Elezioni, intervista a Bignami FI: 'Sottrarsi a nuove sfide è un gesto di pavidità'

L'INTERVISTA. "Posso essere parso eccessivamente ostinato nelle battaglie in Bolognina, Pilastro, Barca, Borgo, per i disservizi in Appennino. Non immagino un impegno diverso per la mia città e la mia Provincia"

Bignami in Piazza Galvani

Galeazzo Bignami è candidato alla Camera dei Deputati per Forza Italia. L'attuale consigliere regionale (lo è dal 2010) ha aperto la campagna elettorale 2018 insieme ad Anna Maria Bernini. Mentre il clima politico si scalda in vista delle Politiche ormai imminenti, anche BolognaToday entra nel merito con una carrellata di interviste ai candidati per conoscerli meglio e conoscere meglio i loro programmi elettorali. 

E' candidato alla Camera per Forza Italia in tre collegi dell'Emilia Romagna: in quale momento e per quali motivazioni ha deciso di candidarsi? E' l'evoluzione naturale di un percorso politico, un dovere che sente nei confronti del partito e degli elettori...cosa altro l'ha portata al sì?

"Mio padre mi ha insegnato che la politica non deve diventare una professione. In questi anni ho coltivato il mio lavoro come Avvocato, consentendomi così di vivere la passione politica liberamente, come impegno civico dedicato alla mia città. Il primo incarico che assunsi fu a 18 anni al Quartiere Saragozza, poi 10 anni in Comune e ora 8 anni in Regione. Insomma, la classica gavetta…Penso che sottrarsi alle nuove sfide sia un gesto di pavidità che mancherebbe di rispetto ai tanti che invece ripongono fiducia in me, come dimostrano le migliaia di preferenze ottenute. E in questo senso state determinanti le circa mille persone che domenica sono venute a firmare in sostegno di Anna Maria Bernini e mia. E devo dire che Anna Maria è stata centrale per questa mia candidatura".

Sia lei che la candidata al Senato Anna Maria Bernini siete bolognesi: quanto conta questo (secondo lei e secondo gli elettori con cui magari ne ha discusso) rispetto alla 'notorietà' nazionale di un candidato che però è extra-territoriale?

"E’ fondamentale. In un periodo in cui le ideologie sono superate e i partiti vengono visti con scetticismo la differenza la fa il rapporto personale e diretto.  Anna Maria Bernini ha sempre mantenuto vivo il rapporto con Bologna, pur avendo avuto ruoli istituzionali di primissimo piano, cosa che oggi le consente di essere percepita come una persona familiare dagli elettori di centro destra e non solo. Come un po’ anche il sottoscritto che magari può essere parso eccessivamente ostinato nelle proprie battaglie in Bolognina, al Pilastro, alla Barca, al Borgo, per i disservizi in Appennino, per la gestione e il sostegno dei territori di Pianura, ma che non riuscirebbe a immaginare un impegno diverso per la mia città e la mia Provincia".

La campagna elettorale è stata aperta ufficialmente domenica in Piazza Galvani: come è andata? Cosa vi detto/chiesto la gente che ha assistito al comizio? Come e dove proseguirà la raccolta delle firme?

"E’ stata una mattina bellissima, in cui tante persone ci hanno incitato ad affrontare questa sfida come se la vivessero loro. La fila ai banchetti per firmare e le mille firme raccolte in poche ore è una cosa che non avevo mai visto e di banchetti ne ho fatti davvero tanti. Una adesione simile recentemente l’ho riscontrata solo per la raccolta firme contro i campi rom al Navile, tema su cui ci siamo impegnati tanto proprio raccogliendo il disagio dei bolognesi e che stiamo ancora conducendo con determinazione".

Come ha scritto lei stesso in un post su Facebook "le opportunità di essere eletto ci sono e sono concrete": che appello si sente di fare agli elettori e a quali cittadini si rivolge? Sui social ha fatto riferimento anche a numerosi messaggi che la gente la manda: cosa le dicono? Cosa le chiedono?

"L’appello in campagna elettorale non esiste. E’ l’impegno quotidiano, concreto, costante quello che può fare la differenza. Se uno non ha fatto nulla negli anni precedenti è inutile che si inventi slogan o appelli. La gente si sente presa in giro e ti manda a spendere. Non so se io ho fatto qualcosa, saranno i bolognesi a dirlo. Di sicuro in queste ore è bello vedere cosi tante persone che magari non sono neppure di centro destra, ma che si stanno mettendo a disposizione: le persone che ho conosciuto durante le “ronde” in Bolognina, al San Donato, in via Emilia, i tanti utenti e professionisti dell’ASL che mi hanno segnalato disservizi e problemi, gli amici della TAV che si sono rivolti a me quando ritennero di essere state ingannate da un professionista in cui avevano riposto la propria fiducia, gli amministratori del nostro Appennino che con generosità ed eroismo rappresentano i propri territori, le numerose famiglie italiane che con dignità hanno accolto il nostro aiuto quando erano in difficoltà anche solo per mettere qualcosa in frigorifero, i tanti componenti dei comitati che si sono rivolti a me per problemi di degrado, di sicurezza, di criminalità…. Mamma mia, più ci penso più me ne vengono in mente!"

