più. Vediamo se ci saranno convergenze su questo, altrimenti le elezioni di certo non ci spaventano».

Macchina del tempo: cosa cambierebbe di questi 14 mesi di Governo se potesse tornare indietro nel tempo? «Nonostante questa sia stata la nostra prima esperienza di Governo credo che sia innegabile come in pochi mesi siamo riusciti a portare a casa provvedimenti importanti come il reddito di cittadinanza, il decreto dignità che ha rilanciato l’occupazione, un piano finalmente organico contro il dissesto idrogeologico. Forse ciò che va migliorato è la gestione delle problematiche che impattano a livello locale, sui territori, dove serve un maggior confronto e coralità nelle scelte».

Che voto da a Giuseppe Conte? Lo vedrebbe bene un "bis"? Giuseppe Conte, nonostante tutte le critiche strumentali e gli attacchi che ha ricevuto ad inizio mandato, ha dimostrato di essere un presidente all’altezza del proprio ruolo. 
Un esempio di dignità, rispetto, compostezza e senso delle istituzioni, come da tempo non si vedeva nel nostro Parlamento. 
Per questo lo ritengo una risorsa di cui il nostro Paese non dovrebbe privarsi».

Il discorso di Mattarella e i prossimi giorni in attesa degli esiti della consultazione: ha qualche previsione? Cosa pensa che potrebbe accadere e cosa auspica che succeda? «In questa schizofrenica crisi di governo estiva, aperta da Salvini dalla spiaggia del Papeete, è successo davvero di tutto. Dopo essere stati costretti per due settimane a dibattere di crocifissi, rosari e mojito vogliamo riportare l’attenzione sui temi che stanno davvero a cuore ai cittadini. E per farlo stiamo seguendo la strada tracciata dal presidente Mattarella.
Il confronto è aperto ma sia chiaro: l’obiettivo è anteporre l’interesse dei cittadini davanti a tutto, con i 10 punti fissati da Luigi Di Maio che prevedono tra le altre cose il disinnesco dell’iva al 25%. Se non ci saranno le condizioni per farlo, come ho già detto, siamo pronti per andare al voto».

Matteo Salvini: cosa pensa di lui? «Sinceramente non mi interessa parlare di lui. Quello che ha fatto è sotto gli occhi di tutti. E nessuno, ancora oggi, ha capito il perché abbia decido di rompere, dalla sera alla mattina, il contratto di governo e tutti i provvedimenti che stavano andando avanti. Adesso è il momento di affrontate le conseguenze a cui sarà sottoposto il Paese dopo il suo gesto sconsiderato».

Su quale punto il M5S non tradirà mai gli elettori? «Credo che questa esperienza di governo e la crisi che ne sta derivando metta in evidenza un dato assolutamente oggettivo: a differenza di altri il Movimento 5 Stelle, nonostante i sondaggi, nonostante gli interessi di partito, ha e avrà sempre come primo e unico obiettivo l’interesse collettivo. Lo ha precisato anche Di Maio: in questi anni al governo con “un contraente ingombrante” abbiamo perso voti, ma eravamo determinati ad andare avanti per portare a termine il lavoro e le riforme importanti che avevamo iniziato a beneficio dei cittadini».

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