Report del sindaco, Carella "rivede" i punti: "I bolognesi non sono ciechi e sordi"

Merola fiero di una città che l'opposizione non riconosce, il consigliere FI: "Siamo la capitale urbana della insicurezza e le porte del sociale sono chiuse"

Sabato mattina, il sindaco di Bologna Virginio Merola, ha presentato alla stampa (e poi pubblicato sul sito Iperbole) il report di metà mandato, ovvero una sorta di resoconto dei primi due anni e mezzo di amministrazione. Ma c'è qualcuno che non condivide a pieno la panoramica che è stata fatta sulla città: dopo gli appunti del leghista Manes Bernardini, anche il consigliere di Forza Italia Daniele Carella stila una lista di problematiche non risolte e uno scenario non così positivo: "Chiacchiere e slogan. Merola può raccontare quello che vuole ma non è che i cittadini siano poi ciechi e sordi. Bologna è una città carissima in cui i livelli di tassazione sono a livelli estremi, domanda: anche a fronte di quanto fa pagare ai propri cittadini cosa dovrebbe almeno garantire una amministrazione non dico brava e virtuosa ma almeno dignitosa? Provo a fare un elenco sommario?".

"Una città strutturalmente sicura? Bene, c'è qualcuno che ritiene Bologna sicura? - continua Carella cominciando la lista delle cose che non vanno - Siamo la capitale urbana della insicurezza, lo stesso Sole 24 Ore ci colloca al 102 posto su 107 totali. - Una città pulita? A qualcuno pare che Bologna sia una città pulita? E specifico che gli scarabocchi sui muri sono solo una parte del problema".

Una città ben mantenuta? "Beh, qui è come sparare sulla Croce Rossa, senza andare per il complesso mondo degli edifici pubblici, basta che i cittadini diano una semplice occhiata a come sono messe le strade".

Una città solidale? "Beh, non esiste bolognese che non abbia trovato le porte del settore sociale chiuse, a lui o a qualche conoscente, se poi vogliamo rimanerci ancora peggio basta chiedere a un qualche disabile".

Una città in cui sia facile muoversi? "Anche qui è facile, i servizi di mobilità pubblica hanno fatto degli enormi passi indietro e se e quando ci dobbiamo arrangiare per muoverci, basta il dato sulle multe a certificare quanto sia ostico e difficile girare per la città.

Una città culturalmente avanti? Se non si muovessero i privati la cultura (pubblica) sarebbe sempre in emergenza, fatta salva l'eccezione della Cineteca, per la quale ringrazio Farinelli".

Una città dove chi ha voglia di "fare" ergo di lavorare, trova incentivi e accoglienza? "Anche qui i cittadini possono raffrontare la realtà che vivono quotidianamente, a Bologna è divenuto difficilissimo trovare lavoro come dipendente, ma lo è (nell'ambito delle norme e dei regolamenti comunali) anche cercare di aprire una propria attività, di qualsiasi tipo. Mi fermo qui (anche se potrei continuare con le note negative), ma siccome non vivo di pregiudizi e cerco di essere il più oggettivo possibile, mi fermo con quella che ritengo l'unica nota positiva di questa amministrazione, ovvero la Scuola, ecco, sulla Scuola ritengo si sia lavorato benino e con proficuo. Ma non c'è altro che veda la curva andare verso il più".

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