Come ha vissuto il ritorno in politica di Silvio Berlusconi? Qualche considerazione sul panorama politico attuale? Teme l'astensionismo?

"L’ultimo Presidente del Consiglio indicato dagli Italiani è stato Silvio Berlusconi nel 2008. Dopo ci sono state solo operazioni di palazzo e di potere. Con effetti che sono sotto gli occhi di tutti, condotti per compiacere Europa e poteri forti penalizzando gli italiani. Prendiamo il tema dell’immigrazione: l’ultimo anno di Governo Berlusconi arrivarono in Italia 4.400 clandestini, l’anno scorso ne sono arrivati 180.000. Ecco, penso che gli Italiani siano molto più concreti di quanto si voglia credere. Hanno ben presente che il centro destra ha raggiunto obiettivi importanti che devono essere ripristinati e ribaditi".

Qual è il suo claim per questa campagna elettorale? 

"Non c’è. Il mio claim è l’alzarsi la mattina, conciliare impegno politico e lavoro, allacciarsi le scarpe e cercare di esserci sempre, con risposte concrete e non con chiacchiere. Non mi ha ordinato il medico di fare politica. Quindi se mai mi stancherò, nessuno mi obbliga a proseguire. A volte è frustrante stare all’opposizione, perchè inevitabilmente rende meno semplice incidere direttamente sulle cose che non vanno . Ma questo non può essere un alibi e in più occasioni ci siano riusciti. Penso a via Boldrini, dove abbiamo portato all’attenzione del Prefetto la questione e che oggi, benchè non risolta, un po’ è migliorata. O viale Masini, dove a seguito di miei sopralluoghi notturni sono stati adottati i primi minidaspo, certo non sufficienti, ma che comunque fanno capire che le Istituzioni ci sono. O il campo nomadi di via Shakespeare, che non si farà più. Anche se ora dobbiamo far si che anche gli altri non vengano realizzati".

Non posso non chiederle un commento sulla sparatoria di Macerata. Che idea si è fatto di questo Luca Traini e in generale del clima che ha portato all'attentato?

"Un folle. E penso sia importante il fatto che tutti lo abbiano considerato come tale, senza cercare di imputare paternità politiche a un gesto inaccettabile. E’ folle quello che ha fatto ed è folle che lo abbia posto in relazione all’omicidio della povera diciottenne uccisa e fatta a pezzi da un nigeriano clandestino che non doveva essere sul territorio italiano, come non doveva esserci Igor il Russo e gli stupratori di Rimini. Ha ragione Berlusconi quando dice che è necessario espellere 600.000 irregolari. Rischiamo altrimenti una deriva ingiustificabile percorsa da chi pensa che lo Stato abbia abbandonato gli italiani".

Il 4 marzo viene eletto: quali sono le tre promesse che manterrà, alle quali darà senz'altro la priorità?

"Faccio gli scongiuri… Sulla sanità credo che si debbano ripensare molte cose. Stiamo assistendo a tagli indiscriminati che alla fine hanno sempre e solo una vittima: le comunità locali che vedono accentrare i servizi depauperando i propri territori di presidi ospedalieri e medici fondamentali. E poi espansione del Progetto Strade sicure con l’impegno dei nostri militari, perché credo che alle persone per bene possa solo fare piacere vedere delle persone in divisa girare per la Montagnola, stazionare in Piazza Verdi o girare per la nostra città controllando che le cose vadano bene. E poi va rivista la scelta dell’allargamento della Tangenziale e dell’Autostrada. E’ un errore enorme quello che si sta facendo. Si aumenteranno i carichi di traffico sul perimetro bolognese, con impatti devastanti sulla salute dei cittadini senza neppure risolvere il problema. L’unica soluzione è il Passante Sud che fin da quando ero con Guazzaloca sostenevamo e costituisce l’unica soluzione praticabile. Questo potrebbe portare anche alla realizzazione di opere addizionali in Appennino e nella pianura che aiutino a decongestionare il traffico sulla città a favore di quei territori".

Galeazzo Bignami è nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, dove risiede. Laureato in Giurisprudenza, è iscritto all’Albo degli Avvocati. Entra giovanissimo nel Fronte della Gioventù e diventa a 17 anni segretario regionale del Fronte universitario di azione nazionale (Fuan), che, in seguito, rifonda insieme al fratello Alessio. Nel 2001 è eletto segretario regionale di Azione giovani dell’Emilia-Romagna. Nel 2007 diventa vice presidente provinciale di Alleanza nazionale di Bologna. Eletto in Consiglio comunale a Bologna nel 1999, viene riconfermato alle elezioni del 2004 e del 2009, nelle file del Pdl. Nel 2010 è stato eletto consigliere regionale, incarico in cui è stato riconfermato nel 2014 con un risultato che gli ha permesso di essere il Consigliere Regionale più votato di tutta la città di Bologna.

 
 

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